
RIARDO– Proseguono le udienze sul caso dell’omicidio di Francesca Compagnone, la giovane uccisa con un colpo di fucile al volto la sera del 26 ottobre 2022 a Riardo. Secondo quanto ricostruito, a sparare sarebbe stato Vicol Ciprian, amico della vittima, di origini moldave, con cui Francesca aveva una relazione sentimentale.
“Quella sera, intorno alle ore 22:00, i due si erano recati nell’abitazione della ragazza. Secondo la versione fornita da Ciprian, il colpo sarebbe partito accidentalmente mentre stava maneggiando “per gioco” un fucile appartenente al padre di Francesca, appoggiato sul letto.”
Durante l’ultima udienza, sono saliti per la seconda volta sul banco dei testimoni i periti balistici nominati dalla Procura, il dottor Dario Sangermano e il dottor Carmine Baiano. I due esperti hanno illustrato nel dettaglio le perizie eseguite, supportando le loro spiegazioni con video delle prove balistiche effettuate in poligono.
I periti hanno chiarito che il fucile era stato caricato e impugnato correttamente, elemento che contraddice l’ipotesi di un colpo partito accidentalmente. Hanno inoltre sottolineato che, se l’arma fosse stata impugnata in modo errato, l’imputato avrebbe riportato delle escoriazioni e il meccanismo di sparo si sarebbe bloccato, cosa che non è accaduta.
Secondo la ricostruzione tecnica, “colui che ha sparato si trovava di fronte alla vittima, nei pressi della porta della camera da letto, in una posizione tale da poterle impedire ogni via di fuga.”
Questo è quanto accertato dai due periti balistici incaricati dalla Procura.
Il processo riprenderà nel mese di settembre, quando si attendono nuove testimonianze chiave per chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti.
































