​S. Maria C.V. (Ce), UN REFERENDUM PER CHIEDERE LA DELOCALIZZAZIONE DELLO STIR (EX CDR)

Nella città di S. Maria C.V. si è costituito il comitato promotore per chiedere all’amministrazione comunale di indire un referendum sulla delocalizzazione dello STIR. 

[wp_ad_camp_3]

Lo strumento referendario, previsto dallo Statuto e dal Regolamento per la consultazione dei cittadini, è l’ennesimo tentativo di mantenere alta l’attenzione su un impianto che, negli anni, ha arrecato numerosi disagi alla popolazione. L’ultimo episodio, nel quale i miasmi hanno superato la “normale tollerabilità”, è avvenuto il 12 ottobre, quando per ore la cittadinanza è stata esposta ad un odore nauseabondo proveniente dall’area periferica della città. Gli episodi negli anni sono stati molteplici e le amministrazioni comunali poco hanno potuto per evitare i disagi alla popolazione. Per tale motivo i promotori del Referendum intendono obbligare gli attuali amministratori a compiere tutti gli atti in loro potere per chiedere alla Provincia e alla Regione di localizzare l’impianto in un’area più consona della Provincia di Caserta, lontana da centri abitati. La richiesta dei referendari è quindi mossa da un principio di solidarietà tra i territori che dovrebbero dividere il carico ambientale generato dalla gestione dei rifiuti a livello provinciale. Dopo quasi vent’anni dalla sua realizzazione-sostengono i promotori- doverosamente l’impianto STIR dovrebbe trovare una nuova sede.

A coordinare la proposta referendaria l’avvocato Raffaele Aveta, da anni impegnato sulle tematiche ambientali della provincia di Caserta, che ha sottolineato come “ricorriamo allo strumento del Referendum dopo aver denunciato più volte alla Procura della Repubblica e ai carabinieri quanto sta accadendo nel comune di S. Maria C.V., continuamente investito da odori nauseabondi che compromettono la salubrità ambientale del territorio cittadino. Abbiamo raccolto già più di 350 firme a sostegno dell’iniziativa e aperto un gruppo facebook che in pochi giorni ha superato i duemila iscritti. Molti dei firmatari temono che i miasmi dello STIR possano porsi in diretta correlazione con l’aumento delle malattie tumorali registratesi negli ultimi anni nella città di S. Maria C.V., con particolare riguardo proprio al tumore ai polmoni, come risulta dagli studi effettuati dall’Istituto Pascale di Napoli. Al di là della eventuale correlazione con patologie tumorali, per le quali è comunque opportuno aprire un’indagine, resta il fatto grave della molestia arrecata ai cittadini dall’inquinamento dell’aria che ha prodotto un impatto negativo, anche psichico, sull’esercizio delle normali attività quotidiane di lavoro e di relazione”. Come ha sottolineato Anna Fabozzi, membro del comitato promotore del Referendum e animatrice del Comitato “Fermiamo i roghi tossici”, “nel caso dello STIR la preoccupazione per la salute è evidente considerato che da anni la popolazione è esposta ad esalazione provenienti dall’impianto, che concorrono a compromettere ulteriormente il quadro ambientale della città di S. Maria C.V., già teatro anche di numerosi roghi di materiali nocivo”. Domani il comitato sarà in piazza Bovio dalle 10 alle 12 per informare la cittadinanza e raccogliere le 500 firme necessarie ad avviare l’iter referendario.