
“Ci sono molti modi di essere impegnati politicamente. Candidarsi per amministrare i soldi pubblici nella città di Caserta è il modo più difficile di interpretare questo ruolo”, queste le parole di Marcantonio Zito candidato al consiglio comunale di Caserta nella lista ‘Terra Libera’ che supporta il candidato sindaco Carlo Marino.
“Difficile perché ci si propone di farlo in una città che ha un debito pubblico superiore ai 200 milioni di €, forse; perché ha una macchina amministrativa altamente inefficiente e mal governata; perché è una città che ha un grave deficit di servizi pubblici, sociali e di trasporto, che ha relegato la stessa Caserta agli ultimi posti nelle classifiche della vivibilità in Italia tra i comuni capoluogo, si vedano i dati del Sole 24 Ore. I pessimi risultati amministrativi delle ultime quattro amministrazioni sono un sintomo del basso livello civico che la popolazione casertana ha raggiunto negli ultimi anni. Se la cattiva amministrazione fosse dovuta soltanto ad una piccola classe di amministratori il problema sarebbe di facile risoluzione. Ma una parte della popolazione casertana ha deciso di mettere in vendita il proprio volto al migliore afferente mentre una più ampia parte è caduta nella più totale indifferenza per le sorti amministrative di Caserta.
Tutto ciò ha comportato che ogni singolo casertano, neonati compresi, attualmente abbiano un debito superiore a 2600€. Questo debito vincola e vincolerà le prossime amministrazioni in modo pesante, evitando di poter investire quantitativamente e qualitativamente sul territorio per migliorare il livello di vivibilità cittadina. Nonostante questo mi propongo, ora ed in futuro, un ammortamento del debito pubblico di Caserta con tagli alle spese amministrative e dirigenziali, allontanamento di dirigenti indagati, internalizzazione di servizi ora dati ingestione a società esterne, o quantomeno una rivisitazione dei contratti dati in gestione. Aumento degli affitti nei locali di proprietà del comune di Caserta o almeno equipararli ai prezzi di mercato. Aumento delle aree per le strisce bianche per il parcheggio e pagamento del parcheggio, con prezzo fortemente calmierato, per le aree nelle strisce blu anche nelle ore notturne al fine di eliminare la piaga dei parcheggiatori abusivi che molti problemi sta dando alla nostra cittadina, vedi sparatorie ed aggressioni varie alle persone ed alle autovetture. Aumento dei servizi sociali in particolare di quelli per la domiciliazione e diminuzione dei tempi di pagamento verso le cooperative che gestiscono gli stessi servizi. Interventi a favore delle scuole e delle mense soprattutto per quella parte di popolazione temporaneamente svantaggiata economicamente ma la cui qualità di apprendimento si distingue dalla media. Forte limitazione dei locali che gestiscono il gioco d’azzardo legalizzato e forti disincentivi ai locali a posizionare slot-machine. Lotta alla ludopatia e a tutte quelle forme di dipendenza.
Forte intervento sull’università per aiutarla nella sua crescita e nell’aumentare l’indotto produttivo. La mia convinzione è che di Università si parli solo per il Policlinico, il quale deve essere ultimato nel più breve tempo possibile. Invece lo sviluppo di tutte le altre facoltà possono avere un beneficio economico superiore al Policlinico stesso. L’internazionalizzazione e il suo migliore radicamento nella struttura sociale della società casertana possono dare un grande contributo alla crescita civica della popolazione e grossi benefici economici. Riqualificazione del territorio casertano con la costruzione di vie ciclabili e pedonali partendo dalle periferie. Aumento delle aree verdi. Istituzione del parco urbano dei Monti Tifatini e riqualificazione della mobilità urbana con la creazione di un serio sistema di trasporto pubblico che possa decongestionare il centro urbano e colleghi le periferie con il centro. Macrico verde e pubblico per i casertani. Bisogna tenere conto anche della centralità di Caserta sul territorio campano e del sud Italia. Centralità sociale che si capisce anche dal numeroso flusso di emigrazione che la città sta subendo da alcuni anni. La politica dell’accoglienza, la quale è l’unica che deve essere percorsa, deve assolutamente andare di pari passo alla fermezza sul rispetto di regole e l’imposizione dell’accettazione del modo di vivere occidentale, cioè rispetto della persona e dei suoi diritti, doveri nei confronti delle istituzioni e del prossimo, diritto e dovere all’educazione dei minori, indipendente dal genere, onestà amministrativa pubblica e privata”.
































