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Si respira aria nuova nella Primavera Casertana. Il gruppo presente in consiglio con Riccardo Ventre e Roberto Desiserio ha convocato nel pomeriggio una conferenza stampa per illustrare la posizione che intende assumere in merito ai due provvedimenti predisposti dalla giunta Marino, tendenti a prorogare l’affidamento degli appalti della riscossione dei tributi e dei parcheggi in città. Conferenza divisa in due parti con il capogruppo Ventre che ne spiegava i risvolti politici mentre il consigliere Desiderio entrava nelle pieghe tecniche della fattispecie.
“Questa è la prima di una lunga serie di conferenze stampa che terremo – spiega l’ex europarlamentare – da iscritto all’Ordine dei Giornalisti credo che la stampa possa essere il miglior sistema di confronto tra amministratori e cittadini ed affidiamo alle vostre penne le intenzioni da assumere in opposizione ad una amministrazione del tutto paralizzata e fuori da ogni logica. In campagna elettore il candidato sindaco del centrosinistra prometteva un palazzo di vetro da dove guidare la città; in tutta la mia esperienza amministrativa e di controllore di amministrazioni non ne mai visto uno più opaco. Abbiamo chiesto gli atti di svariati argomenti senza mai avere risposte. Per quei fondi qualificati dall’ultimo consiglio comunale come debiti fuori bilancio la richiesta risaliva addirittura al 27 luglio del 2016, all’atto della votazione non abbiamo potuto far altro che uscire dall’aula, per non legittimare con la presenza un voto cui eravamo fortemente contrari”.
La filippica di Ventre spazia su tutto il fronte amministrativo, non ultimo il disagio di alcuni consiglieri di maggioranza su alcuni argomenti trattati dalla civica assise. Fino alla presa d’atto che tanti componenti degli eletti hanno abdicato al loro ruolo politico delegando i dirigenti di Palazzo Castropignano alla guida attiva della città.
“In merito agli argomenti che oggi portiamo all’attenzione della pubblica opinione – incalza Ventre – hanno tentato di aggirare l’ostacolo spiegando che ci vogliono oltre tre anni per addestrare il personale alla riscossione diretta dei tributi, eppure quando era incalzato in campagna elettorale, il futuro sindaco non disdegnava di internalizzare i servizi una volta eletto”.
La palla passava quindi a Desiderio ed il consigliere di Primavera Casertana snocciolava, uno dopo l’altro tutti i numeri contestati e le motivazioni che inducevano la parte politica a valutare le operazioni come estremamente dannose per i cittadini. Dagli aggi concessi alle ditte aggiudicatarie dei servizi, agli aggravi per i cittadini; non sottacendo l’anomalia di una gara predisposta con determinate caratteristiche che avrebbe penalizzato una larga partecipazioni di ditte interessate.
“Siamo preoccupati – sosteneva Desiderio – in quanto i cittadini casertani, comunque rispettosi di scadenze ed importi da versare, si ritroveranno con un fardello fiscale molto maggiore rispetto a quello che potrebbero versare se gli appalti fossero affidati in maniera diversa. Le cifre che scaturiscono da questi capitolati sono di quelle che una comunità come quella casertana non può assolutamente permettersi. E non tiriamo in ballo la storia del dissesto, proprio perché ci sono i presupposti per ricavare soldi necessari per uscire dalla terribile mannaia”.
La conclusione dei due consiglieri di Primavera Casertana è inevitabile.
“Stiamo corredando queste nostre considerazione sui due bandi con una relazione che invieremo tra qualche giorno a tutti gli organi di controllo, sia a livello penale che contabile, perché individuiamo macroscopiche inadempienze economiche, le cui conseguenze si riverseranno inevitabilmente nelle tasche dei cittadini”.
Salvatore Orlando
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