Freddo e disagi nelle scuole, continua la protesta simbolica degli studenti

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Giornata intensa per la Consulta Provinciale degli studenti alle prese con problemi vecchi e nuovi della scuola nel territorio di Terra di Lavoro. Alle lotte già intraprese in tempi non sospetti si va aggiungendo anche il freddo intenso che impedisce in alcuni casi il regolare svolgimento delle lezioni nei plessi scolastici casertani. In questi giorni inoltre è già maturato anche il tempo in cui l’ingegnere Madonna, dirigente della Provincia, aveva preannunciato il giro di vite per quanto attiene ai fondi dell’ente di Corso trieste circa il rifornimento di luce e gas. Monito che, unitamente al gelo di questi giorni, sta acuendo i disagi per docenti e discenti di svariati istituti. Allertati dagli sos che arrivano da più parte i rappresentanti di istituti si sono mobilitati immediatamente ed oggi sono stati protagonisti di due appuntamenti molto importanti. A mezzogiorno sono stati ricevuti dal presidente della Provincia Lavornia in un incontro molto interlocutorio in quanto la situazione non è affatto cambiata rispetto ai tempi dei cortei nel capoluogo sotto la sigla di ‘Studenti in rotta contro la Bancorotta’.

“Il massimo dirigente della Provincia – annuncia Felice Stellato – non ha potuto darci delucidazioni in merito circa un miglioramento delle condizioni dei nostri istituti. I 783mila euro recentemente stanziati dalla Regione serviranno unicamente a ripristinare l’efficienza dei sei istituti dell’Alto Casertano recentemente chiusi per evidenti problematiche. Per il resto è rimasto lo statu quo precedente che non assicura alcuno spiraglio”.

Esaurito l’incontro nel capoluogo i referenti del Coordinamento degli Studenti in Rotta contro la Bancarotta hanno immediatamente convocato un incontro con i rappresentanti di istituto ai quali hanno illustrato la situazione. Al termine dell’assemblea è stato deciso di continuare la protesta simbolica attuata in alcune scuole nei giorni scorsi, vale a dire presentarsi in aula con coperte e candele, in alcuni casi svolgere le lezioni all’aperto, sensibilizzare l’opinione pubblica con sit in, in attesa che la situazione evolva in senso positivo. Non è però escluso che nei prossimi giorni se non si registrano riscontri positivi la protesta potrebbe diventare più clamorosa e i disagi ed il malessere che si vive nella scuola attuale possa sfociare in nuove forme di contestazioni al sistema.

Salvatore Orlando

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