Sanità. L’ombra della camorra sul monopolio delle ambulanze.

Nella mattinata odierna, personale della Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di BIANCO Augusto, casalese del 1991, e BELFIORE Luigi, aversano del 1956, ritenuti responsabili dei delitti di concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso, in quanto Belfiore, titolare della ditta di trasporti denominata “CROCE AVERSANA”, facendo intendere alle ditte concorrenti di avere “amicizie” all’interno dell’ospedale di Aversa e, attraverso l’intercessione di Bianco Augusto, esponente di famiglia sodale al clan dei Casalesi, avvalendosi della forza di intimidazione che promana dalla predetta organizzazione criminale, riusciva ad esercitare la sua attività in regime di monopolio.
L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Caserta e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, ha permesso di svelare, dunque, l’interesse del clan dei Casalesi nell’imposizione delle autoambulanze presso i nosocomi per il trasporto dei degenti.

I suddetti BIANCO Augusto e BELFIORE Luigi sono stati deferiti, unitamente ad altre quattro persone, all’Autorità Giudiziaria per illecita concorrenza ed estorsione, reati aggravati dall’aver agito con metodologia mafiosa.
I soggetti sono ritenuti contigui al clan dei Casalesi-fazione Schiavone.
Già lo scorso gennaio, la Squadra Mobile di Caserta aveva tratto in arresto il padre di BIANCO Augusto, BIANCO Cesare classe ’66, affiliato storico del clan (già pregiudicato per associazione mafiosa, omicidio ed estorsione), in quanto ritenuto responsabile, unitamente a Francesco SCHIAVONE ‘Sandokan’ e a Francesco Schiavone ‘Cicciariello’ quali mandanti, dell’omicidio di Parente Giovanni del 24.10.1944, consumato il 26.9.1996 a Santa Maria La fossa, nell’ambito della faida per il controllo dei territori di Grazzanise e Santa Maria La fossa.
L’inchiesta ha consentito di appurare come, proprio grazie alla ‘forza’ del clan, rappresentato da BIANCO Augusto, figlio di Cesare, Belfiore Luigi e il figlio Vincenzo, amministratori della Croce Aversana, società attiva nel trasporto di degenti da e per l’Ospedale Civile Moscati di Aversa, abbiano, di fatto, operato in regime di assoluto monopolio, impedendo ad altri di operare in tale settore e controllando, al fine di escluderla, l’operatività di una impresa concorrente che era in grado di effettuare solo alcuni trasporti e solo previa ‘autorizzazione’ del Belfiore e quindi dell’associazione mafiosa.
Al termine degli atti di rito, gli arrestati sono stati condotti presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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