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La sala consiliare del Comune di Casal di Principe ha accolto quanti hanno voluto presenziare al dibattito sul prossimo referendum costituzionale ed ascoltare le ragioni del No. L’iniziativa è stata promossa dal consigliere comunale Costantino Puocci coadiuvato dalle ricercatrici universatarie, Maria Rita Magnotta e Miriam Posillipo, rispettivamente della Federico II e della Seconda Università degli Studi di Napoli. Una partecipazione veramente massiccia, tanto che diverse persone hanno assistito all’incontro in piedi ed altre rimaste fuori. Ha partecipato al convegno un cospicuo numero di consiglieri comunali e amministratori dell’agro aversano. Nonostante l’importanza e la delicatezza del tema, i relatori sono riusciti con estrema chiarezza a far comprendere, alla qualificata platea, le ragioni di diritto e politiche del voto referendario che si terrà il prossimo 4 dicembre. Il “padrone di casa” salutando gli intervenuti e ringraziando le relatrici, ha ribadito: “Come è necessario diffondere le motivazioni del NO al Referendum con un confronto aperto con la cittadinanza, per contrastare un disegno che vuole limitare gli spazi di democrazia e di voto riconosciuti ai cittadini dalla Costituzione”. Ad iniziare la serie degli interventi è stato la dott.ssa Miriam Posillipo che ha rimarcato “anziché superare il bicameralismo paritario, la riforma lo rende più confuso creando conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato, infatti, la riforma non semplifica il processo di produzione delle leggi, ma lo complica: le norme che regolano il nuovo Senato, infatti, produrrebbero almeno 7 procedimenti legislativi differenti” Così facendo “Il governo concentra dal punto di vista normativo poteri considerevoli e ciò significa che anche gli istituti di garanzia verrebbero inghiottiti nelle pratiche di dominio degli esecutivi. Il presidente della Repubblica, una parte della Corte Costituzionale, il Consiglio Superiore della Magistratura e il Presidente della Camera sarebbero in qualche modo espressione della volontà del governo con l’accentramento ulteriore di potere nelle mani del governo”. La dott.ssa Magnotta, ha invece sottolineato “come siamo di fronte ad una riforma che rischia di stravolgere gli equilibri democratici del Paese stabilendo forme autoritarie di governo. Un disegno che mortifica il principio di rappresentatività, togliendo a vantaggio di ristrette oligarchie di potere, infatti, siamo di fronte ad un una riforma che non riduce i costi, non migliora la qualità dell’iter legislativo, ma scippa solamente la sovranità dalle mani del popolo come vogliono i poteri finanziari”. Durante il dibattito, che ha mostrato una platea competente e curiosa nel capire i reali effetti della riforma sulla rappresentatività e sulla vita quotidiana, sono stati trattati in successione temi piu’ squisitamente politici, come la possibilità di un governo tecnico, che questioni giuridiche come gli effetti la sentenza della Consulta n. 1/14 e dell’illeggitimità politica del premio di maggioranza scaturito dal Porcellum e ribadito nell’Italicum. Durante i saluti finali Puocci ha lasciato intendere un suo imminente progetto politco. “Non perdiamoci di vista, – ha detto chiaramente – non solo di qui al referendum ma anche dopo. Io sono qui, nelle nostre piazze e soprattutto in Consiglio comunale per discutere, per proporre, pronto a rimboccarmi le maniche”.
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