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Caserta esclusa dalla fase finale del bando per la ‘Capitale Italiana della Cultura 2018’ grazie all’insensata spregiudicatezza del Sindaco, oltre a rimediare l’ennesima figuraccia ci vediamo preclusa la possibilità di ambire a questo titolo per i prossimi quattro anni (visto che così prevede il regolamento). Ci sono sempre state particolarmente antipatiche le Cassandre, quelli del ‘ve l’avevamo detto’ e così via. Siccome su questo tema il Sindaco Marino ci ha costruito uno dei pilastri della sua campagna elettorale ed una delle basi fondanti delle sue Linee Programmatiche, ci tocca spiegare ancora una volta alla città che il Sindaco, ed il suo Assessore alla Cultura professoressa Borrelli, hanno impostato una strategia di amministrazione scellerata che sta producendo continui danni per la nostra città; vedi l’annuncio prematuro del G7 Economia poi assegnato a Bari, o l’adesione al alla giornata nazionale di Trekking Urbano in programma il 31 ottobre scorso, quando dopo aver creato l’evento e dato appuntamento a cittadini e turisti, questi sono rimasti ‘appiedati’ ed increduli senza guide né percorso… ci sarebbero già gli elementi per chiedere dimissioni immediate!
Ma andiamo per ordine. Così scrivevamo, già a fine aprile scorso, in piena campagna elettorale: ‘ Le dichiarazioni del candidato Sindaco di Caserta Marino suscitano tanta perplessità sulle modalità con cui si dovrebbe approntare la candidatura di Caserta a Capitale della Cultura per il 2018’. Ed ancora: ‘i tempi tecnici appaiono quantomeno impervi’, e ‘la scelta sarebbe scellerata nel caso in cui venga in maniera raffazzonata riciclato e incollato vecchio materiale ereditato dalla disastrosa avventura della partecipazione di Caserta al concorso per la Capitale Europea della Cultura 2019’. Continuavamo parlando di ‘percorso partecipato’, del percorso di rinascita di Matera, ed auspicavamo un lavoro di ampio respiro per proporre una candidatura autorevole non prima del 2020, cosa che adesso non potrà più avvenire. Tutti argomenti ribaditi e rafforzati nel corso della seduta di consiglio comunale in cui il Sindaco illustrava le sue linee programmatiche il 5 ottobre scorso: ‘Noi pensiamo – ribadì il consigliere Apperti – che queste cose vadano affrontate, prima, con un approccio sistematico sul tema Cultura, poi con il tempo ci sarà anche l’opportunità di candidarsi’. E cosa siamo costretti a leggere oggi sulla stampa locale? A parte la classica, indecorosa ed incommentabile difesa dell’assessore Borrelli (‘il lavoro era stato realizzato da chi ci ha preceduti’, quindi si sperava di vincere con un progetto già cestinato solo due anni fa?), l’architetto Canestrini, ex funzionario della sovrintendenza a Caserta ed attualmente a capo della Sovrintendenza unica delle Belle arti e Paesaggio della Basilicata, ci parla a pieno titolo di ‘modello Matera’. Come se non bastasse, siamo stati costretti a leggere sui giornali di ieri gli errori macroscopici presenti nell’elaborato presentato da questa amministrazione (come, ad esempio, la resa incondizionata firmata dai tedeschi alla Reggia nel 1943, con due anni di anticipo rispetto alla realtà dei fatti) incapace, evidentemente, anche di correggere gli errori commessi dalla precedente amministrazione (non sarà perché ne fanno parte, in sostanza, buona parte degli stessi elementi?). Speriamo che chi di dovere legga queste dichiarazioni e, finalmente, si interroghi su quale sia la strada giusta da percorrere e su cosa meritano questa città e i suoi abitanti.
Ma andiamo per ordine. Così scrivevamo, già a fine aprile scorso, in piena campagna elettorale: ‘ Le dichiarazioni del candidato Sindaco di Caserta Marino suscitano tanta perplessità sulle modalità con cui si dovrebbe approntare la candidatura di Caserta a Capitale della Cultura per il 2018’. Ed ancora: ‘i tempi tecnici appaiono quantomeno impervi’, e ‘la scelta sarebbe scellerata nel caso in cui venga in maniera raffazzonata riciclato e incollato vecchio materiale ereditato dalla disastrosa avventura della partecipazione di Caserta al concorso per la Capitale Europea della Cultura 2019’. Continuavamo parlando di ‘percorso partecipato’, del percorso di rinascita di Matera, ed auspicavamo un lavoro di ampio respiro per proporre una candidatura autorevole non prima del 2020, cosa che adesso non potrà più avvenire. Tutti argomenti ribaditi e rafforzati nel corso della seduta di consiglio comunale in cui il Sindaco illustrava le sue linee programmatiche il 5 ottobre scorso: ‘Noi pensiamo – ribadì il consigliere Apperti – che queste cose vadano affrontate, prima, con un approccio sistematico sul tema Cultura, poi con il tempo ci sarà anche l’opportunità di candidarsi’. E cosa siamo costretti a leggere oggi sulla stampa locale? A parte la classica, indecorosa ed incommentabile difesa dell’assessore Borrelli (‘il lavoro era stato realizzato da chi ci ha preceduti’, quindi si sperava di vincere con un progetto già cestinato solo due anni fa?), l’architetto Canestrini, ex funzionario della sovrintendenza a Caserta ed attualmente a capo della Sovrintendenza unica delle Belle arti e Paesaggio della Basilicata, ci parla a pieno titolo di ‘modello Matera’. Come se non bastasse, siamo stati costretti a leggere sui giornali di ieri gli errori macroscopici presenti nell’elaborato presentato da questa amministrazione (come, ad esempio, la resa incondizionata firmata dai tedeschi alla Reggia nel 1943, con due anni di anticipo rispetto alla realtà dei fatti) incapace, evidentemente, anche di correggere gli errori commessi dalla precedente amministrazione (non sarà perché ne fanno parte, in sostanza, buona parte degli stessi elementi?). Speriamo che chi di dovere legga queste dichiarazioni e, finalmente, si interroghi su quale sia la strada giusta da percorrere e su cosa meritano questa città e i suoi abitanti.
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