Choc a Macerata Campania: Rosaria Aprea perseguitava il padre di suo figlio e la compagna incinta

Macerata Campania – In data  14 aprile 2016,  i militari  della Stazione di  Santa Maria  Capua Vetere, davano esecuzione  ad un’ordinanza di divieto di avvicinamento emessa da Ufficio GIP presso il Tribunale di S. Maria Capua Vetere su conforme richiesta  di Questa Procura della Repubblica, nei confronti  di:

  1. Aprea Rosaria, nata s. Maria C.V. il 10 settembre  1992;
  1. Bifone Marianna nata S. Maria C.V. il 27 agosto  1992;
  1. Jeanette Boutria nata S. Maria C.V. il 2 gennaio  1983.

L’emissione della  misura  cautelare  da parte  del  GIP  del Tribunale  di Santa  Maria  Capua Vetere   scaturisce  da un’attività  d’indagine  eseguita   dai  militari   della   locale   stazione dei Carabinieri,   sotto  la direzione  di questa Procura della Repubblica,  a seguito  di una  doppia querela sporta presso predetto presidio dell’Arma. In particolare, il lavoro investigativo ha consentito di acquisire un robusto quadro indiziario-probatorio in ordine a condotte persecutorie   ex  art.  612  bis  c.p.  perpetrate,  in concorso  e in maniera  reiterata, dalle tre donne ai danni di:

  1. Russo Pasquale,  nato  Caserta  il 22 Ottobre  1982,  residente  in Macerata  Campania alla  Via Vittorio   Emanuele   2,   già  legato  sentimentalmente    con  la  Aprea Rosaria  (dalla  cui relazione  è  nato Aprea Russo  Mauro  nato  Caserta  il  20  mag 2012);
  1. Lettieri  Maria,  nata San Felice a Cancello il 30 mar  1991 attuale  compagna  di Russo Pasquale.

In alcuni  casi  le condotte  penalmente  rilevanti   sarebbero  state poste  in essere  con  l’uso  di armi  e  facendo riferimento   a presunti  rapporti  di parentela  con  esponenti   della  famiglia BIFONE  legata alla criminalità organizzata  locale.

Il giorno prima  dell’esecuzione   della misura  del divieto  di avvicinamento   la Aprea  Rosaria si è resa  responsabile di un’ulteriore aggressione   del  suo  ex  compagno, il quale mentre camminava  a piedi veniva avvicinato dall’autovettura guidata  dalla  stessa,  il quale, a forte velocità, puntava  in sua direzione  per poi arrestare improvvisamente la marcia ed aggredirlo verbalmente. In  ragione di  tale  episodio, questa Procura  chiedeva  la sostituzione  della misura cautelare  del divieto di avvicinamento  con quella più grave degli arresti domiciliari.

Tale  richiesta  veniva  rigettata  dal  GIP  in sede,  in quanto,  ancorché  sussistesse la gravità indiziaria,  non ha ritenuto sussistere le esigenze cautelari, in ragione della momentanea efficacia della misura del divieto di avvicinamento, che, medio tempore, colpiva le indagate. La citata Aprea Rosaria, nel mese di maggio 2013, era stata vittima di atti persecutori e lesioni da parte del fidanzato Caliendo  Antonio,  28 enne di Casal di Principe, successivamente, poi,  tratto in arresto per effetto delle condotte segnalate dalla giovane donna.