{"id":4181,"date":"2016-03-14T15:27:38","date_gmt":"2016-03-14T14:27:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casertatoday.net\/news\/?p=4181"},"modified":"2016-03-14T15:27:38","modified_gmt":"2016-03-14T14:27:38","slug":"dove-avete-messo-il-morto-successo-per-ernesto-cunto-al-teatro-izzo-di-caserta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/attualita\/dove-avete-messo-il-morto-successo-per-ernesto-cunto-al-teatro-izzo-di-caserta\/","title":{"rendered":"Dove avete messo il morto? Successo per Ernesto Cunto al Teatro Izzo di Caserta"},"content":{"rendered":"<p>CASERTA \u2013\u00a0Un vicolo napoletano. Una famiglia povera, davvero povera, veramente povera. Un capofamiglia eccentrico \u2013 nella persona e nel mestiere \u2013 ed una soluzione per risollevare le sorti della casa\u2026 e dello stomaco: farsi aiutare dai ricchi. Questo \u00e8 il pretesto che d\u00e0 il via a <strong>Dove avete messo il morto?<\/strong>, giallo napoletano di <strong>Ernesto Cunto <\/strong>in scena anche sabato e domenica prossimi al Teatro Izzo di Caserta.<\/p>\n<p><em>Don Ferdinando<\/em> \u00e8 il capo di un variopinto arsenale familiare: moglie (in seconde nozze), sorella e figlia. Una famiglia napoletana dei quartieri, che si arrangia e cerca di arrivare a fine giornata. E lo fa in un modo molto particolare. Perch\u00e9 don Ferdinando fa un mestiere molto particolare: si intrufola alle cerimonie (che siano matrimoni, battesimi, comunioni\u2026 non importa), rubacchia qualcosa e, poi, con l\u2019aiuto di un giovane complice, lo rivende. Questo fin quando, grazie ad una geniale intuizione, non si fa largo nei circoli della nobilt\u00e0 napoletana, convincendo degli aristocratici amici a supportare economicamente una povera famiglia. Ovviamente, la sua.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 racchiuso in tre anni di sana ironia capaci di trascinare il pubblico attraverso un percorso di incalzante comicit\u00e0. Ernesto Cunto brilla per la sua scrittura e la sua interpretazione, la sua forza di trascinamento e l\u2019imponenza del suo personaggio. La commedia ha un gusto antico, sanamente scarpettiano, incentrato sulla forza delle battute \u2013 mai volgari \u2013 che si susseguono incessantemente in un continuo turbine di comicit\u00e0 tanto forte da non far affatto pesare le quasi due ore e mezza di spettacolo.<\/p>\n<p>Piacevole, piacevolissima, assistere a <em>Dove avete messo il morto?<\/em> \u00e8 quasi un tuffo indietro nel tempo, nelle compagnie dal capocomico dal forte carisma e dalla grande personalit\u00e0 che non manca di seguire in scena anche la sola intuizione \u2013 con gran supporto degli altri attori, attentissimi e pronti alla battuta \u2013 sempre e solo per dal gioia al pubblico.<\/p>\n<p>Lo spettacolo scorre senza mai calare di ritmo o scendere di tono, sfruttando continui i pretesti che, accompagnando lo svolgersi della storia, si prestano a continue gag e battute. Ciononostante, la forza comica non rompe mail il filo del discorso, lasciando svolgere linearmente la trama, nei tre atti, secondo canoni assolutamente tradizionali (quasi da commedia antica).<\/p>\n<p>Stona un po\u2019, nel complesso, la repentinit\u00e0 della soluzione finale ed il suo affidamento ad avvenimenti che accadono lontano dalla scena (ci sarebbe, in effetti, abbastanza materiale anche per un quarto e, forse, un quinto atto) e che lasciano disorientato lo spettatore davanti ad un salto temporale privo di punti di riferimento.<\/p>\n<p>La compagnia \u2013 Carmen Di Mauro, Fausto Bellone, Stefania Prisco, Clementina Gesumaria, Gennaro Caiazza, Daniele Maraniello, Teresa Perretta, Rossella Di Lucca e Gianni Gabriele \u2013 brilla per l\u2019ottima interpretazione ed una invidiabile capacit\u00e0 mimica e, soprattutto, di gestione degli spazi giungendo a concertare, grazie all\u2019ottima regia, scene di grande complessit\u00e0 con una naturalezza di raro esempio.<\/p>\n<p><em>Dove avete messo il morto?<\/em> \u00e8 uno spettacolo piacevole, bello da vedere \u2013 curatissime le scenografie ed i costumi \u2013 e che si lascia gustare fino in fondo senza alcuna tregua per la risata. Un\u2019occasione per andare \u2013 e tornare \u2013 a teatro per apprezzare il bello ed il buono della grande penna e grande interpretazione di Ernesto Cunto e della sua compagnia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CASERTA \u2013\u00a0Un vicolo napoletano. Una famiglia povera, davvero povera, veramente povera. Un capofamiglia eccentrico \u2013 nella persona e nel mestiere \u2013 ed una soluzione per risollevare le sorti della casa\u2026 e dello stomaco: farsi aiutare dai ricchi. 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