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Piano piano Piedimonte Matese sta somatizzando gli effetti devastanti delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto recentemente sindaco, amministratori e funzionari del comune. Gradatamente la giustizia sta facendo il suo corso e chi si è macchiato di peccati veniali ha già lasciato la posizione originaria per far ritorno a casa, o quanto meno presso dimore fuori dal territorio provinciale. Piano piano la città si riavvia a riprendere le condizioni di normalità e si approcciano le prossime scadenze che dovranno fornire le classi dirigenti del domani, altri amministratori, si spera, scevri da qualsiasi sospetto. La ‘capitale del Matese’ è chiamata alle urne, per scadenza naturale, nella prossima primavera, ma è innegabile che gli strascichi di cui sopra non potranno non incidere sull’evoluzione della fase propedeutica. Per ora è incontrovertibile un solo fatto: l’ex sindaco, Vincenzo Cappello, a prescindere dalla sua posizione, non potrà presentarsi in prima persona all’elettorato. I due mandati, ancorché interrotti bruscamente il 13 settembre, gli impediscono di essere ai nastri di partenza. Ovvio però che, una volta chiarita la sua posizione Cappello affiderà ad uno dei suoi la successione. Il PD cercherà, nei limiti del possibile, di formare una coalizione nella quale possano confluire anche altre forze di centro sinistra (Terra Libera?) che non intendono confluire nell’altro schieramento – sempre di centrosinistra – che si profila all’orizzonte, quello che potrebbe ispirarsi al consigliere regionale Gennaro Oliviero. Della possibile mancata fusione potrebbe trarre giovamento la squadra di centrodestra che fa riferimento a Carlo Sarro, per tornare in comune dopo anni di opposizione. Infine c’è l’incognita Cinque Stelle. Negli ultimi tempi i grillini sono cresciuti notevolmente in città e chissà che le vicende giudiziarie degli ultimi tempi non possano infondere linfa vitale al movimento. Insomma una situazione ancora lungi dall’essere ben identificata ma che già comincia a delinearsi, per quello che sarà un inverno, a dispetto delle temperature naturali del territorio, molto ma molto caldo.
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