S. Maria CV. Ore 16 di Dakar, il sogno è realtà: il pozzo dell’ITES fornisce l’acqua alla missione dei Padri Oblati

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Sognare per mesi e poi svegliarsi nella consapevolezza che i sogni son diventati realtà. Alle ore 16 di Dakar si è materializzato quello di Enza Zona e Maria Teresa Merola che hanno estratto il primo secchio d’acqua dal pozzo che la loro scuola di Santa Maria Capua Vetere ha installato presso la missione dei Padri Oblati di Maria Santissima Immacolata a Koungheul. Giorni e giorni di lavoro sono state coronati dal successo tanto auspicato.

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Grande festa tra gli indigeni e una, legittima, grandissima soddisfazione per le due docenti che hanno portato qui da Santa Maria Capua vetere, San Prisco e Casapulla, un barlume di speranza e tanta, tanta solidarietà. Alla loro missione va aggiunto anche tutto il lavoro che ha reso possibile l’evento a tanti chilometri di distanza da casa. Dagli alunni che hanno prodotto gli oggetti che hanno fornito i fondi necessari, ai colleghi dell’ITES Leonardo da Vinci che con tanta ammirazione ne hanno seguito le vicende passo dopo passo, alla Dirigente Scolastica, professoressa Silvana Decato che ha indirizzato e incoraggiato incessantemente l’impresa, agli sponsor che hanno affiancato l’avventura e nel caso del ‘President’ Salvatore Martino che ha mandato giu in Senegal l’abbigliamento del suo brand. Insomma l’amore, la solidarietà, la voglia tangibile di far sentire a questo popolo la vicinanza di chi vive in tutt’altra dimensione.

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Quello che hanno visto in questi giorni – e quello che vedranno Enza Zona e Maria Teresa Merola fino al 12 dicembre, data del rientro – rimarrà impresso nella loro mente per sempre, come pure rimarrà nella testa di chi sentirà il loro racconto: chilometri e chilometri di desolazione, di miseria, di dimore – se così si possono chiamare – dirupate da sempre e forse senza speranza di ricostruzione. Uno stridente contrasto con le bellezze che la natura ha donato a queste terre, almeno a giudicare dai paesaggi, dai tramonti impressi nelle loro immagini inviate da laggiù. Il traguardo è tagliato ma c’è ancora molto da fare e da vedere. Le due docenti continueranno a distribuire gadget e regali ai bambini, continueranno a girare tra i rudimentali banchi delle loro ‘scuole’, capiranno come è possibile nutrirsi per giorni e giorni di riso in bianco, pastek (angurie) e banane e null’altro. Lasceranno in dono anche la ricetta per fare la pizza, pur nelle ovvie difficoltà dei locali di procacciarsi farina, pomodoro e lievito… Torneranno in Italia lasciando qui una targa commemorativa ed un pezzo di cuore ma, in compenso il loro assumerà dimensioni ancora maggiori rispetto a quello col quale sono partite.

Salvatore Orlando

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