Caserta. Strazio e sgomento ai funerali di Marco Mongillo. Il fratello grida: “Rivoglio Marco”

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Caserta – ‘La morte è solo l’inizio del secondo tempo’. L’inizio della vita eterna, il cammino che ha iniziato giorni fa Marco Mongillo il giovane 20enne assassinato per ‘uno stupido gioco’ come afferma il suo carnefice Antonio Zampella. L’intera città si è unita oggi al dolore dei familiari presso la chiesa del Buon Pastore per la celebrazione del funerale del ragazzo, la cui morte ha lasciato un vuoto che difficilmente potrà essere colmato.

Una chiesa gremita, tantissime persone, amici e familiari sono accorsi per dare l’ultimo saluto al 20enne, dal sorriso sulle labbra e gli occhi pieni di gioia di vivere. Un vuoto che strazia l’animo. Una famiglia ormai distrutta e lacerata dal dolore che non riesce a darsi pace: una cicatrice che potrà essere sanata solo con la fede in Dio. Il fratello di Marco non riesce a stare fermo e zitto e all’improvviso un grido straziante: “rivoglio Marco”.

Applausi per salutare Marco all’ingresso della chiesa. Tantissimi striscioni con le foto che ricordano il ragazzo, tra questi alcuni recitano: “senza te il nostro cuore sarebbe come un puzzle incompleto, Marco vive; Sei l’angelo più bello che Dio possa avere riposa un pace ti amo; non muore mai chi vive nel cuore di chi resta”.

“Non è facile per me parlare adesso in questa triste circostanza – ha dichiarato durante l’omelia don Antonello – Vorrei fare silenzio poiché ogni parola scava in una ferita troppo profonda. Siamo tantissimi qui oggi perché il cuore ci ha portati qui, i nostri passi hanno seguito i comandi del cuore, di un cuore che sente il bisogno di abbracciare Marco e i familiari e di urlare questo dolore. La morte di Marco ci ha sconvolti, poiché è assurda, non ha una spiegazione. Una morte figlia della spavalderia, oppure di un gioco?
Vogliamo sapere tutti la risposta a una domanda: perché Marco è stato ucciso?
Questa bara non è muta è una bara che parla di un ragazzo onesto, buono, solare, un lavoratore che purificava i nostri ambienti da questo male.Ma i sogni di Marco sono stati distrutti. L’uccisione di Marco è il segno di una parte di Caserta che brancola nel buio nel terrore e nel male. Una città che ha smarrito la strada del bene.
 Tutti voi giovani dovete chiedervi su quali valori state costruendo la vostra vita. Marco è vittima di una scelta di morte ma nessuno merita di essere ammazzato.
Una parola voglio spenderla per chi lo ha ucciso: non sporchiamo il dolore con la vendetta ma preghiamo perché la fede conduca l assassino al pentimento. Solo l’amore vince l’odio e la violenza».

 

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