Basket. L’Olympia Maddaloni ha ospitato Alessandro Gentile per una partita tra amici



Lo sport è vita, aggregazione, inclusione, amicizia. Quante volte avete pronunciato o solo sentito dire queste affermazioni. Magari ai più suona addirittura come uno slogan vuoto, come quella pubblicità vista e rivista in televisione. Nulla di più sbagliato. Davvero. Capita che una sera del mese di giugno, nonostante le difficoltà che ormai tutti stiamo vivendo in questo periodo di Covid, un gruppo di amici ancora riesca a riunirsi in palestra per il solo gusto di giocare a pallacanestro. Il campionato di Promozione al quale sono iscritti non è stato disputato, eppure da febbraio i ragazzi dell’Olympia Basket Maddaloni non smettono di allenarsi. Per il gusto di farlo appunto, di sentire il pallone rimbalzare, per ascoltare il ‘ciuff’ ad ogni canestro, e non importano la fatica, il sudore e i sacrifici da fare per stare lì, in palestra.

Tra gli amici di questi ragazzi, compagno d’infanzia e soprattutto di squadra quando ancora si giocava a livello giovanile, c’è anche Alessandro Gentile. E allora è un attimo. Tra amici di lunga data ci si sente e ci si messaggia ancora. Alessandro ora è a casa perché ha deciso spontaneamente di finire anzitempo la stagione agonistica dopo aver contratto il Covid in quel di Madrid, dove stava giocando con l’Estudiantes. E allora un messaggio per chiedere come stai, presto si tramuta in un invio a fare allenamento. L’ok di Alessandro avvia un tam tam tra gli amici che vede presto unirsi anche Domenico Marzaioli, in forza da due anni alla Scandone Avellino.

Tutto organizzato dunque, appuntamento come da routine al PalaFeudo, la palestra della scuola elementare Brancaccio dove ha avuto inizio l’escalation dell’allora Artus Maddaloni. Neanche a dirlo che tra i venti ragazzi in campo tutti vantano un’esperienza in quello che all’inizio degli anni 2000 era uno dei più floridi vivai della regione Campania e del Sud Italia. Venti ragazzi compresi tra i 35 e i 21 anni – tra i quali anche Francesco Della Peruta e Ivano Ragnino che hanno indossato nelle ultime stagioni la casacca della Pall. San Michele Maddaloni tra serie B e C Gold – e che insieme contano la partecipazione a ben 5 Finali nazionali, ovviamente di diversa categoria ed annata, e svariati altri titoli a carattere regionale.

Tra crossover, tiri dai nove metri, passaggi no-look, difese dure, sorrisi, pacche sulle spalle e sfottò mai così ben accetti, è andata in scena un’amichevole spettacolo con l’assenza purtroppo del pubblico, in rispetto di quelle che sono le disposizioni anti-Covid. Ma siam convinti che qualche giocata avrebbe strappato applausi a scena aperta. Insomma si è svolta una serata di divertimento, che si è avvicinata a quella normalità che da mesi ormai ci sembra solo un lontano ricordo, inseguendo quella innata passione per la pallacanestro. Ma soprattutto tra amici veri. L’Olympia Basket Maddaloni è nata proprio fondandosi su questi valori. E poco importa la categoria, l’importante è sentire sempre il rumore di quel pallone che rimbalza.