Roghi e polveri sottili tra le province di Caserta e Napoli, al Governo una interrogazione del sen. Claudio Barbaro (Lega)

ROMA – Resta alta la tensione tra le province di Caserta e Napoli per i continui sforamenti dei limiti delle polveri sottili in atmosfera. Dopo i continui incendi di siti di stoccaggio e trattamento rifiuti, sono i dati delle centraline ARPAC dell’area nolana a giungere all’attenzione del Governo con una interrogazione del sen. Claudio Barbaro (Lega), eletto nel collegio plurinominale Campania 1 Avellino, Benevento, Caserta. Da anni le associazioni del territorio – associazione V.I.T.A., Comitato per la salute San Vitaliano e l’associazione Centura Ets – lamentano uno scarso interesse da parte delle autorità preposte e lanciano un allarme inascoltato.

«Anni di continui sforamenti del limite massimo delle polveri sottili e l’assoluta assenza in primis della Regione Campania – commenta il sen. Barbaro – compongono un quadro scandaloso di incuria ed indolente commistione con chi continua ad inquinare la provincia campana.

«È dal 2015 circa che il territorio compreso tra la provincia di Napoli e di Caserta, registra, tramite le centraline Arpac installate in vari comuni della zona, continui e gravi sforamenti dei limiti di legge, raggiungendo punte anche del doppio rispetto a quelli consentiti, in particolar modo dei particolati PM10 e PM2.5. Le concentrazioni maggiori si registrano specialmente nelle stazioni di rilevamento presenti ad Acerra Scuola Caporale, Pomigliano D’Arco zona Asi e San Vitaliano Scuola Marconi. Sono passati tre anni e nessuna Amministrazione si è seriamente interessata al caso.

«La mia interrogazione al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare punta punta a fare chiarezza sul caso San Vitaliano, come su ogni altro grave episodio chiedendo se siano stati predisposti tutti i controlli possibili (numero e frequenza dei roghi, siti a rischio, imprese che potrebbero potenzialmente emettere polveri sottili in atmosfera) necessari per predisporre un piano di intervento».

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