Caserta. Circolo PD gestito in maniera autarchica, Maria Canzano lascia la segreteria

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Fermento in seno alla segreteria cittadina del Partito Democratico a Caserta. La vittoria elettorale di Carlo Marino alle amministrative di giugno anziché dare maggiore vigoria ed impulso al partito che lo ha presentato e maggiormente sostenuto ha finito per svuotare di significato il circolo cittadino. Almeno questo traspare dalle parole di Maria Canzano, 25enne da sempre nelle file dei Dem, figlia d’arte dal momento che il papà Pietro fu consigliere comunale ai tempi dell’amministrazione Bulzoni e che, in contestazione con l’attuale segretario cittadino, preferisce dare le dimissioni dalla segreteria cittadina.

“Proprio dalla vittoria alle elezioni – sostiene la giovane militante – l’organo cittadino è stato esautorato di qualsiasi potere. La segreteria non viene convocata da novembre, si tengono degli interpartitici dei cui esiti nessuno di noi viene informato; sono programmati incontri ai quali, impossibilitato il segretario, non viene delegato nessuno del coordinamento cittadino, non abbiamo alcun contatto coi consiglieri comunali, se non quelli in forma privata ed a puro titolo di amicizia; finanche i tradizionali auguri natalizi sono stati ‘dimenticati’… “.

Un disagio, quello vissuto dalla Canzano che – a dispetto dell’età – non è stato mai percepito in precedenza nella pur lunga militanza.

“Proprio in questo momento – aggiunge – in cui siamo rimasti l’unico vero partito politico, dovremo partecipare attivamente alla amministrazione della città. Senza tralasciare il fatto che è nostro il massimo esponente di governo, il sindaco Marino, di cui apprezziamo l’ottimo lavoro che sta facendo e che ci preme supportare col nostro contributo. Io la politica ce l’ho nel sangue so perfettamente che è una passione, quasi una malattia, ma soprattutto deve essere coinvolgimento. Non si può esautorare un circolo che è messo su proprio per condividere scelte e valutare le azioni amministrative dei propri rappresentanti a Palazzo Castropignano”.

Parte attiva sia nel coordinamento provinciale con Raffaele Vitale e quello cittadino con Ciretta Napolitano, la Canzano si ritrova a vivere una esperienza surreale con l’attuale dirigenza, ma non per questo getta la spugna.

“So di essere una impulsiva – conclude – ma non per questo prendo decisioni così importanti senza averci pensato bene e soprattutto per un gesto fine a se stesso. Io mi auguro che lo stesso segretario prenda coscienza di una gestione poco pluralista e possa ravvedersi in tempo e coinvolgere tutti i suoi collaboratori. Altrimenti spero che i miei colleghi prendano a loro volta coscienza della situazione e si regolino di conseguenza. In ossequio alle più alte forme di democrazia di cui ci fregiamo tanto”.

Salvatore Orlando

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