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Non c’è da meravigliarsi più di nulla nella realtà che ci circonda. Succede dalle nostre parti che si finisce, non si sa bene per quale motivazione, col boicottare anche la solidarietà fatta senza alcun secondo fine. E’ quello che è capitato alla signora Loredana Iannotta, proprietaria di un esercizio commerciale di San Prisco che tratta articoli parasanitari e prodotti per bambini. Ebbene la signora Loredana ha pensato bene – da un mese circa – di mettere a disposizione di qualche bisognoso quei prodotti che non avrebbe più potuto commerciare, in netto anticipo della prossimità della relativa scadenza.
“Avrei potuto renderli – ci dice – alle case produttrici in cambio di altra merce, ma a conti fatti il gioco non valeva la candela. Così di concerto con mio marito abbiamo pensato di depositarli, ad orario di chiusura, in una cassetta a bella vista, a disposizione di qualcuno che avrebbe potuto alleggerire almeno di poco le spese, in questo periodo di crisi”.
Ed infatti non sono stati rari i biglietti di ringraziamento che la signora Loredana ha trovato a volte sotto la saracinesca del negozio. Gente dignitosa che, rimanendo nell’anonimato, riusciva, tramite il sistema escogitato dalla Iannotta, a far fronte a qualche esigenza. Ma purtroppo…
“Qualche giorno fa – racconta l’esercente – all’apertura del negozio non trovo la cassetta al suo posto. Impossibile che l’avesse portata via il vento perché era solidamente legato ad un palo. Pensai che mio marito avesse dimenticato di esporla la sera antecedente. Ed invece il mistero è stato sciolto visionando le telecamere di sorveglianza posizionate proprio su di essa. Quella mattina gli operatori della nettezza urbana l’hanno portata via insieme a tutta la spazzatura raccolta, sradicandola con forza dall’ancoraggio. Non è un danno grave, ma ci siamo rimasti male perché non riusciamo a capire a chi potesse dar fastidio la generosità del nostro gesto”.
Poco da aggiungere, se non tanta amarezza. Ma la signora Iannotta non è decisa a reprimere la sua generosità. Non ha più depositato la sua cassetta della solidarietà, ma attraverso vari appelli sui social network ha fatto sapere che chi ne attingeva i prodotti può ugualmente recarsi al negozio per rifornirsi. Purtroppo sarà penalizzata la privacy, ma almeno si salva dalla spazzatura altro materiale che per tanti potrebbe risultare prezioso.
Salvatore Orlando
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