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Reputiamo grottesche le condizioni poste dall’amministrazione Marotta in merito all’iniziativa “Adotta un’aiuola”. Se è vero che è doveroso trovare il modo di coinvolgere i cittadini volenterosi per migliorare il decoro della nostra città, è altrettanto vero che ciò non può e non deve avvenire ai loro danni. Affermiamo ciò in conseguenza di quanto previsto dal disciplinare tecnico. Mentre da un lato, infatti, si afferma di voler coinvolgere la cittadinanza stimolando la partecipazione delle realtà locali e incentivando percorsi di cittadinanza attiva, dall’altro non si fa nulla per mettere i cittadini volenterosi nelle condizioni di operare al meglio. Si afferma, infatti, che saranno interamente a carico dei cittadini affidatari gli interventi di potatura degli alberi, di rimozione di rami secchi, di abbattimento di alberi morti ed eventuale loro sostituzione, così come tutti gli oneri per l’esecuzione degli interventi di manutenzione dell’area, la relativa pulizia da rifiuti e i costi per eventuali allacciamenti di rete. Inoltre, nel caso di aree a verde recintate, è a cura dei cittadini assicurare l’attività di vigilanza e controllo, ed è sempre dei cittadini la responsabilità per danni a persone o cose imputabili a difetti di gestione o manutenzione e comunque derivanti dall’esecuzione dell’ accordo di affidamento dello spazio. Infine, ogni cittadino dovrà provvedere autonomamente alla stipula di una polizza assicurativa, considerando che chiunque svolga attività di volontariato deve esserne coperto. Perché, quindi, un cittadino dovrebbe farsi carico di tutte queste responsabilità?
In che modo si vuole incentivare la cittadinanza attiva se ciò deve avvenire esclusivamente a carico dei cittadini?
Sono per caso previsti sconti dal pagamento dei tributi per questi cittadini che, grazie al loro lavoro, concorrono all’abbattimento di costi per la collettività?
Perché, inoltre, non si parla soltanto di aiuole ma anche di intere aree destinate a verde pubblico, parchi urbani, aree attrezzate e giardini di intere piazze?
Alcune di esse, quali ad esempio le ville comunali e le aree dei due lati del galoppatoio (interne ed esterne), sono comprese nel nuovo contratto di manutenzione del verde pubblico. Perché in esse non dovrà essere la ditta affidataria del servizio ad operare, pagata con i soldi dei cittadini sannicolesi?
La pulizia di parchi e giardini pubblici non spetta forse alla ditta affidataria del servizio di raccolta rifiuti, così come previsto dall’art. 30 del capitolato?
Perché l’amministrazione non si adopera per controllare che questo servizio venga svolto adeguatamente, considerato che anch’esso viene profumatamente pagato dai cittadini sannicolesi? Se c’è realmente la volontà di stimolare la partecipazione e di incentivare percorsi di cittadinanza attiva, l’amministrazione deve trovare il modo di venire incontro ai cittadini volenterosi, considerato che sono gravati anche da ingenti tasse e tenuto conto dello stato di crisi sociale giustamente sottolineato proprio in consiglio comunale dal sindaco Marotta.
Come può avvenire ciò?
Si potrebbe pensare ad un bonus per i cittadini virtuosi, a cui potrebbe contribuire la creazione di un fondo dedicato ai beni comuni finanziato da una piccola parte delle indennità previste per la giunta comunale, in particolare da parte di quegli assessori che percepiscono metà della stessa indennità (627,50 euro) perché lavoratori dipendenti che continuano a svolgere regolarmente le proprie mansioni private. È chiaro che si tratta, in riferimento alle indennità, di una proposta provocatoria, ma la facciamo in quanto va nella stessa direzione di quanto l’amministrazione sta chiedendo ai cittadini. Quale miglior esempio di questo potrebbe dare l’amministrazione per dimostrare la propria volontà di venire incontro alla cittadinanza chiamata ad assumersi tutti gli oneri sopracitati per tutelare le aree pubbliche?

































