Caserta. Sei anni dalla morte di Pietro, ancora vivo il ricordo di Taricone

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Caserta. Avrebbe festeggiato il suo onomastico quel maledetto 29 giugno 2010. In piena notte Pietro Taricone morì in un ospedale di Terni. A causa di una emoraggia interna e delle fratture multiple riportate in conseguenza ad una manovra azzardata durante un lancio dal paracadute. La sua passione, la sua fine.

Pietro era il simbolo di una Caserta, giovane, spligliata, a tratti provocatoria. Pur non essendo nato qui, la città della Reggia lo ha adottato come uno dei figli migliori. Estroverso e guascone in pubblico quanto schivo e riservato nel privato. Ci vollero giorni interi per carpirgli il suo segreto e un solenne giuramento che nessuno mai avrebbe saputo della sua imminente partecipazione al Grande Fratello. Si fidò e le cose andarono per il verso giusto. Se si fosse saputo prima sarebbe incorso nell’eliminazione dal casting, invece Pietro partecipò e quella partecipazione divise l’Italia come una mela. Da un lati i benpensanti, i moralisti, i difensori del pudore… dall’altro tutti noi altri che confessammo con candore che al posto suo avremmo fatto la stessa cosa! Ecco perché l’Italia intera aveva scoperto chi poteva rappresentarla a dispetto di una cultura retrograda e regressiva. Dopo quella che fu la sua ‘uscita’ ufficiale che seguiva alle numerose attività sportive praticate, Pietro continuò a cavalcare le sue passioni, impegni permettendo, fino a trovare una morte assurda, inaspettata ma, se andiamo a scavare bene nelle pieghe, ricercata. Pietro riposa in riva all’Adriatico, nessuno lo ha dimenticato e Caserta mena ancora vanto, a distanza di anni, di essere stata rappresentata nel mondo intero da un suo figlio adottivo di tale levature.

Salvatore Orlando