Tora e Piccilli. La vicenda del consiglio, parola all’opposizione. Di Marco: “Ecco come stanno le cose”

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Da qui al 4 novembre, allorché si celebrerà il famigerato consiglio comunale ‘riparatore’ della situazione amministrativa di Tora e Picilli, si parlerà e si scriverà a lungo. Dopo aver ascoltato il sindaco Natascia Valentino, la par conditio, imponeva di interpellare anche chi si è opposto al documento che ha scatenato il putiferio. Domenico ‘Sergio’ Di Marco si fa interprete del pensiero dei quattro che hanno presentato ricorso al Tar, che mette in bilico la sopravvivenza del governo cittadino.

“Una premessa è d’obbligo – afferma il consigliere indipendente – la nostra azione non mira a mandare a casa nessuno, né tanto meno privare la città della sua amministrazione. Vogliamo unicamente esercitare la nostra funzione di consiglieri comunali, vale a dire leggere gli atti e accertarci che il deliberato è ispirato ai crismi della legalità. Nel corso dei passaggi della delibera di approvazione del bilancio preventivo 2016 abbiamo riscontrato delle irregolarità contabili, amministrative e finanche penali per cui abbiamo detto al sindaco di mettere a fuoco, sviscerare per bene il contenuto della delibera e valutarlo con cognizione di causa. Dal primo cittadino abbiamo ricevuto solo riscontri arroganti e pertanto l’unica arma che avevamo era quello di ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale per scongiurare gli errori e gli orrori in essa contenuti”.

Domenico Di Marco nel corso delle ultime amministrative fu il primo eletto nella lista che appoggiava Valentino, ma durante il mandato ha avuto dei contrasti di vedute col sindaco e, pur rimanendo in maggioranza, si è dichiarato indipedente.

“Faccio politica dal 1993 – afferma- per cui un po’ di dimestichezza con l’ambiente l’ho maturato. Sappiamo bene che l’arrivo di un commmissario prefettizio a Tora e Piccilli potrebbe procurare qualche inconveniente. Ed allo stesso tempo non abbiamo alcuna intenzione di creare dei martiri. Ma l’esperienza ci induce a suggerire al sindaco ad avere maggiore disponibilità a dialogare con forze che non la pensano esattamente come lei. Avremmo trovato un punto d’incontro su questa problematica, avremmo partorito un documento contabile molto più efficiente per la nostra cittadina e non ci ritroveremmo, oggi, a lottare contro difficoltà difficilmente sormontabili”.

Ormai alcuni atti sono all’esame degli organi sovrastanti, la macchina si è messa in marcia e inevitabilmente farà il suo corso. Non è dato sapere se e in che modo l’accoglimento del ricorso dei quattro inciderà sul prosieguo amministrativo, il dato politico della vicenda è che ci sono delle disparità di vedute che – al di là della decisione di chi di competenza – peserà inevitabilmente sull’azione amministrativa futura.

“Ci preme – afferma con decisione Di Marco – il ripristino della legalità e della democrazia, del confronto e della dialettica. Non rincorriamo alcun fumus persecutionis, chiediamo solo al sindaco di misurarsi con le altre espressioni della città, ancorché divergenti dalle sue idee. Se poi nei suoi atti, ora che il polverone si è alzato, gli organi sovrastanti individuano elementi ostativi al proseguimento del mandato, saranno questi a stabilire se ha le capacità e le potenzialità di continuare a guidare Tora e Picilli”. A noi non resta altro che la ferrea volontà di fare i consiglieri comunali, con tutte le responsabilità e gli oneri che il ruolo prevede, nelle forme e nei modi giusti”.

Insomma una situazione ancora sanabile, ma per arrivare ai ‘desiderata’ di tutti è necessario tanto buon senso e tanta disponibilità da parte dei vari personaggi della vicenda.

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