{"id":1475,"date":"2016-02-15T11:34:17","date_gmt":"2016-02-15T10:34:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casertatoday.net\/news\/?p=1475"},"modified":"2016-02-15T11:34:17","modified_gmt":"2016-02-15T10:34:17","slug":"perfetti-sconosciuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/cultura\/spettacolo\/cinema\/perfetti-sconosciuti\/","title":{"rendered":"Perfetti Sconosciuti"},"content":{"rendered":"<p>Quante coppie si sfascerebbero se uno dei due guardasse nel cellulare dell&#8217;altro? \u00c8 questa la premessa narrativa dietro la storia di un gruppo di amici di lunga data che si incontrano per una cena destinata a trasformarsi in un gioco al massacro. E la parola gioco \u00e8 forse la pi\u00f9 importante di tutte, perch\u00e9 \u00e8 proprio l&#8217;utilizzo &#8220;ludico&#8221; dei nuovi &#8220;facilitatori di comunicazione&#8221; &#8211; chat, whatsapp, mail, sms, selfie, app, t9, skype, social &#8211; a svelarne la natura pi\u00f9 pericolosa: la superficialit\u00e0 con cui (quasi) tutti affidano i propri segreti a quella scatola nera che \u00e8 il proprio smartphone (o tablet, o pc) credendosi moderni e pensando di non andare incontro a conseguenze, o peggio ancora, flirtando con quelle conseguenze per rendere tutto pi\u00f9 eccitante. I &#8220;perfetti sconosciuti&#8221; di Genovese in realt\u00e0 si conoscono da una vita, si reggono il gioco a vicenda e fanno fin da piccoli il gioco della verit\u00e0, ben sapendo che di divertente in certi esperimenti c&#8217;\u00e8 ben poco. E si ostinano a non capire che \u00e8 la protezione dell&#8217;altro, anche da tutto questo, a riempire la vita di senso.<br \/>\nPaolo Genovese affronta di petto il modo in cui l&#8217;allargarsi dei cerchi nell&#8217;acqua di questi &#8220;giochi&#8221; finisca per rivelare la &#8220;frangibilit\u00e0&#8221; di tutti: e la scelta stessa di questo vocabolo al limite del neologismo, assai legato alla delicatezza strutturale di strumenti cos\u00ec poco affidabili e per loro stessa natura caduchi come i nuovi media, indica la seriet\u00e0 con cui il team degli sceneggiatori ha lavorato su un argomento che definire spinoso \u00e8 poco, visto che oggi riguarda (quasi) tutti. Per una volta il numero degli sceneggiatori (cinque in questo caso, fra cui lo stesso Genovese, senza contare l&#8217;intervento importante degli attori che si sono cuciti addosso i rispettivi dialoghi) non denota caos e debolezza strutturale, ma sforzo corale per raccontare una storia che \u00e8 intrinsecamente fatta di frammenti (verrebbe da dire di bit, byte e pixel), corsa ad aggiungere esempi sempre pi\u00f9 calzanti tratti dal reale.<br \/>\nIl copione lavora bene sugli incastri e sugli snodi narrativi che rimangono fondamentalmente credibili, instilla verit\u00e0 nei dialoghi (che certamente verranno riecheggiati sui social e nelle conversazioni da salotto, perch\u00e9 questo fanno certe &#8220;conversazioni&#8221;: l&#8217;eco), descrive tipi umani riconoscibili. Il cast, anch&#8217;esso corale, fa onore al testo, e ognuno aggiunge al proprio ruolo una parte di s\u00e9, un proprio timore reale. Perch\u00e9 questa societ\u00e0 cos\u00ec liquida da tracimare di continuo, sommergendo ogni nostra certezza, fa paura a tutti, e tutti ne portiamo gi\u00e0 le cicatrici, abbiamo gi\u00e0 assunto la posizione del pugile che incassa e cerca di restare in piedi (o sopravvivere, come canta il motivo di apertura sopra i titoli di testa).<br \/>\nIl tono \u00e8 adeguato alla narrazione: non melodrammatico (alla <em><em>L&#8217;ultimo bacio<\/em><\/em>), non romanticamente nostalgico (alla <em><em>Il nome del figlio<\/em><\/em>), non farsesco, non cinico, ma comico al punto giusto, con sfumature sarcastiche e iniezioni di dolore. Questa &#8220;cena delle beffe&#8221; attinge a molto cinema francese e americano, ma la declinazione dei rapporti fra i commensali \u00e8 italiana, con continui riferimenti a un presente in cui il lavoro \u00e8 precario, i legami fragili e i sogni impossibili. La scrittura \u00e8 crudele, precisa, disincantata, e ha il coraggio di lasciare appese alcune linee narrative, senza la compulsione televisiva a chiudere ogni scena. C&#8217;\u00e8 anche una coda alla <em><em>Sliding Doors<\/em><\/em> che mostra come il &#8220;gioco&#8221; (prima che diventi al massacro) sia gestibile solo con l&#8217;ipocrisia e l&#8217;accettazione di certe regole non scritte: ed \u00e8 questa la strada che pi\u00f9 spesso scelgono gli esseri &#8220;frangibili&#8221;.<br \/>\nQuello che ancora manca, a ben guardare, \u00e8 quella profondit\u00e0 abissale, quella vertigine di consapevolezza regalata agli spettatori senza preavviso dal miglior cinema italiano, su tutti quello di Ettore Scola (non a caso anche qui c&#8217;\u00e8 una terrazza). Ma questa non \u00e8 colpa degli sceneggiatori o del regista, \u00e8 segno dei tempi, giacch\u00e8 la &#8220;frangibilit\u00e0&#8221; delle identit\u00e0 e dei rapporti consente al massimo la rivelazione di qualche doppiofondo, non quella sospensione sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso che, come canta il bardo della nostra epoca inconsistente, &#8220;non \u00e8 paura di cadere ma voglia di volare&#8221;.<\/p>\n<p>Sale &amp; Programmazione<\/p>\n<div class=\"lr_c_fcb\" data-ved=\"0ahUKEwjg-M2_xvnKAhUDCiwKHVmKAzIQyCYIWygAMAA\">\n<div class=\"lr_c_tmt\"><a class=\"vk_bk\" href=\"https:\/\/www.google.it\/search?sa=X&amp;biw=1280&amp;bih=672&amp;q=duel+multicinema&amp;stick=H4sIAAAAAAAAAOMQERI2NDYxM7U0sDA3NjI0NzAxMzIwSGJ4xGjLLfDyxz1hKZNDf052MulxaXFx8Yp5qTiJBvqkOgrxcjFllmixOycWpxaVJEpxu5YW5Rek6gfl56YqMEow8AAAt1B_x1kAAAA&amp;ved=0ahUKEwjg-M2_xvnKAhUDCiwKHVmKAzIQySYIXDAA\">Duel Multicinema<\/a><\/div>\n<div class=\"lr_c_fcc\">\n<div class=\"lr_c_s\">\n<div class=\"lr_c_fce lr_c_pod_2 lr_c_pod_3\">\n<div class=\"lr_c_stnl\">ore 16:00<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lr_c_fce lr_c_pod_3\">\n<div class=\"lr_c_stnl\">ore 17:45<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lr_c_fce lr_c_pod_3\">\n<div class=\"lr_c_stnl\">ore 19:30<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lr_c_fce lr_c_pod_3 lr_c_pod_4\">\n<div class=\"lr_c_stnl lr_c_bpod\">ore 21:15<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lr_c_fce lr_c_pod_3 lr_c_pod_4\">\n<div class=\"lr_c_stnl\">ore 22:45<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lr_c_fcb\" data-ved=\"0ahUKEwjg-M2_xvnKAhUDCiwKHVmKAzIQyCYIXigBMAA\">\n<div class=\"_xk lr_c_ts\"><\/div>\n<div class=\"lr_c_tmt\"><a class=\"vk_bk\" href=\"https:\/\/www.google.it\/search?sa=X&amp;biw=1280&amp;bih=672&amp;q=big+maxicinema&amp;stick=H4sIAAAAAAAAAOMQERIxNLMwNDQ3NjCzNDMxMzA3NLGwtEhieMRoyy3w8sc9YSmTQ39OdjLpcWlxcfGKeak4iQb6pDoK8XIxZZZosTsnFqcWlSRKcbuWFuUXpOoH5eemKjBKMPAAABG59flaAAAA&amp;ved=0ahUKEwjg-M2_xvnKAhUDCiwKHVmKAzIQySYIXzAA\">Big Maxicinema<\/a><\/div>\n<div class=\"lr_c_fcc\">\n<div class=\"lr_c_s\">\n<div class=\"lr_c_fce lr_c_pod_3\">\n<div class=\"lr_c_stnl\">ore 17:00<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lr_c_fce lr_c_pod_3\">\n<div class=\"lr_c_stnl\">ore 19:00<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lr_c_fce lr_c_pod_3 lr_c_pod_4\">\n<div class=\"lr_c_stnl lr_c_bpod\">ore 21:00<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lr_c_fce lr_c_pod_3 lr_c_pod_4\">\n<div class=\"lr_c_stnl\">ore 22:00<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lr_c_fce lr_c_pod_3 lr_c_pod_4\">\n<div class=\"lr_c_stnl\">ore 23:00<\/div>\n<div class=\"lr_c_stnl\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lr_c_stnl\">Cinepolis Marcianise<\/div>\n<div class=\"lr_c_stnl\">ore 17:30<\/div>\n<div class=\"lr_c_stnl\">ore 19:45<\/div>\n<div class=\"lr_c_stnl\">ore 22:10<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quante coppie si sfascerebbero se uno dei due guardasse nel cellulare dell&#8217;altro? \u00c8 questa la premessa narrativa dietro la storia di un gruppo di amici di lunga data che si incontrano per una cena destinata a trasformarsi in un gioco al massacro. 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