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Traguardo di metà mandato tagliato con sufficiente agilità dalla maggioranza di Renato Franco Natale che, sebbene abbia perso qualche pezzo per strada, continua la sua azione amministrativa senza intoppi. Forse anche a causa di una opposizione ingrossata nei numeri ma senza l’unità necessaria per contestare adeguatamente le scelte del sindaco. Già da gennaio Costantino Puocci e Stefano Coronella hanno varcato il Rubicone, costituendo il gruppo consiliare Casale Viva, ma i loro intenti non coincidono con quelli degli altri esponenti della minoranza.
“Avevamo auspicato – afferma Costantino Puocci – una nuova alba per Casale ed i presupposti per rompere col passato c’erano tutti. Ma poi, dopo l’iniziale periodo di rodaggio, l’amministrazione si è appiattita su se stessa e tante risposte che i casalesi attendevano sono rimaste inevase. Le pressanti richieste hanno indotto il sindaco a pensare che la mia fosse lesa maestà ed a quel punto ho preferito prendere le distanze”.
Puocci indica anche le azioni da intraprendere affinché Casal di Principe possa diventare una città normale.
“C’è bisogno innanzitutto di un piano traffico he decongestioni il centro cittadino sempre più intasato, ma alla base di ciò occorre la redazione di un PUC, strumento indispensabile per riordinare tutto il territorio. Ormai è troppo tempo che si fa attendere e gli ultimi sentori ci autorizzano a pensare che dobbiamo aspettare ancora”.
Le cifre recentemente pubblicate indicano in Casale una città virtuosa per quanto riguarda la raccolta differenziata.
“Sicuramente sono stati fatti dei passi importanti su questo piano, ma il 214esimo posto non è che sia un fiore all’occhiello da esibire con orgoglio, c’è ancora tantissimo da fare”.
Infine Puocci mette l’accento anche su un’altra problematica dei residenti.
“Un terzo delle strade di casale non è allacciato alla rete idrica comunale, per cui molto spesso le salate bollette che partono dalla casa comunalefiniscono nel calderone dei ricorsi, il più delle volte vinti dai cittadini. Insomma al disagio per i residenti si aggiunge anche la beffa del mancato introito. Per cui preventivare determinati incassi per poi non introitarli determina un danno non indifferente per le casse comunali. Ed i problemi aumentano sempre più”.
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