
La Procura di Santa Maria Capua Vetere (Ce) ha ricostruito in modo lineare il sistema abnorme che è stato assecondato:- il disciolto Consorzio CUB oggi in liquidazione con ancora 1500 dipendenti a carico, pur consapevole di svolgere un pessimo servizio, ne addebitava il costo gonfiato ai Comuni;
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il Consorzio si “riteneva” creditore di una somma in realtà mai entrata nella sua disponibilità, che comunque veniva contabilizzata in attivo e, conseguentemente, spesa;
il Comune cliente non si riconosceva debitore per quanto richiesto ed in virtù di tanto non pagava il corrispettivo del servizio di cui sopra;
ciò ha comportato le sofferenze di cassa del Consorzio che ha iniziato a non potere fare fronte ai propri debiti (ad esempio manutenzione automezzi ed acquisto di carburante) contratti per garantire il già pessimo servizio prestato; il risultato finale è costituito dall’impossibilità di offrire un servizio conforme ai canoni della convenzione o persino l’impossibilità di garantirlo, con ulteriore reazione dei Comuni; da ultimo, si è avuto il dissesto dei consorzi.
Nell’ultima fase dell’emergenza, il sistema sopra descritto è, letteralmente, deflagrato.
La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha posto sotto osservazione le attività svolte dai Consorzi obbligatori di bacino, tutti sovvenzionati dal Commissariato per l’Emergenza rifiuti in Campania, ed ha evidenziato come l’emergenza rifiuti nella regione sia stata determinata anche e soprattutto da condotte delittuose poste in essere da soggetti interessati al mantenimento dello status quo emergenziale perché in tale contesto è più facile conseguire un illecito profitto su tutte le attività connesse alla gestione dell’emergenza (reperimento dei siti di smaltimento, trasporti e movimento terra, gare d’appalto affidate in via d’urgenza, gestione amministrativa dei Consorzi, assunzioni che trovano il presupposto nella necessità di intervenire con rapidità, consulenze da affidare all’esterno perché con il proprio personale i Consorzi non potrebbero provvedere nei tempi ordinari).
































