{"id":11822,"date":"2016-05-31T14:25:37","date_gmt":"2016-05-31T12:25:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.casertatoday.net\/news\/?p=11822"},"modified":"2016-05-31T14:25:37","modified_gmt":"2016-05-31T12:25:37","slug":"non-rimanga-pietra-pietra-scena-la-storia-dei-vinti-dellunita-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.casertatoday.net\/news\/attualita\/non-rimanga-pietra-pietra-scena-la-storia-dei-vinti-dellunita-ditalia\/","title":{"rendered":"Non rimanga pietra su pietra, in scena la storia dei &#8220;vinti&#8221; dell&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>CASERTA \u2013\u00a0Tragedia. L\u2019intensit\u00e0 dello spettacolo ti colpisce fin dai primi istanti. \u00c8 la scena, \u00e8 la volont\u00e0 di far diventare la platea un prolungamento della stessa a prendere il pubblico e trasportarlo, con un balzo istantaneo, al centro della tragedia. Passa meno di un minuto, sipario aperto, e tutto \u00e8 buio, tutto \u00e8 cupo, tutto \u00e8 duro, tutto \u00e8 pesante. E cade addosso un senso di paura, di terrore, di tensione nervosa che taglia tutto, teatro e pubblico incluso, citando (pi\u00f9 o meno consapevolmente) <em>I dialoghi delle Carmelitane<\/em> di Francis Poulenc.<\/p>\n<p>Tra i buio e la forza delle prime battute, si apre <strong>Non rimanga pietra su pietra<\/strong>, spettacolo scritto e diretto da <strong>Fausto Bellone<\/strong> e messo in scena dalla <strong>Compagnia Teatrale Non Solo Sipario<\/strong> per la <strong>Pro Loco Real Sito di San Leucio<\/strong> sabato scorso, 28 maggio, presso il Teatro Citt\u00e0 di Pace di Puccianiello (Caserta).<\/p>\n<p>Uno spettacolo particolare, ispirato al massacro di Pontelandolfo e Casalduni compiuto il 14 agosto 1861 per rappresaglia dal Regio Esercito Italiano ai danni della popolazione civile dei due comuni in seguito al precedente massacro di 45 militari dell\u2019esercito unitario catturati alcuni giorni prima da alcuni briganti e contadini del posto.<\/p>\n<p>I due piccoli centri vennero quasi rasi al suolo, e lo spettacolo si ripropone di ricalcare, fortemente, con un dramma intenso, questa storia. Lo spettacolo si propone e riesce, ma solo per pochi minuti. L\u2019intensit\u00e0, infatti, si perde nella frammentazione delle scene, nei ribaltamenti dei luoghi, negli andirivieni storici che, a meno che non si conosca la storia originale, riescono a comunicare ben poco.<\/p>\n<p>Gli attori sono bravi, davvero bravi. La costruzione registica \u00e8 in grado di creare soluzioni di tecnica teatrale, a pi\u00f9 voci e pi\u00f9 storie, di un ardimento davvero eccezionale, ma le mette a servizio di scene di poco spessore, in cui sale la tensione ma il senso del dramma \u00e8 latente e le interruzioni canore e musicali entrano ma non esplicano, facendosi notare solo per una certa preponderanza nelle percussioni (ed una certa insistenza nel farle sovrapporre alla base musicale, talvolta fuori tempo).<\/p>\n<p>A meno che non si sia spulciata la storia originale, <em>Non rimanga pietra su pietra <\/em>\u00e8 un insieme di storie parallele (un contraltare tra cittadini, briganti e ufficiali), di bui \u2013 nei quali continuano ad uscire ed entrare attori, generando uno spettacolo nello spettacolo abbastanza lungo \u2013 e di scene distaccate in cui si prova a raccontare storie personali, ma non ci si riesce con una certa forza ed un discreto ordine se non alla fine. La danza aiuta, nei momenti in cui si prevede un pathos altrimenti non esprimibile, ma \u00e8 lasciata, talvolta, in una solitudine senza via di uscita.<\/p>\n<p>Pervade la tragedia ma non il dramma. Ciononostante la scena \u00e8 ben costruita e magnificamente equilibrata ed i cinque corpi perennemente in vista contribuiscono a sottolineare quel senso di nervosa staticit\u00e0 che si contrappone alla frenesia degli avvenimenti che accadono tutt\u2019intorno. Il buio del nascondiglio si chiude a guscio e lascia fuori la tragedia storica.<\/p>\n<p>Il finale \u00e8 squisito, mozzafiato, l\u2019unico a concedere appieno il senso drammatico ed a tuffare nella sorpresa di una testimonianza inaspettata quel senso di tensione iniziale intorno al nascondiglio iniziale. Pochi gesti \u2013 in una magistrale prova delle due attrici \u2013 bastano a fare, della tragedia, un dramma vero, forte, unico come la verit\u00e0 che ha ispirato la messa in scena. Il finale riesce, funziona, ancora una volta si prova a cancellare la linea sottile che divide palco e platea. E ci si riesce.<\/p>\n<p><em>Non rimanga pietra su pietra<\/em> \u00e8 uno spettacolo piacevole. Uno spettacolo che non manca di generare qualche dubbio ed una certa dose di incomprensione, ma che nasconde la stoffa di una messa in scena che potrebbe far parlare molto di s\u00e9. \u00c8 una \u00abprima\u00bb e, come tale, manca di una certa revisione finale, ma coglie e trasmette appieno (seppur puntualmente e troppo poco) il velo drammatico che si cela dietro la grande tragedia storica di Pontelandolfo e Casalduni.<\/p>\n<p>Il risultato finale \u00e8 quello di una promessa mantenuta solo in parte, un testo dalle solide basi in attesa di essere trasposto in bella che, ciononostante, riesce a dare molto. La prova \u00e8 ben riuscita e manca poco, davvero poco, per fare di <em>Non rimanga pietra su pietra<\/em> qualcosa di grande e mai visto fino ad ora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CASERTA \u2013\u00a0Tragedia. L\u2019intensit\u00e0 dello spettacolo ti colpisce fin dai primi istanti. \u00c8 la scena, \u00e8 la volont\u00e0 di far diventare la platea un prolungamento della stessa a prendere il pubblico e trasportarlo, con un balzo istantaneo, al centro della tragedia. 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