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Clamorosa denuncia di undici operai, esclusi dal passaggio di cantiere dalle ditte che si sono avvicendati nel servizio di raccolta rifiuti a Capua. I lavoratori lamentano lo stato di abbandono in cui versano senza che nessun politico dell’attuale maggioranza dell’amministrazione cittadina si sia interessato al caso.
“Abbiamo presentato – si legge in una nota diramata alla stampa – ricorso ex art. 700 al Tribunale del Lavoro di Benevento che lo ha accolto, ordinando la nostra riassunzione in azienda e il pagamento delle retribuzioni”.
Il gruppo degli esclusi fa presente che l’azienda attualmente detentrice dell’appalto non ha presentato alcun controricorso alla decisione del tribunale e per di più alle sue dipendenza lavorano operai estranei, alcuni addirittura stranieri, seppure in regola.
“Tutti coloro che ci hanno ascoltato ci hanno dato ragione ma praticamente poi nessuno interviene seriamente continuano i reclamanti – forse perché siamo etichettati come sostenitori del politico precedente o forse perché realmente non sono in grado di risolvere un problema che all’apparenza sembra grave ma che in realtà è facilmente risolvibile, basterebbe rispettare le regole e le leggi. L’amarezza si estende anche nei confronti dei sindacati poiché riscontriamo il silenzio, gli stessi che si affannavano per chiederci di sottoscrivere le adesioni, per accaparrarsi quanti più iscritti possibili sul cantiere di Capua con la promessa di tutelarci, oggi non protestano nemmeno che l’azienda non ha pagato stipendio e tredicesima, nessun sindacato contesta l’impiego di personale estraneo, eppure nel passaggio di cantiere furono molto convincenti, quando dissero che avrebbero lottato per noi senza abbandonarci. Fra qualche mese le poche centinaia di euro che percepiamo dalla disoccupazione termineranno e ci ritroveremo senza nessuna fonte di reddito, a quel punto per farci ascoltare cosa ci toccherà fare? Se è vero che la legge è uguale per tutti perché l’azienda non ci riassume? Abbiamo vinto una causa, abbiamo il diritto di lavorare”.
Gli undici si affidano alla stampa per portare a conoscenza dell’opinione pubblica le loro problematiche nell’auspicio che qualcuno possa interessarsi al loro caso, qualcuno che ‘crede ancora nelle regole e nella legge’.
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