{"id":39352,"date":"2020-01-21T20:54:12","date_gmt":"2020-01-21T19:54:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casertatoday.net\/news\/?p=39352"},"modified":"2020-01-21T20:54:17","modified_gmt":"2020-01-21T19:54:17","slug":"siti-unesco-regione-campania-in-testa-a-classifica-mondiale-per-numero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/cultura\/siti-unesco-regione-campania-in-testa-a-classifica-mondiale-per-numero\/","title":{"rendered":"Siti Unesco, regione Campania in testa a classifica mondiale per numero"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Eramo: \u201dAlta Irpinia ha ottenuto decimo riconoscimento, grande motivo di orgoglio\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>CASERTA.\u00a0<\/strong>L&#8217;<strong>Italia<\/strong>\u00a0\u00e8 al top nella classifica delle Nazioni mondiali con pi\u00f9 siti Unesco e la regione\u00a0<strong>Campania<\/strong>\u00a0detiene il record di riconoscimenti. L&#8217;11 dicembre scorso, il\u00a0<strong>Comitato del Patrimonio Mondiale dell&#8217;Unesco<\/strong>, riunitosi in\u00a0<strong>Colombia<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Bogot\u00e0<\/strong>, ha approvato all&#8217;unanimit\u00e0 l&#8217;iscrizione della pratica della transumanza dell&#8217;<strong>Alta Irpinia\u00a0<\/strong>nella lista dei\u00a0<strong><em>Patrimoni Culturali dell&#8217;Umanit\u00e0 dell&#8217;Unesco.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La transumanza diviene il 10\u00b0 riconoscimento culturale per importanza e porta cos\u00ec la Campania a detenere il record tra le regioni italiane dei siti e degli elementi iscritti nelle liste dei Patrimoni culturali materiali ed immateriali dell&#8217;<strong>Unesco<\/strong>. Si tratta di un&#8217;antica pratica pastorizia che consiste nella migrazione stagionale del bestiame lungo le rotte migratorie nel&nbsp;<strong>Mediterraneo<\/strong>&nbsp;e nelle&nbsp;<strong>Alpi<\/strong>. Tale tradizione affonda le sue radici nella preistoria e si sviluppa in Italia anche tramite le vie erbose dei &#8220;tratturi&#8221; che testimoniano, oggi come ieri, un rapporto equilibrato tra uomo e natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cIl primo riconoscimento&nbsp;<\/em><strong><em>Unesco della Campania<\/em><\/strong><em>&nbsp;\u00e8 avvenuto nel 1995 quando il centro storico di Napoli \u00e8 stato ritenuto il&nbsp;&nbsp;pi\u00f9 grande&nbsp;&nbsp;d&#8217;Europa, con 17kmq, ovvero il 14,5% dell&#8217;intera superficie urbana<\/em>&nbsp;&#8211; spiega il&nbsp;<strong>docente<\/strong>&nbsp;di scienze umane&nbsp;<strong>e filosofo, Marco Eramo -.&nbsp;<\/strong><em>\u2018Spaccanapoli\u2019 divide nettamente la citt\u00e0 in due parti ed il centro storico di Napoli sorgeva da piazza S. Domenico Maggiore e proseguiva fino a via Duomo. In epoca romana, il tratto di collegamento si \u2018allung\u00f2\u2019 ed ha iniziato cosi ad inglobare anche piazza del&nbsp;<\/em><strong><em>Ges\u00f9 nuovo<\/em><\/strong><em>. Obelischi, chiese, chiostri, decumani sono l&#8217;espressione pi\u00f9 affascinante della Napoli antica-rinascimentale racchiusa in 27 secoli di storia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S<em>ull&#8217;antico Isolotto di Megaride, invece, sorge imponente il Castel dell&#8217;Ovo, un&#8217;altro sito di interesse storico<\/em>&nbsp;&#8211; racconta -.&nbsp;<em>Una delle pi\u00f9 fantasiose leggende napoletane farebbe risalire il suo nome all&#8217;uovo che Virgilio avrebbe nascosto all&#8217;interno di una gabbia nei sotterranei del Castello. Da quel momento il destino del Castello \u00e8 stato legato a questa storia. Da Neapolis la storia ci porta, sulle orme dei greci, ad apprezzare e ad ammirare Paestum, con il suo grande parco archeologico che richiama turisti da tutto il mondo. Al suo interno&nbsp;&nbsp;\u00e8 custodito uno dei templi pi\u00f9 conservati di tutta la Magna Grecia, ovvero il tempio di Nettuno che con le sue imponenti colonne sembra sfidare il tempo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dai greci ai romani \u00e8, poi, il&nbsp;<\/em><strong><em>Vesuvio<\/em><\/strong><em>&nbsp;a prendere la scena quando, nel 79 d.C., in una delle sue possenti eruzioni, cristallizz\u00f2 per sempre la vita quotidiana degli antichi romani.&nbsp;&nbsp;La grande citt\u00e0 commerciale di&nbsp;<\/em><strong><em>Pompei<\/em><\/strong><em>, le domus ed il foro, uno degli anfiteatri pi\u00f9 antichi al mondo che riusciva a contenere fino a 20.000 persone, sono i punti di maggior interesse turistico degli attuali scavi. I resti della citt\u00e0 di&nbsp;<\/em><strong><em>Ercolano<\/em><\/strong><em>, che secondo la leggenda, fu fondata da&nbsp;<\/em><strong><em>Ercole<\/em><\/strong><em>, gli affreschi di&nbsp;<\/em><strong><em>Torre Annunziata<\/em><\/strong><em>, e la villa di&nbsp;<\/em><strong><em>Poppea<\/em><\/strong><em>, seconda moglie di Nerone, costituiscono i resti materiali immortali dell&#8217;antica civilt\u00e0 romana. Greci, etruschi, romani: uomini e civilt\u00e0 che hanno reso grande la Campania prima dei Longobardi. E fu proprio un longobardo,&nbsp;&nbsp;il duca&nbsp;<\/em><strong><em>Arechi II,<\/em><\/strong><em>&nbsp;a fondare nel 760 la&nbsp;<\/em><strong><em>Chiesa di S. Sofia&nbsp;<\/em><\/strong><em>a&nbsp;<\/em><strong><em>Benevento<\/em><\/strong><em>, ritenuta anch&#8217;essa patrimonio mondiale dell&#8217;umanit\u00e0. L&#8217;estrema propagine meridionale del popolo venuto dal nord&nbsp;&nbsp;che,&nbsp;&nbsp;in ottemperanza a quanto stabilito con il ducato di&nbsp;<\/em><strong><em>Spoleto<\/em><\/strong><em>, istitu\u00ec quella che poi fu chiamata la \u2018langobardia minor\u2019. Ovunque ci voltiamo<\/em>&nbsp;&#8211; afferma con orgoglio&nbsp;<strong>Eramo<\/strong>&nbsp;&#8211;<em>, in Campania troviamo tracce di sanniti, greci, romani, longobardi e normanni che, nel loro passaggio, hanno lasciato all\u2019umanit\u00e0 dei capolavori artistici che sfidano i tempi\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Campania che \u00e8 stata volto del&nbsp;<strong>Regno di Napoli<\/strong>, che poi divenne&nbsp;<strong>Regno delle due Sicilie<\/strong>: \u201c<em>I loro governanti reso al mondo opere che potrebbero essere incluse tra le 7 meraviglie del mondo. Che dire a tal proposito sul ponte della&nbsp;<\/em><strong><em>Valle di Maddaloni<\/em><\/strong><em>? E&#8217; un&#8217;opera di ingegneria idraulica spettacolare realizzata per alimentare i giardini della&nbsp;<\/em><strong><em>Reggia Borbonica di Caserta<\/em><\/strong><em>, considerata come la Versailles d&#8217;Italia. Un\u2019opera&nbsp;&nbsp;capolavoro di&nbsp;<\/em><strong><em>Luigi Vanvitelli,<\/em><\/strong><em>&nbsp;voluta da&nbsp;<\/em><strong><em>Carlo di Borbone,<\/em><\/strong><em>&nbsp;che \u00e8 la pi\u00f9 grande residenza reale al mondo per volume: 1200 stanze, 1742 finestre ed ha un&#8217;area verde con giardini e fontane che comprendono 123 ettari di terreno. Ma la Campania \u00e8 molto altro ancora: \u00e8 una realt\u00e0 industriale fondata sui principi di eguaglianza sociale ed economica. Fu questo il grande sogno di Ferdinando IV ed \u00e8 ci\u00f2 che notiamo nel real sito di&nbsp;<\/em><strong><em>San Leucio<\/em><\/strong><em>, meglio conosciuto come il borgo della seta. Regnanti, illuminati, mecenati, signori ed amanti dell&#8217;arte hanno reso la&nbsp;<\/em><strong><em>Campania<\/em><\/strong><em>&nbsp;un museo a cielo aperto.Impossibile non menzionare&nbsp;<\/em><strong><em>Tommaso II Sanseverino<\/em><\/strong><em>, comunemente noto per essere stato il fondatore della certosa di San Lorenzo a Padula, la pi\u00f9 grande con i suoi 52.000mq&nbsp;&nbsp;ed un chiostro composto da 84 pilastri circondati dalle celle di clausura dei monaci. All\u2019interno dell\u2019edificio, uno scalone&nbsp;<\/em><strong><em>Vanvitelliano<\/em><\/strong><em>&nbsp;e risulta a tutt&#8217;oggi uno dei siti pi\u00f9 visitati d&#8217;Italia. Sono fiero di essere italiano &#8211;<\/em>&nbsp;conclude&nbsp;<em>-, ma ancor pi\u00f9 orgoglioso di essere nato campano\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Eramo: \u201dAlta Irpinia ha ottenuto decimo riconoscimento, grande motivo di orgoglio\u201d CASERTA.\u00a0L&#8217;Italia\u00a0\u00e8 al top nella classifica delle Nazioni mondiali con pi\u00f9 siti Unesco e la regione\u00a0Campania\u00a0detiene il record di riconoscimenti. 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