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La zona Cesarini sorride ancora alla Casertana che al 93′ trova il gol del pareggio con Taurino dopo essere stata due volte, per lungo tempo, a rincorrere la Reggina. Partita povera di contenuto tecnici, basta solo un foglietto dei notes più piccoli per registrare tutte le azioni degne di note che le due squadre hanno prodotto; difese allegre e attaccanti impacciati, in ossequio ad un campionato di bassissimo livello. Chissà cosa avrà pensato Zdenek Zeman in tribuna, guardando il prato dove, negli anni ’80, veniva ad impartire autentiche lezioni di calcio col suo Licata. Alla fine i tifosi sugli spalti tirano il classico sospiro di sollievo per l’ennesima débacle evitata, negli spogliatoi si esulta per un punto letteralmente trovato per terra, per una classifica che comunque si smuove, nel grigiore generale. Archiviata la domenica, ora si guarda avanti e il domani fa molto paura, al cospetto di uno scoglio più arduo rispetto ai 90′ giocati contro gli amaranto calabresi. Qualcuno dirà che i problemi di lunedì 17 non dovrebbero essere di nostra pertinenza, che c’è una società pronta a far fronte alle scadenze, che tutto va bene, madama la marchesa. Ma inevitabilmente anche la gestione societari, al pari delle ‘imprese’ sportive rientra nel resoconto della cronica: cittadina, provinciale, etica e sociale. La notte che si appropinqua ad ampie falcate potrebbe togliere il sonno a qualcuno. Domani c’è una scadenza molto importante, bisognerà versare sui conti dei calciatori gli stipendi spettanti e la cifra non è certo di quelle irrisorie. Oltre alla rosa attuale, va aggiunta anche una somma suppletiva, relativa a competenze avanzate da calciatori che non ci sono più, vale a dire Alfageme, Gragnaniello, Agey e forse qualche altro. Un esborso da 216mila euro di cui non si è capito bene chi se ne farà carico. Da agosto ad oggi sono cambiate tante cose all’interno della società, per cui i soci che si sono alternati nelle varie cariche sembra che abbiano passato più tempo presso gli studi notarili che al Pinto. E di tutte le manovre non si è mai esibito un documento ufficiale, anche perché la nostra superficialità non ha mai approfondito le dinamiche dei numerosi passaggi. Ci chiedono di fare i giornalisti, non gli impiegati dell’ufficio del registro, sicuramente non sappiamo fare gli impiegati dell’ufficio del registro, forse dovremmo imparare a fare i giornalisti. Anche questo è un vantaggio di alcuni che scaricano responsabilità su altri, con denunce di società costituite in barba alle norme e alle leggi, senza mai avere un briciola di chiarezza e di trasparenza. Sicuramente nelle faccende del lunedì sarà coinvolto anche Giuseppe D’Agostino che qualcuno ha trascinato all’interno ella società a viva forza negli ultimi giorni, onde evitare che altri potesse assumere la proprietà intera della Casertana. Ma stando a chi D’Agostino lo conosce molto bene, pare che l’ex patron di Vairano e Zupo Teano, dopo l’iniziale crescente entusiasmo si stia già raffreddando in maniera ancora più crescente. Pare che all’imprenditore caseario sia stata prospettata una situazione non proprio catastrofica, insomma si sta ripercorrendo lo stresso tragitto di quando Lombardi volle affidare a Tilia, a lui solo le chiavi del Pinto. L’alea della incertezza incombe sempre più sui colori rossoblù e mentre la squadra cerca con la foga e l’agonismo – le uniche armi da attribuire all’attuale Casertana – di portare fieno in cascina, non vorremmo che dal Palazzo i severi controlli della CoViSoC possano gradatamente depauperare una classifica che pure potrebbe essere consone alle aspettative della vigilia.
Salvatore Orlando
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