{"id":16100,"date":"2016-07-09T18:15:02","date_gmt":"2016-07-09T16:15:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casertatoday.net\/news\/?p=16100"},"modified":"2016-07-10T16:53:26","modified_gmt":"2016-07-10T14:53:26","slug":"il-nabucco-firmato-oren-trespidi-sorprende-la-reggia-di-caserta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/attualita\/il-nabucco-firmato-oren-trespidi-sorprende-la-reggia-di-caserta\/","title":{"rendered":"Il Nabucco firmato Oren-Trespidi sorprende la Reggia di Caserta"},"content":{"rendered":"<p>CASERTA \u2013\u00a0<strong>Nabucco<\/strong>. A citare la sola parola non pu\u00f2 non venire in mente il <em>Va pensiero<\/em>. \u00c8 un riflesso automatico che, credo, si riversi in chiunque. Personalmente, lego il riflesso alla scena di un film, <em>Sissi \u2013 Destino di una imperatrice<\/em> (per la regia di Ernst Marischka) in cui una splendida Romy Schneider appena giunta nel palco reale del Teatro alla Scala di Milano viene accolta dagli irredentisti italiani con questo brano e, non rispondendo alla provocazione, applaude apprezzando l\u2019esecuzione.<\/p>\n<p>Stavolta non siamo in un film. Non siamo a Milano, non siamo alla Scala, ma a <strong>Caserta<\/strong>, nel primo cortile della <strong>Reggia<\/strong>. Non c\u2019\u00e8 Romy Schneider, ma c\u2019\u00e8 <strong>Leo Nucci<\/strong>, manca Marischka ma c\u2019\u00e8 <strong>Daniel Oren<\/strong> \u2013 a dirigere l\u2019<strong>Orchestra ed il Coro del Teatro San Carlo di Napoli <\/strong>insieme al <strong>Coro del Teatro Verdi di Salerno<\/strong> \u2013 e in regia il genius moderno di <strong>Stefano Trespidi<\/strong>. Ad un primo sguardo, direi che siamo messi molto meglio del citato film del 1958 (in parte girato anche alla Reggia di Caserta) in una serata, quella di ieri, che segna il secondo appuntamento di <strong>Un\u2019Estate da Re<\/strong>, iniziativa promossa dalla <strong>Regione Campania<\/strong>.<\/p>\n<p>Come accaduto luned\u00ec \u2013 recensione <a href=\"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/attualita\/spettacolo\/musica\/la-ix-di-beethoven-diretta-da-antonio-pappano-apre-unestate-da-re-alla-reggia-di-caserta\/\" target=\"_blank\">qui<\/a> \u2013 ancora una volta sold out. Ancora una volta 2.800 posti tutti venduti in pochissimo tempo ma, ancora una volta, riesco ad abbandonare l\u2019area stampa per una terza fila zona centrale. Mentre mi interrogo sul concetto obiettivo di <em>sold out<\/em>, noto di essere oggettivamente meglio posizionato del concerto di qualche giorno fa ma, girandomi intorno, non posso non notare che i posti vacanti sono davvero pochi, praticamente nessuno sui gradoni. Solo in platea si rischia di trovarne (i soliti inviti andati a vuoto?).<\/p>\n<p>Tante personalit\u00e0, tanta gente comune, tanti giunti da Napoli, tanta politica e tante istituzioni. Il presidente De Luca presente (pur arrivando in ritardo) sceglie di non salutare tutti e non salire sul palco. Decisione apprezzabile. C\u2019\u00e8 poco tempo per le chiacchiere, l\u2019orchestra c\u2019\u00e8 e il maestro Oren si accosta. Siamo pronti, il Nabucco \u00e8 in scena.<\/p>\n<p>Oren strabilia dai primi istanti. \u00c8 irrequieto, emozionato, permeato dalla musica come solo un grande pu\u00f2 esserlo. L\u2019orchestra lo segue (anzi, lo insegue), dapprima a fatica e, poi, riesce trascinata dalla forza di un uomo che salta, si emoziona, sbraccia e dirige con un frenetica passione come non ne ho mai viste prima. \u00c8 un atleta ed attore nato (talvolta c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spettacolo che direzione d\u2019orchestra), capace di muovere e smuovere orchestra e cantanti con uno sguardo, la punta di un dito, un movimento della mano. La bacchetta non ha pace, strumento percosso ed invaso di una arzigogolata dialettica gestuale che, dopo aver sorpreso anche gli spettatori nei primi minuti, \u00e8 gi\u00e0 legge e sar\u00e0 pronta a dare voce a tutto il dramma. Siamo solo all\u2019<em>Overture<\/em>, ma Oren ci ha gi\u00e0 fatto capire quello che ci aspetta.<\/p>\n<p>Overture, Gerusalemme. Nabucodonosor \u00e8 alle porte. L\u2019opera \u00e8 iniziata e l\u2019incipit solo musicale ha, per scelta registica, un corrispettivo scenico. Molto bello, elegante, raffinato azzarderei, che cala nella nervosa ordinariet\u00e0 di una citt\u00e0 che vive gli ultimi istanti prima dell\u2019invasione. Scena bella, breve. Dopo un discreto vuoto scenico, alcuni figuranti che corrono da un lato all\u2019altro del palco. Scena non bella, brevissima. I figuranti corrono terrorizzati e \u00abtelefonano\u00bb lo stato di tensione che seguir\u00e0. Abbiamo appena cominciato e il problema pi\u00f9 evidente \u00e8 gi\u00e0 saltato all\u2019occhio: l\u2019<em>horror vacui<\/em>.<\/p>\n<p>La regia si muove, cos\u00ec, dai primi istanti tra alti e bassi, attraverso una continua paura del vuoto, una frenesia che punta ad occupare ogni centimetro quadrato di palcoscenico ogni volta che ce n\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0. Il Nabucco, potrei azzardare, \u00e8 una storia che si sa, sostanzialmente la stessa dal 1842, allora perch\u00e9 prevedere inserti ansiosi e complicanti? La risposta resta un mistero anche perch\u00e9 lo spettacolo \u00e8 tutto in discesa, raggiungendo punte di perfezione registica che non possono non coltivare dubbi su tutto ci\u00f2 che si \u00e8 visto prima e riuscendo, con una strana ironia, a riempire davvero tutti i centimetri quadrati di palco ma plasmando le masse con una capacit\u00e0 pittorica davvero invidiabile.<\/p>\n<p>Al caos primordiale segue, cos\u00ec, un Nabucco sempre pi\u00f9 ordinato e squisitamente colloquiale, capace di farsi apprezzare sempre in scene dalla grande complicatezza ma pronte a non pi\u00f9 stranire lo spettatore che, solo fino a pochi minuti prima, aveva difficolt\u00e0 anche a capire chi stesse effettivamente cantando e, solo pochi istanti dopo, \u00e8 emozionalmente immerso nella pervadente passione e nel forte simbolismo che Trespidi assegna all\u2019intera messa in scena.<\/p>\n<p>L\u2019opera diventa, cos\u00ec, un crescendo sempre pi\u00f9 eccezionale e sempre pi\u00f9 emozionante. Il centro della scena \u00e8 l\u2019<em>ara<\/em>, da un lato spazio sacro destinato al sacrificio (dall\u2019ebraico <em>herem<\/em>, \u05d7\u05e8\u05dd, votato allo sterminio) e dall\u2019altro spazio della scelta, della decisione e della condanna. Il centro scena assume un carattere simbolico, equamente interpretato di ebrei ed assiri, sede della sacralit\u00e0 profonda e della de-sacralit\u00e0 profonda, campo di battaglia tra <em>Jehovah<\/em> e gli d\u00e8i pagani dei babilonesi, tra la pretesa di divino riconoscimento di <em>Nabucodonosor <\/em>ed il sacrificio di <em>Fenena<\/em>, tra la legge d\u2019Israele e la caduta dei miti pagani.<\/p>\n<p>Lo spazio scenico diviene completamente sacro nel picco drammatico del <em>Va\u2019 pensiero<\/em>, interpretato magistralmente da una massa di coro e figuranti che estende il proprio spazio al di l\u00e0 della scena (non solo nel bis disposto tra il pubblico) ma figurale, concedendo all\u2019interpretazione una visione escatologica che emoziona, trascina e tocca nel profondo in modo sublime ed inaspettato. Una scena magica \u2013 eseguita, da tradizione, secondo le modifiche al testo di Verdi e non seguendo il libretto di Solera \u2013 sacra per la virt\u00f9 e la poesia del testo e della musica, diretta con passione e commozione da un Daniel Oren figlio della terra d\u2019Israele.<\/p>\n<p>Alla impeccabile orchestra si alterna per tutta l\u2019opera un coro davvero ben ordito, capace di mescolarsi senza soluzione di continuit\u00e0 con una grande massa di figuranti che lo trasformano, per magia, un\u2019unica anima corale, interprete spirituale delle scene pi\u00f9 complicate, anche quando mal disposto spazialmente (soprattutto nelle prime parti). \u00c8 un esplosivo corpo unico del <em>Va\u2019 pensiero<\/em>, emozionante ed emozionato che trema dei brividi del pubblico e delle vibrazioni della scena. Da apprezzare il lavoro di <strong>Marco Faelli<\/strong>, maestro del coro.<\/p>\n<p>I solisti, davvero maestri nell\u2019arte canora, presentano, talvolta, una scarsit\u00e0 interpretativa scenica che lascia a dir poco sconcertati. Se <strong>Leo Nucci<\/strong> \u00e8 un <em>Nabucodonosor<\/em> senza pari, interprete canoro e scenico di una drammaticit\u00e0 senza pari, da brividi in ogni istante che lo ha visto in scena ed <strong>In Sung Sim<\/strong> \u00e8 il giusto <em>Zaccaria <\/em>da porre a contraltare di cotanto interprete, non lo stesso si pu\u00f2 dire degli altri, spesso viziati da una estetica assolutamente assente rispetto al carattere della scena. Peccato veniale se fossimo stati ad un concerto, ma grave considerando che siamo a teatro.<\/p>\n<p>I costumi di <strong>Giusi Giustino<\/strong> sono eccezionali. La scenografia \u00e8 imponente, capace di grande trasformismo, improntata sulla ripresa degli stili e sul blu della porta di <em>Ishtar<\/em> di Babilonia (conservata al <em>Pergamonmuseum<\/em> di Berlino) e di elementi grigi, di forte contrasto, via via posti in scena in particolari situazioni a cui \u00e8 assegnato anche l\u2019obbligo di rispondere a scene in cui anche l\u2019architettura deve rispondere ad una determinata dinamicit\u00e0.<\/p>\n<p>La scenografia sorprende, ma \u00e8 il vero problema di questo Nabucco firmato Oren-Trespidi. All\u2019opera architettonica di <strong>Alessandro Camera<\/strong> va riconosciuto il merito di aver reso davvero spettacolare questa messa in scena ma anche di averla distrutta e frammentata in una complessit\u00e0 di scene che talvolta, nelle riprese, assumono toni da ridicolo. In effetti, durante la serata, si \u00e8 assistito a due spettacoli: c\u2019\u00e8 il Nabucco in scena, quello illuminato, ed il Nabucco al buio, quello dei cambi scena. Pur riconoscendo l\u2019ammissibilit\u00e0 delle pause, non ne riconosco una necessit\u00e0 temporale di quasi un\u2019ora e mezza necessaria al corretto svolgimento dei cambi tecnici, cos\u00ec come avvenuto. Senza dimenticare che diversi cambi non sono stati svolti tra una parte e l\u2019altra ma tra una scena e l\u2019altra, lasciando il pubblico in attesa \u2013 accecato dalle luci rivoltegli contro \u2013 e rompendo la catarsi fin l\u00ec profusa. Se da un lato si \u00e8 dimostrato quanto si possa fare con una scena fissa, quattro gradinate e poco oltre (e, ne sono certo, si sarebbe potuto continuare a dimostrarlo ad libitum se ci fosse stato uno spettacolo di pi\u00f9 ore) e dall\u2019altro si \u00e8 dato davvero un gran contributo alla spettacolarit\u00e0 delle scene, \u00e8 ingiustificabile il tempo dato a queste operazioni. Davvero la peggior nota di una serata che ha dato molto. Onore, comunque, agli attrezzisti: hanno lavorato davvero tanto.<\/p>\n<p>La Reggia di Caserta \u00e8 nuova a queste operazioni di tale peso artistico. <em>Un\u2019Estate da Re<\/em> ha regalato e sta regalando un uso ed una capacit\u00e0 emozionale nuova al monumento casertano. Seppur con qualche problema, il Nabucco di ieri \u00e8 stato un grande successo gustabile \u2013 anche grazie a qualche soluzione (su tutte, la proiezione del testo durante l\u2019esecuzione) \u2013 sia da un pubblico abituato ai grandi teatri che a chi si \u00e8 approcciato per la prima volta ad un\u2019opera lirica.<\/p>\n<p>L\u2019opera di Oren e di Trespidi \u00e8 un\u2019ottima opera. Se riconosciamo che il tutto \u00e8 stato costruito in poco pi\u00f9 di venti giorni e mettendo in gioco grandi nomi insieme a circa centocinquanta figuranti (per lo pi\u00f9 privi di esperienza anche solo teatrale), l\u2019impresa assume caratteri tra il ciclopico ed il miracoloso ed io spero di rivedere presto qualcosa di simile. Perch\u00e9 no, magari con gli stessi maestri. E, perch\u00e9 no, ancora con qualche grande interprete. Sono sicuro che ci sar\u00e0 da emozionarsi.<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-16100 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.casertatoday.net\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/36A5348.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.casertatoday.net\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/36A5348.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.casertatoday.net\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/36A5348.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.casertatoday.net\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/36A5348.jpg?zoom=2&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.casertatoday.net\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/36A5348.jpg?zoom=3&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 450w\" 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A citare la sola parola non pu\u00f2 non venire in mente il Va pensiero. \u00c8 un riflesso automatico che, credo, si riversi in chiunque. Personalmente, lego il riflesso alla scena di un film, Sissi \u2013 Destino di una imperatrice (per la regia di Ernst Marischka) in cui una splendida Romy Schneider appena giunta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":16101,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"jetpack_seo_schema_type":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[16,2988,2892],"tags":[3074,3075,3073,587],"class_list":["post-16100","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","category-musica","category-spettacolo","tag-daniel-oren","tag-leo-nucci","tag-nabucco","tag-reggia-di-caserta"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9o1r9-4bG","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.casertatoday.net\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/36A5909.jpg?fit=1000%2C667&ssl=1","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16100","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16100"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16100\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}