Mondragone Bene Comune, Ritornare a scuola e ritornarci a piedi o in bici. Con un “disprezzo” finale



Stamani, 30 aprile, tante bambine e tanti bambini sono andati in bici a scuola. È successo a Torino, Roma, Milano, Genova, Bologna e in tante altre città, grazie alle associazioni che promuovono l’uso della bicicletta e alle associazioni ambientaliste che continuano a rilanciare il Bike to school, ossia andare in bici a scuola in maniera organizzata https://it-it.facebook.com/biketoschoolroma/posts/3638748839568972?__tn__=K-R.

Da noi no, niente Bike to school, perché le nostre bambine e i nostri bambini devono restare chiusi in casa. Per ordine del sindaco Pacifico. L’occasione è servita per ricordare in tante parti d’Italia –ancora una volta– che la mobilità sostenibile e attiva, oltre ovviamente alla pedonalizzazione, è la migliore soluzione ai problemi di qualità dell’aria delle nostre città e di distanziamento, a maggior ragione in questo momento in cui le scuole ovunque hanno ripreso a pieno regime.  Ovunque, tranne che a Mondragone, ove le scuole rischiano il record europeo di chiusure e doveanziché progettare una città pedonalizzata e ciclabile- si continua ad andare appresso a qualche “scappato da Roma”. L’iniziativa che si è svolta oggi in tante parti del nostro Paese punta anche a sostenere l’attivazione e la sperimentazione– che l’AMBC ha già inutilmente proposto -di molte strade/zone scolastiche (come previsto all’interno del DL Semplificazioni), che sta avvenendo con nostra gioia in molte città (per fortuna Pacifico è unico)) e che andrebbe, a nostro avviso, estesa alle strade delle scuole di ogni ordine e grado. L’obiettivo del Bike to school è soprattutto quello di ricordare a genitori, insegnanti e amministrazioni l’importanza della mobilità attiva per i bambini, liberando le aree davanti agli ingressi delle scuole dal traffico a motore, sia per garantire sicurezza sia per contribuire ad una migliore qualità dell’aria. Nonostante la “durezza di comprendonio” di chi temporaneamente dovrebbe amministrare la città, l’AMBC insiste affinché genitori, ragazzi, insegnanti chiedano con forza:  di istituire zone scolastiche davanti a ogni scuola; di pianificare e mettere in sicurezza, anche attraverso  l’utilizzo più diffuso delle corsie ciclabili, gli itinerari casa-scuola per favorire la mobilità ciclistica/micromobilità; di spingere verso l’adozione dei mobility manager scolastici come già previsto dalla legge 221 del 28 dicembre 2015, tuttora ampiamente ignorata; di attrezzare tutte le scuole con rastrelliere e consentire il parcheggio interno dove possibile per poter parcheggiare in sicurezza le biciclette. Di appuntamenti “Bike to school” ce ne saranno anche altri http://www.walkbiketoschool.org/.

L’AMBC propone alle scuole della città che alla ripresa delle attività didattiche in presenza (prima o poi anche Pacifico dovrà riaprire le scuole) organizzino un Bike to school. Di seguito un breve vademecum per organizzare un Bike to school: individuare un referente organizzativo; decidere orario e luogo di incontro per radunarsi, conoscersi e magari fare colazione insieme, rispettando il distanziamento fisico e l’uso della mascherina; stabilire il percorso, di solito entro i 2 km, valutando tappe intermedie per coinvolgere altri partecipanti provenienti da zone diverse;  comunicare il programma tramite le bacheche della scuola, i volantini negli armadietti, i gruppi dei genitori e agli organizzatori cittadini; durante il tragitto, pedalare in gruppo rimanendo compatti, anche accanto ai più piccoli (il Cds consente di pedalare a fianco dei bambini fino a 10 anni), ma soprattutto divertirsi, fare molte foto e raccontare a tutti l’esperienza! E consentiteci –in chiusura– di rivolgerci al sindaco Pacifico per esternare tutto il nostro imbarazzo per le sue inopportune dichiarazioni con le quali si “spertica” nei ringraziamenti per aver ottenuto (dice lui) 300 vaccini al giorno. Con tanto di foto delle solite facce. Ma nessuno ti ha ancora detto che la salute è un diritto costituzionale? Un diritto che troppo spesso ci è -purtroppo- sonoramente negato. Ma è mai possibile che anche la salute e la vita delle persone per qualcuno debbano essere oggetto di favori per i quali profondersi in ringraziamenti? Come si può solo pensare di trasformare anche la campagna vaccinale (un atto dovuto) in campagna elettorale permanente? Ma veramente questi signori pensano che dobbiamo arrivare a mettere “la nostra faccia sotto i loro piedi e possono muoversi quanto gli pare e piace e noi zitti sotto”? Sono dichiarazioni che meritano tutto il nostro disprezzo!