
Michele Nappa, alvignanese di nascita e pianese di adozione, non è alla prima esperienza letteraria. E’ un nome conosciuto nel palcoscenico “dei poeti emergenti” perché ha pubblicato con successo opere di spessore: “Senza voltarsi”(Ed. Aracne, 2014), ”Senza restare” (Ed. Aracne, 2015) e ”Senza dirsi mai addio” (Ed. Ermes, 2015) e “Ritorno amaro”(Ed.Ermes, 2016). Ha partecipato a vari concorsi letterari, riportando premi e segnalazioni che fanno fatto di Michele Nappa una delle più belle espressioni poetiche di Terra di Lavoro. Ultima fatica letteraria di Michele Nappa, del poeta Michele Nappa, è “Paesaggi e preghiere del cuore”, Ed. Ermes, che si compone di due parti: la prima riporta in una dimensione poetica i luoghi familiari, il parco della città di Capua, il crepuscolo meraviglioso visto con gli occhi viennesi, l’Appennino abbruzzese, i boschi dell’antica Trebula, le rive alberate del Volturno in Autunno, i pescheti di Sant’Angelo in Formis, e ricordi tristi come l’alluvione di Capua. Una lettura superficiale dell’opera di Michele Nappa porta a pensare che il poeta abbia voluto solo rappresentare i luoghi che lo hanno accolto nel corso della vita. Terra di Lavoro che gli ha dato i natali, è nato ad Alvignano, e che oggi rappresenta la sua terra, risiede infatti a Piana di Monte Verna. Ma anche Vergiate (Va) dove ha vissuto per cinque anni. E tanti luoghi visitati nel corso della sua esistenza. Poi il ritorno in Terra di Lavoro, e più segnatamente a Piana dove si stabilisce con la famiglia. Ma non è così: nell’opera di Michele Nappa si fondono mirabilmente le stagioni, i luoghi, le intemperanze atmosferiche e vengono riproposte in una dimensione poetica e si fondono con l’animo sensibile dell’uomo-poeta. La seconda parte, “Preghiere del cuore”, è composta da sentite preghiere che sembrano provenire dal cuore. Preghiere….come lo stesso autore scrive: “Sono semplici e chiare preghiere di speranza, di amore e di fede, rivolte senza intercessione all’attenzione dell’adorato per chiedere con tutto il cuore aiuto e conforto.” Per l’autore, vivere è amare. Una vita senza amore è solitudine e tristezza. Pregando, si nasce all’amore. Perciò, chi prega vive ed ama. Chi non prega può restare solo con il suo silenzio e la sua libertà.
La preghiera diventa invocazione: “Ascoltaci, amato Signore. Non abbiamo più voce; nessuno ci ode e ci accoglie”, diventa un flebile sospiro con cui ci si genuflette a Dio per chiedere la Sua misericordia, perché l’uomo si ritrova umano e peccatore: “Ti prego, Gesù Cristo, perdona i miei peccati e i mali commessi nel nome del denaro. Ti prego, Cristo, donami la grazia perché possa godere con te nel regno dei cieli.”
Poesie bellissime che rivelano una sensibilità dell’anima e che fanno di Michele Nappa “il poeta” del nostro tempo.
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