
Il Corpo Forestale dello Stato ed i vigili del fuoco di Napoli da ieri stanno effettuando operazioni di scavo in un terreno nei pressi dello stadio di Casal di Principe. Proprio quel luogo fu indicato come probabile sito di interramento di rifiuti speciali dal collaboratore di giustizia Carmine Schiavone.
«Dopo alcuni metri scavati dalle ruspe – spiega all’Ansa il generale Sergio Costa, comandante regionale della Forestale – sono emersi materiali di risulta dell’edilizia, usati probabilmente per compattare il terreno, e poi fanghi maleodoranti di colore verdastro che saranno analizzati dai laboratori. Le operazioni andranno avanti per qualche giorno».
A commentare l’operazione anche Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano che da anni sta portando avanti la sua battaglia contro la cosiddetta “Terra dei Fuochi”, queste le sue parole sul profilo social:
«La Forestale, dunque, sta portando alla luce un’altra discarica alle porte di Casal di Principe. Si torna a scavare e ancora una volta non si tratta di rifiuti urbani. Sotto le pale delle ruspe, infatti stanno venendo alle luce fanghi industriali, idrocarburi, materiale da risulta. Schiavone aveva ragione. Anche se la conformazione del paese era cambiata. Anche se al posto delle campagne sorgevano palazzi abitati da decine di famiglie, lui ricordava bene dove erano stati interrati quelle sostanze pericolosissime.
Siamo contenti che si ritorni a scavare? Certamente. Noi vogliamo la verità tutta intera. Noi non vogliamo che su questa sozza lavagna si possa passare alla svelta il cassino per dire che tutto è posto, tutto è normale. Che possiamo stare tranquilli. Noi vogliamo che si arrivi fino in fondo. Vogliamo avere la certezza che non ci siano – come Schiavone ha sempre detto – oltre ai rifiuti industriali anche rifiuti radioattivi, interrati in profondità. Vogliamo che si arrivi fino in fondo e che si scavino anche le altre discariche già individuate. I pentiti hanno parlato. Hanno tentato, anche se in ritardo, di riscattarsi, di rimediare. Chi manca all’appello sono sempre loro: gli industriali disonesti che con i camorristi hanno fatto affari d’oro. Gli industriali che hanno tradito la fiducia che lo Stato e i cittadini riponevano in loro e nelle loro attività. Mancano all’appello gli intrallazzatori e i mediatori. Insieme ai politici che sapevano – hanno sempre saputo – e o negavano o cercavano idi ridimensionare il problema.
Chiediamo al nuovo presidente di Confindustria, campano come noi, di unirsi alla nostra battaglia per la salvezza della sua e nostra terra. Il tempo delle contrapposizioni sterili è finito. Come è finito il tempo delle chiacchiere e delle menzogne. Attendiamo di sapere da dove provenivano le sostanze tossiche che stanno emergendo a Casal di Principe. Chi furono quei criminali che ebbero il coraggio di affidarli ai camorristi casalesi ben sapendo che questi non li avrebbero smaltiti in altro modo se non interrandoli. Noi vogliamo che mai più si possano avvelenare l’ ambiente e le persone per soddisfare una illogica e criminale sete di denaro. Padre Maurizio Patriciello».
































