{"id":5185,"date":"2016-03-25T13:13:45","date_gmt":"2016-03-25T12:13:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casertatoday.net\/news\/?p=5185"},"modified":"2017-11-14T13:15:16","modified_gmt":"2017-11-14T12:15:16","slug":"terra-dei-fuochi-non-esiste-perche-la-gente-muore-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/primo-piano\/terra-dei-fuochi-non-esiste-perche-la-gente-muore-2\/","title":{"rendered":"Terra dei fuochi: se non esiste perch\u00e9 la gente muore?"},"content":{"rendered":"<p>[author title=&#8221;di Grazia Russo&#8221; image=&#8221;https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/12418092_10205343930580021_3425175832345534465_n.jpg&#8221;][\/author]<\/p>\n<p>Terra dei fuochi, tre parole che spesso sentiamo dire. Per alcuni esiste, per altri \u00e8 soltanto una trovata mediatica. Ma allora ci chiediamo perch\u00e9 la gente continua a morire? Un problema troppo spesso sottovalutato, ridimensionato e ricondotto alla cattiva alimentazione di noi della Campania Infelix.<\/p>\n<p>Geograficamente la Terra dei fuochi \u00e8 quell\u2019area compresa tra Napoli a sud, Caserta a nord, il mare a ovest, e Acerra a est. Precisamente comprende tutto il litorale domizio \u2013 flegreo e dell\u2019Agro aversano. La zona pi\u00f9 colpita quindi dal traffico di rifiuti, o meglio dai \u2018veleni tossici\u2019, si trova tra i comuni di Grazzanise, Cancello Arnone, Santa Maria La Fossa, Castel Volturno e nel perimetro napoletano di Giugliano, Qualiano, Villaricca, Nola, Acerra e Marigliano.<\/p>\n<p>Nessun&#8217;altra terra nel mondo occidentale ha ricevuto un carico maggiore di rifiuti, tossici e non tossici, sversati illegalmente. Un vero e proprio business economico, quindi il cui fatturato ha raggiunto in quattro anni 44 miliardi di euro, un mercato dove la camorra ha il predominio.<\/p>\n<p>Nelle campagne campane e nelle falde acquifere vengono scaricati tutti i tipi di rifiuti: rifiuti solidi urbani, immondizia tossica, amianto, fanghi tossici, pittura, coloranti, le scorie derivanti dalla metallurgia termica dell&#8217;alluminio, le pericolose polveri di abbattimento fumi, in particolare quelle prodotte dall&#8217;industria siderurgica, dalle centrali termoelettriche e dagli inceneritori.<\/p>\n<p>I dati sembrano inequivocabili: dal 1998 ad oggi i casi di morte per malattie oncologiche sono aumentate nel Napoletano fino al 47%; un dato in controtendenza rispetto ai decessi per neoplasie nel resto dell&#8217;Italia. Questi dati inediti furono elaborati dall&#8217;Istituto per la cura dei tumori Pascale di Napoli, pubblicati sul quotidiano Avvenire il 19 Luglio 2012. Secondo quanto si evidenzia, esisterebbe una stretta correlazione tra l&#8217;emergenza rifiuti degli ultimi anni, i fumi tossici dei roghi indiscriminati di immondizia e l&#8217;aumento delle malattie. L&#8217;indagine prendeva in considerazione la situazione della provincia di Napoli e il Casertano: anche qui morti in aumento, del 28,4% tra gli uomini e del 32,7% tra le donne.Per quanto riguarda, ad esempio, il tumore del colon retto, in provincia di Napoli nel triennio 1988\/1990 si riscontra negli uomini un tasso del 17,1 su 100mila abitanti, negli uomini, che nel periodo 2003\/2008 sale al 31,3, mentre nelle donne gli stessi tassi per gli stessi periodi sono 16,3 e poi 23. E a Caserta:\u00ab19,3 (sempre per 100mila) per i maschi dal 1988 al 1990 e 30,9 dal 2003 al 2008, con \u00ab6,4 e poi 23,8 nelle donne. Al contrario i tassi italiani, per lo stesso tipo di tumore e gli stessi periodi, sono stabili, passando dal 33 al 35 negli uomini e dal 30,5 al 29,3 nelle donne. L\u2019aumento del tasso di mortalit\u00e0 femminile per tumore del polmone \u00e8 il pi\u00f9 alto in Italia: l\u2019incremento \u00e8 stato superiore al 100% nella provincia di Napoli ed al 68% in quella di Caserta. Il tasso di mortalit\u00e0 per tumore alla mammella, che era 21,4 in provincia di Napoli nel 1988\/1990, \u00e8 aumentato fino a 31,3 nel 2003\/2008, mentre in Italia passava da 37,6 a 37,7. Negli uomini, il tasso di mortalit\u00e0 maschile per tumore al fegato registrato in provincia di Napoli nel 1988\/1990 era 22,1 e quello in provincia di Caserta 22,3, livelli cresciuti via via fino al 2003\/2008 rispettivamente a quota 38 e 26,4. Nello stesso periodo, al contrario, questo tasso su scala nazionale \u00e8 diminuito da 12,3 a 10,7 per 100mila.<\/p>\n<p>Il governo ci taglia i fondi per le bonifiche, dei personaggi famosi utilizzano o meglio sposano la causa ignorandone la gravit\u00e0. Ci ripetono che i nostri prodotti sono buoni, ma allora perch\u00e9 la gente muore? Perch\u00e9 ogni giorno sentiamo parlare di qualcuno decesso a causa del brutto male?<br \/>\nNon \u00e8 forse ora davvero di aprire gli occhi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[author title=&#8221;di Grazia Russo&#8221; image=&#8221;https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/12418092_10205343930580021_3425175832345534465_n.jpg&#8221;][\/author] Terra dei fuochi, tre parole che spesso sentiamo dire. Per alcuni esiste, per altri \u00e8 soltanto una trovata mediatica. Ma allora ci chiediamo perch\u00e9 la gente continua a morire? Un problema troppo spesso sottovalutato, ridimensionato e ricondotto alla cattiva alimentazione di noi della Campania Infelix. 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