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Alla disperata ricerca di una sistemazione decorosa i due anziani di San Cipriano d’Aversa a cui è esploso l’appartamento un anno fa

L’esplosione della loro abitazione non ha ancora un responsabile. E a oltre settant’anni resteranno presto senza un tetto

La coppia di anziani di San Cipriano D’Aversa costretta a vivere in condizioni di fortuna nella vecchia casa dei genitori dell’uomo: hanno bisogno di una sistemazione decorosa

 

Costretti a “riparare” da più di un anno in una casa vecchissima che sta cadendo in rovina e che non può garantire loro, tanto più alla loro età, delle condizioni di vita dignitose e accettabili. E’ questo il destino di due coniugi di San Cipriano d’Aversa, nel Casertano, Vitantonio Iovine, 78 anni, e Lidia Pirozzi, di 70, dopo l’esplosione della loro abitazione, in via Diana 47, avvenuta il 23 marzo del 2016: per far luce sul gravissimo incidente e ottenere giustizia, i due anziani e i loro familiari si sono affidati, attraverso il consulente personale Riccardo Vizzi, a Studio 3A, società di patrocinatori stragiudiziali specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni genere di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini.

A causare la deflagrazione e l’incendio conseguente, che non hanno solo devastato la loro dimora, al primo piano dell’edificio, ma danneggiato anche l’alloggio al piano superiore, del fratello di Iovine, e i fabbricati vicini, lo scoppio di una bombola di gas da 15 kg che alimentava una stufa catalitica. E’ stato un miracolo che i due coniugi non siano rimasti vittima dell’esplosione: sono stati messi in salvo per un soffio dal nipote, chiamato dalla signora Lidia proprio perché la bombola palesava dei problemi, e che per portare fuori gli zii si è anche ferito a causa dei vetri e dei calcinacci che lo hanno investito.

Sull’incidente il Pubblico Ministero della Procura di Napoli Nord, dott. Giuseppe Borriello, ha aperto un procedimento penale a carico (per ora) di ignoti per il reato di incendio, disponendo il sequestro dell’immobile, sia per procedere ad appurare le cause dell’accaduto, sia per verificare lo stato di agibilità e la tenuta strutturale dello stabile. Per fortuna, l’esplosione non ha provocato danni agli elementi strutturali dell’intero fabbricato, ma ha causato lo sventramento dei tompagni e delle pareti dell’appartamento al primo piano, con conseguente pericolo di crolli, rendendolo dunque del tutto inagibile: per tornare ad abitarci serviranno dei gravosi lavori di ristrutturazione, quantificati nell’ordine di oltre duecentomila euro tra opere murarie, acquisto dei serramenti nuovi, etc.

Le indagini condotte dal comando provinciale di Caserta dei Vigili del Fuoco hanno portato ad accertare che lo scoppio è stato dovuto al malfunzionamento della valvola di apertura e chiusura della bombola di Gpl, che peraltro è risultata risalire al 1974 ed essere della Ener Gas (già Sud Gas). A seguito dei “giri” sul vuoto a rendere, tuttavia, non è rientrata alla ditta proprietaria ma alla Nuova Diana Gas, che riempie le bombole, che dovrebbe verificarle e manutentarle, e che poi le concede in appalto di vendita alla “Piatto Group”, che le vende soltanto non disponendo di personale per installarle. La bombola in questione, che era stata revisionata l’ultima volta nove anni prima, era stata acquistata e montata da pochi giorni dal figlio della coppia di anziani. Dunque, una pluralità di soggetti coinvolti che non rende così semplice la definizione delle responsabilità, tanto che allo stato attuale la Procura non ha ancora chiuso la fase delle indagini preliminari e assunto provvedimenti, elemento determinante, questo, per poter procedere con fondatezza alla congrua richiesta di risarcimento di cui i danneggiati hanno diritto e necessità per poter sostenere gli ingenti costi di ristrutturazione e tornare a vivere nella loro casa di via Diana 47.

Da più di un anno, infatti, sono stati costretti a trasferirsi nell’unica abitazione che avevano a disposizione, quella dei genitori di Vitantonio Iovine, che però è vecchissima, diroccata e del tutto inadatta per due persone anziane. Proprio per questo, rendendosi necessari lavori di ripristino e messa in sicurezza anche di questa casa, la coppia non potrà più vivere lì. Di qui l’appello lanciato dalla famiglia, tramite Studio 3A, affinché si accelerino i tempi del procedimento penale e si possa aprire un tavolo di confronto tra le parti coinvolte per evitare i soliti rimpalli di responsabilità, addivenire a una soluzione e ridare a Vitantonio e Lidia una sistemazione decorosa. Nella speranza che la gravità dell’incidente che ha sconvolto la loro esistenza meriti un po’ di considerazione e faccia mettere a chi di dovere una mano sul cuore e sulla coscienza.


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