Recale, i Gd: “nessuna trasparenza per la nomina degli scrutatori”

Recale – I Giovani Democratici di Recale parlano di “ennesima lottizzazione” per quanto concerne la nomina degli scrutatori alle prossime elezioni del 17 aprile, in cui si voterà per il referendum sulle trivellazioni.

«Il 23 marzo, si è riunita la commissione elettorale del Comune di Recale per la nomina dei 18 scrutatori e dei rispettivi sostituti – dichiarano i Gd – in vista dell’imminente referendum abrogativo sulle trivellazioni, atteso per il 17 aprile. Al tavolo erano seduti gli assessori Tommaso Orballo (incaricato anche di presiederlo) e Vincenzo Piscitelli, il consigliere Luigi Ferraro, il quale, nonostante si dichiari indipendente, non di rado “flirta” con la maggioranza, e il consigliere Lello Porfidia per l’opposizione.

A inizio seduta, Michele Landolfo, segretario dei Giovani democratici di Recale, che era presente nel pubblico, ha espresso il desiderio che la scelta degli scrutatori avvenisse secondo criteri oggettivi, evitando favoritismi e clientele e dando priorità a soggetti inoccupati, disoccupati e a studenti. Un invito tanto nobile quanto scomodo, evidentemente, accolto con fastidio dalla maggioranza e sostenuto dalla minoranza. Porfidia, infatti, proponeva di scegliere i nominativi tramite sorteggio tra gli iscritti all’albo degli elettori comunali, ma il tentativo è naufragato tra le polemiche tra maggioranza e opposizione. Vedendo rigettata la propria proposta, ha poi deciso di astenersi dal voto».

«È stato un vero e proprio teatrino – ha commentato Landolfo – degno delle migliori maschere della tradizione popolare, quello andato in scena mercoledì tra lo sdegno e l’amarezza del pubblico presente. È stata fatta l’ennesima e ormai abituale “lottizzazione” degli scrutatori: uno schiaffo morale agli oltre 400 iscritti all’albo che non conoscendo i consiglieri non potranno mai fruire di tale opportunità. Noi, come Giovani democratici, cerchiamo di avvicinare i giovani alla politica, ma i “gestori” del potere, con simili modi di fare, li allontanano. Insomma – conclude Landolfo – si è deciso di sacrificare la buona politica della trasparenza e delle pari opportunità in cambio di clientele, favoritismi e, forse, di tornaconti personali».