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Alle volte ci ritroviamo con situazioni ai limiti dell’assurdo. Succede quando si vive in una società in cui le contraddizioni la fanno da padrone, pur di trovare un briciolo di protagonismo e i notorietà. Il Rione Vanvitelli è il teatro di questa storia: un disoccupato pensa bene di sfruttare le sue capacità e la sua esperienza di un tempo per rendere più pulito e vivibile la zona in cui abita e quindi di volta in volta si arma di ramazza e cerca di dare decoro al territorio. Per qualcuno tutto ciò non va bene e quindi avvicina lo spazzino volontario e gli intime di non dar seguito alla sua opera, pena una multa che gli potrebbe arrivare in caso di persistenza nell’operato. Salvatore Corrado un po’ preso alla sprovvista, un po’ intimorito dal perentorio monito che non riesce a distinguere quanto legittimo sia, ripone la ramazza e se ne fa una ragione. Ma il caso non passa inosservato. Il presidente di Caserta Kest’è Ciro Guerriero informa immediatamente dell’accaduto il comandante dei Vigili Urbani di Caserta Alberto Negro il quale convoca immediatamente Salvatore al Comando. L’ufficiale chiede al Corrado se chiede soldi in cambio del suo lavoro volontario; la risposta è negativa anche se l’interessato non nasconde che qualche persona dal cuore generoso gli offre spontaneamente un pacchetto di sigarette o un chilo di pasta conoscendo la sua precaria condizione sociale. Alla fine il tenente Colonnello della Polizia Municipale rassicura Salvatore Corrado circa l’eventuale ammenda e gli suggerisce di non dar credito a simili atteggiamenti. Con enorme soddisfazione del solerte cittadino che riabbraccia la sua ramazza e riprende a tener pulito il ‘suo’ Rione Vanvitelli.
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