Casal di Principe. La Regione finanzia un impianto di compostaggio, il consigliere Puocci si ribella

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Il Comune di Casal di Principe ha ottenuto un finanziamento di 13 milioni di euro dalla Regione Campania per l’ubicazione di un impianto di compostaggio. L’ex consigliere di maggioranza Costantino Puocci, da tempo passato dall’altro lato della barricata non è daccordo con una scelta che definisce scellerata e promette battaglia, chiedendo ai pochi consiglieri rimasti a sostenere il sindaco ad una azione clamotrosa, tendente a chiedere la sfiducia al primo cittadino.
“Ancora una volta si torna a penalizzare il nostro territorio già tanto martoriato – tuona il penalista – finora, però, scelte così pregiudizievoli giungevano dall’alto, questo ‘regalo’ invece ci viene offerto dal sindaco e dalla sua ossequiosa giunta, tutti sorretti da una maggioranza anonima, buona solo ad alzare la manina in Consiglio Comunale e che neanche stavolta oserà fiatare. Il sindaco che voleva ‘ricostruire’ e far ‘rinascere la nostra cittadina ci obbligherà pure a fare i conti con gli olezzi solforosi di un impianto di compostaggio. Mi domando quali vantaggi, quali benefici, quali utilità porteranno migliaia e migliaia di tonnellate di ‘monnezza’ alla nostra comunità sempre più malata e squattrinata. Avremo uno sconto sulla TARI? E chi se ne frega! Invece di spremere le meningi per procacciare opportunità e finanziamenti in grado di favorire concretamente lo sviluppo occupazionale, invece di sollecitare una sacrosanta bonifica del territorio, in quasi tre anni di amministrazione è stato solo capace di piazzare targhette commemorative e di fare comparsate in TV. Di tutto abbiamo bisogno tranne che di un puzzolente impianto di compostaggio”.
Puocci rincara la dose soffermandosi sul fatto che il programma, a suo tempo concordato, è stato completamento disatteso e richiama l’attenzione del primo cittadino sulle problematiche che attanagliano Casal di Principe.
“I traguardi da raggiungere sono ben altri. Bisogna far lavorare le nostre maestranze edili (magari gemellandoci oppure siglando protocolli d’intesa con enti territoriali più ricchi del nostro). Bisogna recuperare la nostra vocazione agricola e zootecnica e scervellarsi per affrancarci da questa maledetta ‘Terra dei Fuochi’. Bisogna finalmente storicizzare il ventennio camorrista altrimenti restiamo imprigionati in una gabbia ideologica e d’interminabile caccia alle streghe. Ed invece si enfatizza e si strombazza un volgarissimo, nauseabondo cumulo di rifiuti organici che altro non farà che allontanare quei pochi che hanno ancora il desiderio di venire a Casale. Siamo stati finora pazienti e spesso collaborativi per affrontare e risolvere i problemi atavici della nostra cittadina; è ormai il momento di mandare a casa quest’Amministrazione.  E’ giunto il momento di scendere in piazza”.
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