Casagiove. Sede vacante in Via Jovara, il sindaco Corsale rassegna le dimissioni. Gli scenari possibili

Dopo circa 14 mesi di amministrazione Corsale, Casagiove è di nuovo senza guida amministrativa. Il sindaco della città ha rassegnato – come qualcuno aveva annunciato, a seguito delle ultime vicissitudini – le proprie dimissioni e subito dopo averle protocollate diffonde una lettera in cui ne spiega le motivazioni.

Io sottoscritto Dott. Roberto Corsale, con la presente, rassegno le dimissioni dalla carica di Sindaco della Città di Casagiove.

“Ho interpretato il mio ruolo con onestà, diligenza, abnegazione, spirito di servizio e assoluta condivisione – spiega in uno dei passaggi – adoperando il programma elettorale proposto alla comunità come il faro per attuare politiche di trasparenza e rilancio amministrativo. Ho dovuto assumere scelte coraggiose ma sempre rispettose dei ruoli e delle persone che hanno creduto in me e nei consiglieri comunali che oggi guidano la Città. Purtroppo, non tutti i miei compagni di viaggio hanno interpretato con la stessa chiave di lettura il mio operato, frutto non dell’impeto ma di scelte ponderate e in apparenza condivise”.

Come noto le dimissioni presentate stamattina avranno efficacia dal 20 agosto prossimo venturo. In questo lasso di tempo se la maggioranza uscita vittoriosa dalle urne dello giugno del 2016 ritroverà compattezza, il ritiro delle dimissioni comporterà la conferma della fascia tricolore a tracolla del commercialista, altrimenti in Via Jovara arriverà il commissario prefettizio. Corsale lascia ancora aperto uno spiraglio.

“In questo delicato momento, lasciatemi dire con grande orgoglio, che il sogno chiamato “Casagiove adesso” è ancora acceso in me ed arde, ne sono certo, nei cuori dei miei concittadini. Sicuro di aver operato solo e nell’esclusivo interesse della Città di Casagiove, esprimo un doveroso ringraziamento a tutti coloro i quali hanno supportato l’attuazione del programma elettorale lavorando con me e gli Assessori al servizio e per il bene della nostra comunità. Rimetto, con umiltà, il mio mandato nelle mani del popolo”.

Cosa succederà adesso? Difficile stabilire se i quattro dissidenti hanno definitamente staccato la spina, assumendosi la responsabilità dell’interruzione della consiliatura oppure troveranno una nuova intesa col primo cittadino. Probabile pure – se non vorranno concedere l’onore delle armi al loro ex leader che, prima dei fatidici 20 giorni uniranno le loro firme agli esponenti della opposizione e decreteranno loro la fine di Corsale.

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