Progetto PROHEMPIL, dalla canapa molecole utili in campo nutraceutico e nei biocarburanti

A Caserta parlando di canapa al convegno finale del progetto PROHEMPIL si è anche affrontato il tema “Canapa industriale e sostenibilità alimentare: nuove prospettive da PROHEMPIL”. Ha relazionato Severina Pacifico dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Biologiche e Farmaceutiche (DISTABiF) Le attività di UniCampania sono state rivolte alla comprensione della fitochimica del seme e all’ottimizzazione di tecniche estrattive alternative per l’ottenimento dell’olio di canapa. Lo studio chimico del frutto e di altri organi della pianta nelle diverse fasi del ciclo di vita ha consentito la messa a punto di un approccio analitico in spettrometria di massa ad alta risoluzione per la rapida identificazione qualitativa e quantitativa dei suoi metaboliti specializzati ed il loro utilizzo in nutraceutica e cosmeceutica. Il recupero della componente polisaccaridica dai fusti della specie ha posto altresì le basi per nuove e future applicazioni.

E’ seguita la relazione Pacciamatura spray nella coltivazione della canapa: luci e ombre Valorizzazione degli scarti della canapa: a case study” a cura di Barbara Immirzi del CNR – Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali (CNR – ICPB).

Obiettivo di questa ricerca è stata la preparazione di soluzioni pacciamanti e valorizzazione degli scarti della filiera canapicola. I risultati relativi alla pacciamatura sono non incoraggianti, a causa delle avverse condizioni climatiche della campagna 2019 e dei problemi in applicazione in campo nel 2021. L’utilizzo degli scarti invece è interessante per la preparazione di contenitori monouso per uso agricolo

Barbara Immirzi  ha presentato il lavoro di Francesco La Cara ed Elena Ionata del Cnr – Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri (CNR IRET) ed ha intrattenuto l’uditorio sul tema “I mille usi della canapa industriale: valorizzazione degli scarti per la produzione biocarburanti e biochemicals.” Obiettivo della ricerca è stato la messa a punto di processi di estrazione ecosostenibile di biomolecole con tecnologie enzimatiche a basso impatto ambientale, per trattamento dei prodotti di scarto. Le attività di IRET – CNR hanno consentito di ottenere dalla biomassa di scarto di canapa industriale pretrattata, un elevato recupero di zuccheri fermentabili per la produzione di bioetanolo e/o molecole ad alto valore aggiunto come l’acido succinico e l’acido lattico.

 Infine su “La sostenibilità della canapa industriale e la necessità di un piano di innovazione” ha relazionato Raffaella Pergamo del CREA – Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia (CREA PB) che ha evidenziato i punti di forza e di debolezza della coltura canapa in relazione al territorio e alle prospettive legate anche alle opportunità di politica agricola incoming, tenendo conto della necessità di continuare a seguire la canapa industriale con progetti di innovazione riguardanti diversi aspetti della filiera agricola e di prima trasformazione e in particolare di innovazione varietale. Ed ha sottolineato l’importanza della innovativa sentenza della Corte di Giustizia Europea dello scorso anno, secondo la quale uno Stato membro non può vietare la commercializzazione del cannabidiolo (CBD) legalmente prodotto in un altro Stato membro, qualora sia estratto dalla pianta di Cannabis sativa nella sua interezza e non soltanto dalle sue fibre e dai suoi semi. Tale divieto, tuttavia, può essere giustificato da un obiettivo di tutela della salute pubblica ma non deve eccedere quanto necessario per il suo raggiungimento. Per lo sviluppo della coltivazione saranno importanti i settori della bioedilizia, del tessile e delle bioplastiche. 

Nel finale, con la discussione dei risultati, Concetta Menna del Crea Politiche e Bioeconomia, sede di Napoli,è  intervenuta su innovazione in agricoltura con particolare riferimento alla nuova programmazione comunitaria, sottolineando la necessità di una ricerca interdisciplinare. Ha detto la sua Umberto Riccio, presidente dell’associazione Canapa Sativa Caserta “Sulla canapa c’è ancora molto da investire – ha detto – l’elenco degli utilizzi è enorme, ma bisogna prendere delle direzioni precise.”

Francesco Della Corte, vicepresidente nazionale di Fare Ambiente ha parlato sui temi della sostenibilità ambientale e dell’interesse per colture a basso impatto ambientale, tra queste appunto la canapa. 

Ha concluso i lavori la funzionaria della Regione Campani, Assunta Di Mauro che ha illustrato la posizione dell’amministrazione regionale, che ha attivato il progetto PROHEMPIL sulla base della legge regionale, sottolineando l’importanza di una ricerca interdisciplinare.