Operazione transfrontaliera della Mobile di Caserta: preso il fuggitivo di Grazzanise

Il sindacato SIULP: «La giustizia non si ferma ai confini, ora si rafforzino gli organici».

CASERTA – La sua fuga, iniziata con un atto di estrema ed inaudita violenza nelle campagne di Grazzanise, si è conclusa a centinaia di chilometri di distanza, oltre adriatico. È stato arrestato in Albania il ricercato che, durante un ordinario controllo di polizia nel territorio casertano, non aveva esitato a trasformare la propria autovettura in un’arma deliberata, travolgendo gli operatori della Polizia di Stato pur di sottrarsi all’identificazione.

In quel drammatico frangente, un poliziotto era rimasto gravemente ferito, dando il via a una drammatica caccia all’uomo. Un episodio che, come sottolineato dalle forze dell’ordine, misura quanto un normale pattugliamento possa trasformarsi, nel giro di pochi istanti, in uno scenario ad altissimo rischio per l’incolumità degli agenti in servizio.

Da quel momento è scattata un’indagine certosina, paziente e senza sosta condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta. Gli investigatori hanno ricostruito minuziosamente ogni spostamento, analizzato dettagli e tracciato i contatti del fuggitivo fino a individuarne la traiettoria di fuga verso la penisola balcanica.

La svolta decisiva è arrivata con l’attivazione dei canali di cooperazione internazionale di polizia. Intercettato nel territorio albanese, il latitante è stato rintracciato e tratto in arresto, dimostrando l’efficacia delle sinergie transfrontaliere e la capacità della Polizia di Stato di proiettare la propria azione investigativa oltre i confini nazionali.

Il SIULP: «Un segnale di forza, ma servono rinforzi»

Sull’operazione è intervenuta con una nota ufficiale la Segreteria Provinciale del SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia) di Caserta, esprimendo vivo compiacimento per l’esito delle indagini e rinnovando vicinanza al collega ferito.

«Quando chi fugge pensa di poter cancellare le proprie tracce attraversando i confini, il lavoro della Polizia di Stato dimostra che la giustizia può impiegare tempo, ma non smette di cercare. E quando il risultato arriva, porta anche il nome della Squadra Mobile di Caserta».

Il Segretario Generale Provinciale Antonio Valentino ha evidenziato come la vicenda rappresenti molto più di un pur brillante arresto: è la dimostrazione della determinazione, della preparazione investigativa e del senso dello Stato della Squadra Mobile di Caserta, chiamata ad affrontare criminalità organizzata, latitanze e violenza diffusa con organici che meritano di essere ulteriormente rafforzati.

Un segnale chiaro lanciato a chi tenta di sfuggire alla legge: la distanza e le frontiere non garantiscono più alcuna impunità di fronte alla tenacia delle istituzioni.