{"id":33491,"date":"2017-12-04T07:48:50","date_gmt":"2017-12-04T06:48:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casertatoday.net\/news\/?p=33491"},"modified":"2017-12-04T12:56:41","modified_gmt":"2017-12-04T11:56:41","slug":"la-denuncia-del-sindacato-azzurro-filp-casinelli-e-celestino-controversi-rapporti-nella-gestione-di-rifiuti-a-salerno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/primo-piano\/la-denuncia-del-sindacato-azzurro-filp-casinelli-e-celestino-controversi-rapporti-nella-gestione-di-rifiuti-a-salerno\/","title":{"rendered":"LA DENUNCIA DEL SINDACATO AZZURRO FILP, CASINELLI E CELESTINO: &#8220;CONTROVERSI RAPPORTI NELLA GESTIONE DI RIFIUTI A SALERNO&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 16px;\">SALERNO. Il Sindacato Azzurro \u2013 FILP chiede un incontro urgente alla Societa\u2019 Eco Ambiente spa, al Consorzio Sa\/4 , AL Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e all\u2019Assessore all\u2019Ambiente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola, al Presidente della Provincia di Salerno , ai sensi della legge regionale n.5 del 2014 e della legge regionale n.14 del 2016.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">A firmare la richiesta per il Sindacato Azzurro Ettore Casinelli e Walter Celestino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">EcoAmbiente Salerno SpA \u00e8 la societ\u00e0 a socio unico \u2013 soggetta all\u2019attivit\u00e0 di direzione, di coordinamento e di controllo della Provincia di Salerno \u2013 che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti urbani nella provincia di Salerno.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 16px;\">La Societ\u00e0 provinciale \u00e8 stata costituita in data 30 Dicembre 2009 dalla Provincia di Salerno, con atto del Notaio Dott. Roberto Orlando, registrato in Sala Consilina il 30 Dicembre 2009, in attuazione della Legge n\u00b0 26 del 26 Febbraio 2010, di conversione del D.Lgs 195 del 30 Dicembre 2009.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">La mission della Direzione Aziendale consiste in:<\/span><\/p>\n<p>&#8211; gestire in modo efficiente, efficace ed economico il ciclo dei rifiuti urbani nella provincia pi\u00f9 estesa d\u2019Italia, nel rispetto delle disposizioni normative volte alla eliminazione della frammentazione gestionale, caratteristica degli ultimi 20 anni di gestione dei rifiuti nella Regione Campania;<\/p>\n<p>&#8211; ottemperare alle esigenze di informazione e comunicazione ai cittadini, sia per quanto concerne la materia ambientale in generale sia in ordine alla mera gestione dei servizi;<\/p>\n<p>&#8211; realizzare la sinergia con le 158 Amministrazioni Comunali della Provincia di Salerno al fine di garantire un servizio a tutela della salute pubblica, capillare ed omogeneo sull\u2019intero territorio di riferimento.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">Sta di fatto che per il Sindacato Azzurro sarebbe mancata la prevista sinergia tra la EcoAmbiente Salerno Spa e le amministrazioni comunali della provincia di Salerno oltre che , per gli inquirenti , sarebbero state accertate numerose irregolarit\u00e0 ed ipotesi di reato come peculato e turbativa d\u2019asta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">A dimostrazione di cio\u2019 Casinelli e Celestino ricordano le indagini su Macchia Soprana, Parapoti e Stir di Battipaglia e la maxi inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Salerno sull\u2019affare rifiuti. In particolare la gestione e il trattamento del percolato prodotto dagli impianti di Macchia Soprana e di Parapoti e per la movimentazione e il trasporto dei rifiuti speciali prodotti dallo stir di Battipaglia alla discarica di Campagna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">\u201cUna indagine \u2013 dichiarano i Rappresentanti del Sindacato Azzurro \u2013 che mette nel mirino parte importante del ciclo dei rifiuti della provincia di Salerno.<\/span><\/p>\n<p>Un business da milioni di euro. Ventuno gli indagati, raggiunti nei giorni scorsi da avvisi di garanzia. Le ipotesi di reato formulate dal sostituto procuratore Silvio Marco Guerriello, sono di turbativa d\u2019asta e peculato. Tra loro anche nomi noti dell\u2019imprenditoria campana e con un intreccio di interessi e presunte e ripetute irregolarit\u00e0 che ha acceso l\u2019attenzione degli inquirenti.<\/p>\n<p><b>Ecco tutti gli indagati<\/b><\/p>\n<p>Nel fascicolo della dda sono finiti i vertici di Ecoambiente Salerno (partecipata della Provincia): Cosimo Montefusco (responsabile unico del procedimento), Gianluca De Santis (direttore generale), Domenico Ruggiero (presidente della commissione gara e direttore tecnico), Attilio De Nigris (membro della commissione di gara), Maurizio Buccella (direttore dei lavori). Insieme a loro anche Aroldo e Berto De Luca, legali rappresentanti e amministratori della Gel spa, azienda che come vedremo ha un ruolo chiave nell\u2019inchiesta.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">De Rosa e De Vizia, nel mirino anche il trasporto rifiuti speciali<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">Nel mirino degli inquirenti anche due aziende importanti nel panorama imprenditoriale campano e non solo. La De Vizia Transfer (nel registro degli indagati sono finiti (Vincenzo De Vizia, socio e presidente del cda dell\u2019azienda, e il socio Marisa Lombardi), e la Smet Logistic, del battipagliese Luigi De Rosa (presidente), azienda che si muove nell\u2019universo Fiat ed \u00e8 leader nella logistica integrata e nel trasporto intermodale. Proprio De Rosa nei giorni scorsi ha ricevuto dal presidente Mattarella la nomina di cavaliere del lavoro, nomina che forse l\u2019indagine in corso avrebbe consigliato almeno di rinviare (fino evidentemente all\u2019eventuale accertamento dei fatti contestati). L\u2019avviso di garanzia potrebbe aver suscitato anche qualche imbarazzo nel rigido ambiente della casa automobilistica torinese.<\/span><\/p>\n<p>Tra gli altri indagati, Mario Capo, Giuseppe D\u2019Acunzi, Marco Senatore, Vincenzo Manzo, Sara Fariello, Roberto Bellizia, Giovanni D\u2019Antonio, Vincenzo Albini, Marco Lauretti, Walter Elizzi e Vincenzo De Prisco.<\/p>\n<p><b>Quell\u2019appalto molto sospetto<\/b><\/p>\n<p>Il cuore dell\u2019inchiesta parte dall\u2019appalto per la realizzazione di un impianto per il trattamento del percolato prodotto dalla discarica di Macchia Soprana, a Serre. Gli inquirenti avrebbero accertato una serie di rilevanti irregolarit\u00e0.<\/p>\n<p>Per la dda la Gel spa (azienda che ha poi vinto il bando), sarebbe stata ammessa alla gara nonostante la sua offerta tecnica risultasse anomala, perch\u00e9 prevedeva la realizzazione di un impianto sovradimensionato rispetto al capitolato. Ma non solo. Per gli investigatori, il contratto sarebbe stato snaturato. Infatti, rispetto alle previsioni sulle potenziali quantit\u00e0 di materiale trattato ogni giorno (120 metri cubi), e nell\u2019arco dei cinque anni previsti (180mila metri cubi), \u00e8 stato autorizzato un incremento del venti per cento. Che oltre a portare il totale complessivo a 216mila metri cubi, ha comportato \u2013 sostengono gli inquirenti \u2013 \u00abun aumento dei costi per Ecoambiente Salerno del tutto immotivato\u00bb. Di fatti il percolato raccolto non ha mai raggiunto quelle quantit\u00e0 teoriche. Allora, perch\u00e9 aumentare quel 20 per cento? Per i magistrati in questo modo si \u00e8 illecitamente creato un ulteriore vantaggio economico per la Gel.<\/p>\n<p><b>Da un appalto all\u2019altro, senza nessuna gara<\/b><\/p>\n<p>E non \u00e8 finita. Accade anche altro. Nel 2013 la Provincia di Salerno incarica Ecoambiente di gestire anche la discarica di Parapoti nel comune di Montecorvino Pugliano. La cosa pi\u00f9 logica sarebbe stata quella di indire un bando per l\u2019affidamento dell\u2019appalto. Ma va diversamente. Il contratto stipulato con la Gel per Macchia Soprana viene illecitamente (secondo la dda), esteso a Parapoti. Eppure le nuove opere riguardano la realizzazione di un impianto totalmente diverso da quello previsto nell\u2019iniziale bando di gara. Senza contare \u2013 aggiungono gli inquirenti \u2013 che le procedure stabilite per Macchia Soprana sono state decise molto prima che Ecoambiente avesse la gestione della discarica di Parapoti.<\/p>\n<p>E quindi, sintetizzano in procura: pattuizione illecita in quanto estensione illegittima di un altro appalto.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\"><b>Ci sarebbero anche altre presunte irregolarit\u00e0.<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">Nel bando di gara si legge che la Gel si sarebbe fatta carico dei costi di realizzazione, gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria. E invece<\/span><\/p>\n<p>Ecoambiente Salerno ha pagato ingenti somme alla Gel per opere di manutenzione. Senza alcuna motivazione che giustificasse quella deroga agli accordi contrattuali. E alla fine, anche per questo motivo, Ecoambiente Salerno rispetto ai cinque milioni pattuiti ha versato alla Gel almeno sette milioni pi\u00f9 Iva. Oltretutto, la Gel \u00e8 stata pagata per il trattamento di 214mila metri cubi di percolato, e invece ne ha estratti solo 109mila. In questo caso gli inquirenti ipotizzano una frode in pubbliche forniture.<\/p>\n<p>Quelle aziende estromesse senza motivo<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">C\u2019\u00e8 poi la presunta turbativa d\u2019asta. Si sarebbe concretizzata cos\u00ec. Ecoambiente Salerno pur ricevendo una offerta tecnica inadeguata e sovradimensionata (quella della Gel), ha di fatto allontanato le offerte di altre aziende. Come? Non consentendo ad altre ditte di ottenere la proroga per effettuare gli adempimenti preliminari alla presentazione delle domande. E neppure riaprendo i termini per partecipare alla gara.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">Riassumendo: dubbi sulla gara per Macchia Soprana, affidamento illecito per Parapoti e pagamento di somme non dovute alla Gel.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">Il grande business del trasporto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">C\u2019\u00e8 poi un altro aspetto. La gara per il trasporto e la movimentazione dei rifiuti speciali dallo Stir di Battipaglia alla discarica di Campagna. In questo caso sotto inchiesta sono finite anche la De Vizia Transfer e la Smet Logistics. Due holding di rilievo nazionale. Anche in questo caso Ecoambiente Salerno avrebbe assegnato la gara alle due imprese (De Vizia come mandataria e Smet Logistics come mandante), sebbene l\u2019offerta economica presentata dalla concorrente (Consorzio Cite), fosse pi\u00f9 vantaggiosa. Per gli inquirenti il prezzo pagato era decisamente sproporzionato rispetto al mercato, anche perch\u00e9 sette anni dopo, la stessa Ecoambiente ha stipulato un contratto dello stesso tipo con Ad Logistica per un costo notevolmente inferiore e per un trasporto pi\u00f9 lungo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">Quel prezzo decisamente pi\u00f9 alto era stato \u2013 secondo gli inquirenti \u2013 fittiziamente giustificato perch\u00e9 avrebbe dovuto inglobare anche le spese per il miglioramento della logistica all\u2019interno dello Stir. Ma quei lavori o non sono stati effettuati o sono stati realizzati solo in parte (e nessuno ha denunciato questa mancanza).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">Ma non \u00e8 tutto. Per la dda Ecoambiente avrebbe anche \u00abcon collusione e altri mezzi fraudolenti\u00bb concesso delle indebite e ripetute proroghe senza procedere a una nuova gara.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">Nella maxi inchiesta rientrano anche le discutibili \u2013 per la procura \u2013 procedure per l\u2019affidamento dell\u2019incarico per i servizi di brokeraggio assicurativo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">Una inchiesta complessa che mette in luce aspetti a dir poco oscuri della gestione di appalti e impianti. Una inchiesta che \u00e8 solo agli inizi, ma che getta ombre sul business dei rifiuti in provincia di Salerno. A partire proprio dalla partecipata della Provincia, Ecoambiente.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">Consorzio sa\/4 non si attiene alle leggi :<\/span><\/p>\n<p>legge 26\/10 art.13, \u00e8 legge regionale n. 14 del 5 del 2014, legge regionale n. 14 del 2016, decreto legislativo 152\/2006, dlg 267\/00, \u00e8 dlgs che 36\/2003.<\/p>\n<p>L\u2019impianto del consorzio sa\/\u201d4, costruito con i fondi della comunit\u00e0 europea resta chiuso o \u00e8 aperto?<\/p>\n<p>Cessioni del quinto vengono pagate alle finanziarie O Trattenute solo in busta paga?<\/p>\n<p>I contributi previdenziali vengono versati all\u2019\u201d inps,?<\/p>\n<p>Il Parco automezzi che costo ha avuto ed ha?<\/p>\n<p>I contributi conai corepla raee, come vengono gestiti?<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\">La societ\u00e0 ecoambiente spa costituita con la legge 26\/10, che ruoli ha nei confronti impianto del consorzio sa\/4?<\/span><\/p>\n<p>La legge dice diceva che doveva gestire l\u2019impianto del. Consorzio sa \/4, e garantendo assunzioni anno 2001\/2008, i dipendenti del consorzio sa \/4 , dal 2001\/2009, sono stati retribuiti tramite banca d\u2019Italia per l\u2019emergenza.rifiuti in Campania, quindi i soldi tarsu tares tasi chiamiamola come vogliamo che fine hanno fatto e come sono stati gestiti, visto che i dipendenti non sono stati un costo per il consorzio sa\/4 ,la societ\u00e0 yele spa partecipata del consorzio deve essere messa in liquidazione sancito dalla legge 26\/10, Fermo restando legge regionale n. 5 \/2014 e legge regionale n. 14 del 2016.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\"><b>La yele spa :<\/b><\/span><\/p>\n<p>Costituita nel novembre del 1998, la Yele SpA comincia l\u2019attivit\u00e0 nel maggio del 1999; nasce come societ\u00e0 mista del CoRiSa4 (65%) e la AMI di Imola (35%), negli anni immediatamente successivi le quote di quest\u2019ultima passano, per incorporazione, alla HERA SpA, una holding bolognese leader nella gestione dei rifiuti. Durante questi primissimi anni di attivit\u00e0, la Yele era una sorta di gioiellino aziendale per la gestione dei rifiuti in un panorama campano quantomeno paradossale, nel quale si cominciavano a scorgere, in nuce, i drammi che, dopo pochi anni, si sarebbero abbattuti su tutto il territorio regionale. Gli scenari che mostravano Napoli invasa dall\u2019immondizia e l\u2019intervento dell\u2019esercito. Gestita con criteri aziendalisti, nel 2001, a poco pi\u00f9 due anni dalla costituzione, la Yele era l\u2019unica societ\u00e0 campana certificata che riusciva a capitalizzare utili. Il suo oggetto sociale era \u201cla gestione degli impianti per il trattamento e la collocazione temporanea e definitiva dei rifiuti e degli inerti, l\u2019esercizio dei servizi di raccolta, trasporto, recupero, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti solidi urbani pericolosi e non pericolosi, lo spazzamento stradale, la raccolta differenziata, il trasporto conte terzi, la manutenzione del verde pubblico, la bonifica dei siti contaminati, l\u2019accertamento e la riscossione della tariffa di smaltimento rifiuti\u201d, il capitale sociale era di 103.400,00 euro. La durata dell\u2019esercizio era fissata al 31.12.2014, una data che all\u2019epoca sembrava lontanissima, ma congrua con i compiti che la societ\u00e0 doveva svolgere nel territorio dei quarantanove comuni del Consorzio di Smaltimento dei Rifiuti Salerno 4. L\u2019obiettivo di questa societ\u00e0 pubblica era, infatti, quello di separare la gestione politico-amministrativa dalla gestione tecnica-operativa del ciclo dei rifiuti nel Cilento: da una parte l\u2019ente consortile dei comuni che dettava le linee di politica ambientale, dall\u2019altra una societ\u00e0 operativa di gestione.<\/p>\n<p><b>Il periodo aziendale e il periodo politico<\/b><\/p>\n<p>Tutto questo avviene per\u00f2 solo in un primo periodo: dal \u201999 al 2007, anno nel quale il CoRiSa 4, esercitando la prelazione, acquisisce l\u2019intero capitale azionario del 35% di HERA e cedendo parte delle quote (15,87%) a quattordici comuni dell\u2019ambito consortile. Da societ\u00e0 mista pubblico-privata, si passa cos\u00ec a societ\u00e0 pubblica tout court. Il nuovo assetto societario comporta una serie di conseguenze che, negli anni successivi, ne minano la gestione aziendale, in sostanza la funzione politico-amministrativa entra con prepotenza nel ruolo tecnico-operativo col conseguente lento decadimento delle funzioni operative della societ\u00e0. L\u2019ingresso della politica non fa altro che duplicare nella Yele logiche politiche consortili: cresce il personale, crescono cooperative miste all\u2019interno del Consorzio svuotando funzioni proprie della societ\u00e0, ma soprattutto crescono i costi. Vincenzo Chiera, ex amministratore delegato della societ\u00e0 per conto della HERA di Bologna, nella lettera con la quale rassegnava le dimissioni dalla Yele, nel settembre 2008, descrive una societ\u00e0 in piena crescita aziendale con grossi fatturati ed ampie possibilit\u00e0 di crescita. In questo periodo si nota per\u00f2 la crescita a dismisura del personale e dell\u2019outsourcing, cooperative che nascono all\u2019interno dell\u2019ente consortile facendo lievitare i costi dei servizi.<\/p>\n<p><b>Fondi POR e Fondi Commissariali<\/b><\/p>\n<p>V\u2019erano, in quel periodo, i fondi del POR, i finanziamenti del Commissario straordinario per l\u2019emergenza rifiuti: un mare di denaro scorreva attraverso progettualit\u00e0 parziali, limitate a frazioni minuscole di territorio. Il periodo delle vacche grasse ha coinciso con una svolta nella gestione dei rifiuti in Campania: i primi germi della crisi e la politica commissariale fanno crescere i costi per il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti. In regione non ci sono impianti di smaltimento, si deve portare tutto fuori territorio, con raddoppio e, in alcuni casi, triplicazione dei costi. E\u2019 in questi anni che la Yele comincia a diventare un peso poco sostenibile per le casse dei comuni: il costo del servizio \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 lievitato, l\u2019effetto della gestione politica della Yele incide con maggiore gravit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli infiniti passaggi dei fondi prima di arrivare agli operai<\/p>\n<p>Un sindacalista aveva stimato un iter burocratico di sei tappe dei fondi versati dai comuni prima che i soldi arrivassero nella casse della Yele per pagare gli operai. Si arriva cos\u00ec alla gestione diretta: la Yele agisce in proprio nella fatturazione dei servizi, ma la situazione cambia poco perch\u00e9 la quota consortile deve essere comunque versata. Si arriva cos\u00ec al paradosso che i comuni devono pagare il servizio alla Yele e la quota consortile al CoRiSA, il tutto in una lievitazione generale dei costi e l\u2019incapacit\u00e0 di attivare programmazioni di lungo periodo.<\/p>\n<p>L\u2019anno della svolta politica<\/p>\n<p>Sul piano pi\u00f9 strettamente politico, sono le Provinciali del 2008, con la candidatura dell\u2019allora presidente e di un funzionario della Yele, a dare il senso di un processo compiuto: la societ\u00e0 di gestione \u00e8 divenuta una delle tappe del cursus honorum per la politica locale. Due anni dopo, la normativa sulla liquidazione degli enti consortili con la previsione degli ATO complica una situazione gi\u00e0 caotica, una situazione nella quale la Yele, sulla base del proprio statuto, deve essere sciolta, ma non si sa come gestire i rifiuti, intanto si vuole prorogare l\u2019attivit\u00e0 di una societ\u00e0 pubblica le cui quote appartengono ad un ente in liquidazione.<\/p>\n<p>Doveroso ricordarlo :<\/p>\n<p>2317 lavoratori della regione campania non sono stati un costo n\u00e9 per i 18 consorzi che per tutti comuni della regione campania dal 1999\/al 31\/12\/2009 circa retribuiti tramite banca d\u2019Italia per l\u2019emergenza.rifiuti in Campania, quindi i soldi tarsu tares tasi chiamiamola come vogliamo che fine hanno fatto dal 1999\/2009?<\/p>\n<p>contributi: conai corepla raee, etc, i soldi imballaggi conai di Milano che fine hanno fatto?<\/p>\n<p>Impianti costruiti con i fondi della comunit\u00e0 europea che fine hanno fatto sono attivi, inattivi.<\/p>\n<p>(Gli impianti dei consorzi della provincia di Salerno?<\/p>\n<p>Igiene urbana? Sarim? Le n. 4 partecipate della provincia di Salerno?Consorzi n. 4 della provincia di Salerno?Iso ambiente? Nappi sud? Sele sele ambiente spa? Aser? Gesco? Societ\u00e0 ecoambiente spa legge 26 \/10,,) arechi multiservizi spa, Salerno Pulita, Gesema, discariche dlgs 36\/2003,dlgs 152\/2006, OPCM 2948 \/99,legge regionale n. 14 del 2016, legge 26 \/10, assunzioni anno 2001\/2008,legge regionale n.4 del 2007,legge regionale n.4 del 2008,legge n. 1\/13, legge regionale n. 5 del 2014, dlgs 22\/97, legge regionale n. 10\/93\u2033-<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SALERNO. 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