Caserta Libera scende in campo a difesa della Scuola Superiore della Pubblica amministrazione

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Negli ultimi quindici anni Caserta ha pagato un prezzo altissimo nel riassetto “padanocentrico” di apparati della Repubblica strategici e di strutture militari, talora presentato come ineluttabile effetto di una spending review in nome della quale, mentre restano in piedi voci e voci inutili di spesa, nei bilanci dello Stato e degli Enti Locali, si chiudono Tribunali e altri presidi di legalità, in terra di camorra, e si cancella, con un tratto di penna, l’intero Corpo Forestale dello Stato, in un Paese che, unico al mondo, vede la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico inserita tra i principi fondamentali, immodificabili, della propria Carta Costituzionale.

La presenza delle Forze Armate a Caserta ha rappresentato, in passato – al di là di ogni altra valutazione, vedi la sicurezza – una risorsa culturale ed economica impareggiabile: la permanenza sul territorio ed il continuo turn over di Ufficiali, Sottufficiali, Allievi delle varie Scuole, provenienti dalle parti più disparate d’Italia, comportava uno scambio di tradizioni, le più varie, di esperienze, di stili di vita, oltre che una fonte, diretta ed indiretta, di guadagno per gli operatori commerciali, in particolar modo del settore ricettivo-alberghiero.

Di questa lunghissima stagione, di cui l’istituzione, nel 1924, della Scuola Specialisti dell’Aeronautica Militare, rappresenta certamente un momento cardine, consolidata grazie alla presenza della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” – dalla quale sono partiti diversi contingenti che si sono distinti nelle più recenti missioni internazionali di pace – del 21° Genio Guastatori – più volte protagonista nel soccorso di aree del Paese devastate da cataclismi naturali – per citare solo qualche esempio, senza far torto a nessuno, oggi resta ben poco, grazie all’incapacità di una certa “politica” di sapersi opporre efficacemente a chi, anteponendo a tutto i propri interessi di campanile, ha imposto trasferimenti e chiusure, perpetuando quel saccheggio del Meridione che sembra non avere fine dal 1861, in poi.

L’ultima bordata, in ordine cronologico, è rappresentata dapprima dal ridimensionamento e, poi, dalla proposta di definitivo smantellamento della Sede casertana della Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione, un altro vanto della Città Capoluogo che rischia di andare in fumo, figlio di quella stagione politica in cui, per contro, i Rappresentanti del nostro territorio dimostravano costantemente di essere in grado di competere alla pari con i propri Colleghi del resto d’Italia, difendendo le sacrosante esigenze di una terra che merita rispetto, per la sua storia e per le sue risorse.

Caserta non dimentica il prezioso contributo che la Scuola ha continuamente dato non solo nell’ambito della propria attività istituzionale, ma, soprattutto, di quella parallela, fatta di convegni, dibattiti aperti alla Città, che hanno rappresentato un ulteriore mezzo di crescita morale, culturale e sociale; non dimentica il sogno di essere stata, almeno per un giorno, alla ribalta nazionale non come “capoluogo della terra dei fuochi”, ma come capitale e non di una sola parte d’Italia, il Regno delle Due Sicilie, ma dell’Italia tutta, allorquando, proprio nella Sede nostrana della Scuola ebbe luogo un Consiglio dei Ministri straordinario.

Altri tempi, che oggidì appaiono assai lontani, in cui le filiere istituzionali, a prescindere dal colore politico, esistevano davvero e Caserta volava, tra G7, eventi culturali di rilevanza internazionale, il recupero del Reale Belvedere di San Leucio, strappato a decenni di abbandono, l’inserimento di ben tre dei propri beni monumentali più significativi nell’elenco UNESCO di quelli formanti il “Patrimonio dell’Umanità” (e per un soffio ci scappò il quarto).

Ritenendo di aver già pagato un prezzo troppo alto alle scelte della cattiva politica, l’intera Città deve mobilitarsi per difendere un’Istituzione di assoluto prestigio, che non solo non deve scomparire, ma che, per le proprie tradizioni ed i traguardi raggiunti, merita piuttosto di essere valorizzata e potenziata.

 

Per questi motivi, il Comitato Civico “Caserta Libera! – Associazione” ha promosso la costituzione di un tavolo di confronto tra i Dirigenti, i Funzionari ed il Personale tutto della Sede di Caserta della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, da una parte, e i Parlamentari del Collegio, dall’altra, che si terrà, in prima convocazione, questo pomeriggio alle ore 16:30, presso lo Studio del prof. arch. Luigi Cafiero, in via San Carlo, 44 – Caserta, una delle sedi di appoggio del Comitato Civico.

Oggetto del tavolo, moderato dalla dott.ssa Lia Peluso, Giornalista, sarà, per l’appunto, il mantenimento della Sede casertana della Scuola e lo status giuridico del Personale, alla luce delle modifiche introdotte dall’Atto di Governo 328: “Schema di Decreto Legislativo recante Disciplina della Dirigenza della Repubblica”.

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