
Deve esserci un fiume carsico di emozioni comuni che unisce i grandi talenti artistici quando, a Caserta, si esibiscono tra le maestose mura della sua Reggia.
Un luogo di incomparabile bellezza che, ancora una volta, ha completato e amplificato la potenza delle parole di Toni Servillo, voce narrante della serata inaugurale di Un’estate da Re, durante l’omaggio musicale ad Antonio Vivaldi e al suo genio rivoluzionario.
Protagonista sul palco l’Orchestra Barocca dei Virtuosi di Santa Cecilia, guidata da un giovane ma straordinario solista: il maestro Giovanni Andrea Zanon, violinista e concertatore, interprete appassionato e carismatico.
Nel “diario recitato” da Servillo – nei panni ideali di Cecilia, giovane orfana e allieva di Vivaldi all’Ospedale della Pietà – prende corpo il racconto dello sconvolgimento musicale introdotto dal compositore veneziano, parallelo al tumulto emotivo della scoperta, della crescita, della trasformazione.
La potenza evocativa della Tempesta di mare e delle Quattro Stagioni ha risuonato con forza nel cortile restaurato del monumento vanvitelliano, le cui linee architettoniche sono state valorizzate da raffinati giochi di luce, pensati appositamente per questa edizione.
Parole dense, poetiche e carnali, quelle pronunciate da Servillo:
“Le note scritte assomigliano a tante teste di chiodi piantate, e noi allieve le estirpiamo ad una ad una…”
E ancora:
“Quest’uomo tira fuori dai nostri corpi suoni femminili…”
Fino a una sorta di incitamento alla ribellione musicale ed esistenziale:
“Siamo la tempesta… Spaccate il bel tempo… Diventate burrasca…”
“Il caldo, il freddo, il vento, la tempesta… ci hanno attraversato.”
Un racconto intenso, che si è fatto musica pura quando il violino di Zanon ha interpretato Le Quattro Stagioni con una prova imponente, tanto fisica quanto spirituale, fondendo tecnica e sentimento.
La Reggia, in quelle ore, è sembrata animarsi dei suoni che le sono più congeniali, immersa in una dimensione sospesa tra arte, storia e sogno.
Fondamentale il lavoro svolto dal personale di Scabec, che ha curato ogni dettaglio con professionalità, contribuendo al successo di questa nuova edizione.
Al di là delle sterili polemiche, resta un fatto: eventi come questi uniscono, nel nome della cultura di qualità, all’interno della cornice più degna e simbolica che si possa desiderare — la Reggia di Caserta.































