{"id":28991,"date":"2017-06-23T18:39:17","date_gmt":"2017-06-23T16:39:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casertatoday.net\/news\/?p=28991"},"modified":"2017-06-23T18:39:17","modified_gmt":"2017-06-23T16:39:17","slug":"cinquantanni-dopo-presentato-caserta-il-libro-di-michele-giorgio-e-chiara-cruciati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/attualita\/cinquantanni-dopo-presentato-caserta-il-libro-di-michele-giorgio-e-chiara-cruciati\/","title":{"rendered":"\u00abCinquant&#8217;anni dopo\u00bb, presentato a Caserta il libro di Michele Giorgio e Chiara Cruciati"},"content":{"rendered":"<p>CASERTA \u2013 Mercoled\u00ec scorso si \u00e8 svolta presso la Feltrinelli di Caserta la presentazione di un libro che \u00e8, a detta di uno dei due autori, realisticamente tragico. Questo commento, emerso alla fine della nostra intervista, \u00e8 di <strong>Michele Giorgio<\/strong>, casertano, corrispondente del quotidiano il Manifesto da Gerusalemme, nonch\u00e9 il coautore di <strong>Chiara Cruciati<\/strong>, 33 anni, perugina, laureata in Scienze Politiche. Chiara collabora con il foreign desk del Manifesto, caporedattrice dell&#8217;agenzia di informazione Nena News, ha vissuto e lavorato per alcuni anni in Palestina. Anche Michele ha vissuto in Medio Oriente, dove ancora vive e lavora da circa vent\u2019anni<\/p>\n<p>Il titolo del libro \u00e8 presto detto: <strong>Cinquant\u2019anni dopo, <\/strong>ed. Alegre.<\/p>\n<p>Con questo libro gli autori compiono un viaggio dal 1967 \u2013andando anche a ritroso per spiegare tutte le possibili lacune- fino ai giorni nostri, intrecciando giornalismo e ricerca storica, riportano alla luce le radici del conflitto israelo-palestinese esplorandone le manifestazioni attuali sul terreno.<\/p>\n<p><strong>Apriamo l\u2019intervista con una domanda non semplice, che si trova alla base della questione: che cosa sono Israele e Palestina?<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 una domanda che richiederebbe una risposta lunga. Improntiamo la questione pi\u00f9 su come Israele e Palestina vedono loro stessi. Israele per gli Israeliani \u00e8 lo stato del popolo ebraico, una terra in cui hanno trovato la loro dimensione e che devono difendere a tutti i costi.<\/p>\n<p>Per i Palestinesi \u00e8 quasi lo stesso; hanno vissuto nella loro terra, la Palestina, per migliaia di anni, da difendere a tutti i costi. Non accettano pertanto che la loro terra sia affidata ad altri.<\/p>\n<p>Insomma, sono due visioni contrastanti, due nazionalismi in opposizione.<\/p>\n<p>Oggi si vede poco di ci\u00f2 che si \u00e8 tentato in passato, e noi nel nostro libro pensiamo che Israele stia facendo delle politiche a causa del suo governo, che \u00e8 molto tendente a destra e a negare ai Palestinesi il diritto di avere uno Stato. Sempre nel libro cerchiamo di spiegare questo; la posizione israeliana \u00e8 un pericolo per la pace.<\/p>\n<p>I fattori internazionali influiscono in maniera determinante e a causa dell\u2019islamofobia tendono a privilegiare la causa di uno anzich\u00e9 il diritto dell\u2019altro. L\u2019attualit\u00e0 \u00e8 decisamente determinante.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 stato in passato un momento di dialogo.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, in passato. Ma adesso, dopo tanti conflitti, sono tornati ad essere su piani diversi.<\/p>\n<p><strong>Che cosa ha portato le due parti sulla via della violenza?<\/strong><\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che mentre prima, nella societ\u00e0 israeliana, l\u2019occupazione dei territori \u00e8 stata materia di dibattito dei pacifisti, ma oggi i pacifisti sono in minoranza. Impera il nazionalismo spietato.<\/p>\n<p>Il mondo \u00e8 cambiato; prima prevalevano ideologie laiche, oggi la religione, la quale orienta attraverso la Bibbia la politica verso quel nazionalismo. E chi partorisce queste idee non \u00e8 solo di destra, ma fa parte di tutto il panorama della politica cosiddetta normale.<\/p>\n<p><strong>E i giovani palestinesi ed israeliani la pensano cos\u00ec?<\/strong><\/p>\n<p>Purtroppo s\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Per questi conflitti che hanno segnato tanti anni in Terra Santa \u00e8 stato versato tanto sangue quanto inchiostro, ma siamo ancora lontani dal comprenderli fino in fondo, soprattutto chi \u00e8 al di sotto degli ottant\u2019anni. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 disinformazione in merito? Perch\u00e9 Israele \u00e8 \u201cquella che ha reso il deserto verde\u201d per molti?<\/strong><\/p>\n<p>Israele ha creato una suggestione fortissima intorno a s\u00e9; il popolo ebraico che torna nella terra promessa, il paese dei progenitori, gli arabi spariscono e si grida gi\u00e0 al miracolo. I \u201cdeserti verdi\u201d sono fioriti anche nella nostra coscienza collettiva, in pratica.<\/p>\n<p><strong>13 settembre 1993, la storica stretta di mano in presenza del Presidente statunitense Bill Clinton e tra il Primo ministro israeliano Yitzhak Rabin e del Presidente dell&#8217;OLP Yasser Arafat. Quella stretta oggi sembra essersi allentata e di molto. Ci pu\u00f2 dire com\u2019\u00e8 cambiato il clima in quelle zone in base a questo accordo siglato da Israele e OLP?<\/strong><\/p>\n<p>Ci fu un periodo in cui le due parti sembravano convergere armoniosamente in un unico punto, questo perch\u00e9 dalla parte palestinese c\u2019\u00e8 stato un riconoscimento dello Stato d\u2019Israele, non contraccambiato da un riconoscimento delle Stato palestinese che di fatto non ci fu mai, o almeno non fu mai portato a compimento.<\/p>\n<p>Ma venendo alla risposta precisa, quel giorno ci fu un riavvicinamento che port\u00f2 a tanti incontri tra i due popoli. Con il passar del tempo, per\u00f2, ci furono altri fattori che portarono ad un quadro funesto; costruzione delle colonie, mancata liberazione dei detenuti politici, e poi Rabin, colui che voleva fortemente l\u2019accordo, assassinato. Il successore di Rabin non rispett\u00f2 gli accordi e permise che gli israeliani fondassero delle colonie al di fuori del loro territorio, questo favor\u00ec l\u2019inizio di un nuovo stato di tensione. Una discesa verso l\u2019inferno. Nel 2000 scoppi\u00f2 la seconda Intifada, altro sangue. Ancora oggi la situazione continua a non lasciare dubbi; non c\u2019\u00e8 speranza di miglioramento al momento.<\/p>\n<p><strong>Qui mi ricollego alla domanda finale. Certamente \u00e8 passato tanto tempo, circa cinquant\u2019anni (ma possiamo dire anche settanta e oltre), e i rapporti di buon vicinato sembrano non essere stati attuati che per poco tempo, come abbiamo poc\u2019anzi detto. Si finisce, inoltre, col dimenticare molte cose e a pensare solo attraverso il proprio punto di vista. Sono possibili delle soluzioni, anche a lungo termine?<\/strong><\/p>\n<p>Due stati non possono nascere perch\u00e9 uno stato palestinese omogeneo non potr\u00e0 pi\u00f9 nascere. Esso si trova ormai su brandelli di terra. Il pericolo \u00e8 lo status quo, cio\u00e8 l\u2019apartheid, il negare il diritti ad uno e concederli all\u2019altro. Una soluzione, a mio avviso, \u00e8 lo stato unico, democratico, dove i diritti superano il nazionalismo ebraico e palestinese. Un\u2019utopia.<\/p>\n<p>Data questa visione \u2013realistica, ci tiene a precisare Michele Giorgio, non pessimistica- cos\u00ec il nostro dialogo si \u00e8 concluso con un\u2019altra stretta di mano, che, ahinoi, non far\u00e0 mai storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CASERTA \u2013 Mercoled\u00ec scorso si \u00e8 svolta presso la Feltrinelli di Caserta la presentazione di un libro che \u00e8, a detta di uno dei due autori, realisticamente tragico. 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