Capua al voto. Piccolomo (Terra Libera): riprendiamoci la nostra storia

Capua. Una scelta naturale, quella maturata da Mariangela Piccolomo, giovane cronista che ha deciso di scendere in campo nelle amministrative del 5 giugno. Da sempre orbitante nell’area del centrosinistra, la sua già considerevole attività professionale le ha fatto conoscere fatti, personaggi e situazione di quella che tiene a sottolineare è la sua città e con entusiasmo si accinge ad affrontare questa avventura. La pluriennale conoscenza diretta con Roberto Barresi ha condotto spontaneamente ad un percorso condiviso con Terra Libera, il movimento che fa capo a Bosco e che si riconduce a livello locale all’avvocato. Il resto lo ha fatto il suo contatto pressocché quotidiano coi cittadini che conoscendola come giornalista valida ed apprezzata, non gli hanno celato un decisivo appoggio nella sua missione e cos Mariangela Piccolomo si ritrova ad essere una delle punte di diamante sulla quale può contare il generale Centore in vista della sfida per la conquista della fascia tricolore.

“Quella che l’esponente che si contrappone al candidato del centrodestra troverà – afferma la giornalista della Gazzetta di Caserta – è una città mortificata in tutte le sue essenze. Le condizioni di Capua, dopo 15 anni sono allo stremo. Una politica che ha escluso qualsiasi confronto con i cittadini, le decisioni si prendono nel ‘palazzo’ lontano da quelli che dovrebbero essere i fruitori degli atti amministrativi. Capua, con la sua storia, avrebbe potuto vivere di rendita, se non si fosse sperperato un patrimonio consistente in tantissimi monumenti, le svariate chiese, luoghi d’arte di incomparabile spessore e che restano lontano dalle attenzioni degli amministratori e nella più totale incuria”.

Mariangela Piccolomo sottolinea come l’impulso dato a queste attività produrrà inevitabilmente una crescita anche sotto l’aspetto economico, sociale ed urbanistico, con la presa di coscienza che per offrire un servizio migliore ai turisti, di conseguenza bisogna attrezzare la città di infrastrutture necessarie per valorizzarne la ricezione e l’accoglienza.

E’ triste – insiste – vedere tanti turisti fuori la Sala d’Armi, chiedere alla guida di turno di voler entrare e sentirsi rispondere: non si può, è tutto chiuso. Come pure i militari, presenti in città, in occasione delle tante cerimonie di cui sono protagonisti sono indotti a dirottare i loro familiari verso altri centri del circondario perché Capua non offre la ricettività necessaria per queste esigenze. Questo è quello che, senza promettere la luna nel pozzo, ci proponiamo di realizzare, per recuperare il ruolo di leadership del comprensorio, ma ancor di più riprenderci la nostra storia”.

E’ fiduciosa Mariangela in questa avventura che ormai è entrata nel vivo e che vedrà il suo epilogo con l’apertura delle urne.

“Sento dalle parole delle persone che incontro quotidianamente – conclude – tanta voglia di cambiamento, tanta speranza di ridare fiducia e speranza a cittadini che con la loro matita possono definitivamente tornare protagonisti e decidere in piena serenità a chi affidare l’onere-onore di prendere in mano le sorti di Capua.

Salvatore Orlando

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