Maddaloni, cala il sipario sull’amministrazione De Lucia

Dimissioni contestuali della maggioranza. Lombardi: “Ora Maddaloni può voltare pagina”

Come auspicato da tanti, è calata l’ora nona sull’amministrazione comunale di Maddaloni. Alle 17 circa sono confluiti a gruppetti verso la casa comunale i 13 consiglieri comunali di maggioranza dell’amministrazione De Lucia e quando il gruppo è stato al completo – alle 17,50 circa – si è provveduto all’atto finale. C’è stato prima – a dire il vero – un conciliabolo tra il presidente del consiglio Giacomo Lombardi e la segretaria comunale dottoressa Carmen Cotugno, del quale rivela i particolari lo stesso presidente dell’assise.

“Ovviamente eravamo tutti d’accordo circa l’atto da compiere – ha spiegato il numero uno dell’assise – ma ho voluto ulteriore chiarimenti sul fatto che la nostra azione non andava ad inficiare il bilancio comunale con un nuovo dissesto che avremmo potuto provocare. Se per un caso su mille si fosse potuto verificare quest’evento mai e poi mai avrei apposto la mia firma”

Ricevute assicurazioni in merito, Lombardi e soci hanno apposto la firma contestuale alla presenza del segretario. Lombardi smentisce anche che i 13 abbiano avuto pressioni o ripensamenti sul da farsi. Come per la giornata precedente era assente all’inconsueto happening il consigliere D’Addiego, rimasto sulle sue posizioni a difesa del suo posto al palazzo di città.

“Eravamo in 12 ieri – fa notare il presidente del consiglio – in quanto la consigliera Cefarelli era fuori sede. Con la sua presenza non era in discussione la validità del numero sufficiente all’atto e pertanto possiamo dire di aver fatto questa scelta in piena coscienza e scevri da qualsiasi condizionamento. Abbiamo agito per il bene della città ed anche raccogliendo anche il grido disperato dei nostri concittadini ed elettori, frastornati da quanto è successo nelle ultime ore. Nel contempo vogliamo dare la possibilità a Maddaloni di risvegliarsi in una condizione diversa da come potremmo lasciarla noi”.

Lombardi infatti, dopo una esperienza politica più che ventennale, aveva già anninciato in tempi non sospetti in una sua chiusura all’attività politica. Uomo probo e di altri tempi, non gli resta che il rammarico di una chiusura in maniera non preventivata ma che non intacca affatto la sua onestà politica.

La città della Torre volta pagina. Mentre la giustizia fa il suo corso con gli amministratori indagati impegnati a respingere le accuse formulate, chi intende proporsi alla guida amministrativa di Maddaloni avrà un anno di tempo per affilare le armi e soprattutto per convincere gli elettori a fare scelte diverse da quelle che hanno portato al posto di comando che ha deluso le aspettative.

Salvatore Orlando