Caserta. De Luca ci riprova sulla proroga alle cave, Giovanna Maietta mette in allerta i sindaci di Caserta e Maddaloni

 

Torna a ruggire la leonessa. Con una lunga nota inviata ai sindaci di Caserta e Maddaloni, ai rispettivi Consigli Comunali ed al Presidente della Commissione Ambiente della Regione Campania, Giovanna Maietta, presidente dell’associazione Caserta Bene Comune, mette i guardia gli enti interessati affinché evitano l’ennesimo scempio ai danni dei monti Tifatini. Ecco la nota diramata agli organi di stampa.

“Ci risiamo con le proroghe alle attività estrattive  interessanti le aree di crisi e quelle altamente critiche, vale a dire anche la città di Caserta e Maddaloni. A distanza di un anno dall’approvazione in giunta Regionale del disegno di legge di proroga, il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, ci riprova e pur di perorare la causa degli imprenditori salernitani penalizza l’intero territorio regionale compreso Caserta e Maddaloni note per le su criticità ambientali e l’irrimediabile sfregio le dei colli Tifatini. Domani ritorna sui banchi  della commissione ambiente regionale lo stesso provvedimento, per l’acquisizione del parere.  La proroga è per noi l’emblema del fallimento amministrativo, incapace di dare soluzioni alternative.  Per decenni attraverso la proroga si è consentito di continuare a distruggere il paesaggio, facendo del dissesto idrogeologico la caratteristica casertana, ed ora dopo che il piano cave regionale ha sancito che la fascia est dei colli casertani è dichiarata altamente critica per l’alta concentrazione di attività estrattive svolta negli anni e in maniera selvaggia, vergognosamente la giunta presieduta da De Luca, noto anche col vezzeggiativo “lo sceriffo” si affanna a concedere ancora. A chi? Agli stessi che avrebbero dovuto rimarginare le ferite causate piuttosto che continuare ad estrarre mascherandosi sotto una futile e inutile riqualificazione. Gli sceriffi di un tempo facevano rispettare le leggi non certamente le deviavano concedendo privilegi a chi ha fatto del danno il proprio costume di vita.  La città di Caserta piange ancora le vittime dell’inquinamento e più volte si è dichiarata contro qualsiasi proroga attraverso delibere di consiglio comunale e documenti di associazioni e comitati. I programmi elettorali che hanno dato mandato ai sindaci hanno prioritariamente incluso la contrarietà a prosecuzioni estrattive. Tutto questo non si può ignorare agendo in maniera arbitraria calpestando i Comuni”.

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