Maddaloni-S. Felice a Cancello. Scandalo rifiuti, nei guai un ex consigliere e un dirigente comunale

Nel corso della mattinata odierna i Carabinieri del comando di Maddaloni sotto il coordinamento della Procura di SMCV nell’ambito dell’indagine che in data 30 settembre ha portato all’arresto di 21 persone tra cui il sindaco di San Felice A Cancello, amministratori comunali e imprenditori ha notificato un’altra ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di:

  • Clemente De Lucia nato a Maddaloni il 28/09/1978 consigliere comunale con mansioni di responsabile cantiere della raccolta dei rifiuti;
  • Massimo Balsamo nato a Torre del Greco il 24/01/1971 titolare ditta trasferenza e smaltimento rifiuti;
  • Antonio Basilicata nato a San Felice a Cancello il 15/11/1964 dirigente responsabile del settore rifiuti del comune, tutti ancora in regime di detenzione cautelare

Nell’ambito dello stesso procedimento penale, grazie ai successivi sviluppi investigativi, sono stati acquisiti ulteriori elementi probatori in ordine alla fattispecie della truffa con la pesa dei rifiuti, contestando anche il delitto di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale.
Nello specifico è stato accertato come gli indagati in questione, mediante condotte emissive e commissive, abbiano consentito l’alterazione del dato relativo al peso dei rifiuti raccolti e trasportati presso la ditta Balsamo di Torre annunziata (NA) nel periodo 2014-2015, attestando, anche sui mandati di pagamento emessi dall’ente locale a favore dell’imprenditore, un quantitativo in eccesso rispetto alla capacità legale del mezzo utilizzato, in alcuni casi addirittura superiore alla capacità potenziale massima.
Di importante rilevanza probatoria si sono rilevate le dichiarazioni rese durante gli interrogatori di garanzia e quelle degli autisti degli autocompattatori.
È stata inoltre delineata in maniera evidente le responsabilità penale in capo ai due amministratori comunali entrambi a conoscenza del metodo truffaldino che, in funzione dell’incarico ricoperto, avrebbero dovuto effettuare un controllo idoneo a garantire la correttezza amministrativa, dell’efficienza e dei risultati della gestione, così come previsto dal testo unico degli enti locali.
Ai destinatari del provvedimento, espletate le formalità di rito, veniva confermata la custodia cautelare in carcere.

 

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