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Casagiove. Meno 5 al D-Day, i consiglieri di maggioranza scrivono al sindaco Corsale

La settimana appena iniziata è quella che porta diritti al 20 agosto, ultimo giorno utile per il sindaco di Casagiove Roberto Corsale per ritirare le dimissioni e consentire alla città di evitare il commissariamento. Nei tredici giorni appena trascorsi si sono alternati diversi interventi, più o meno ufficializzati, a partire dal primo cittadino ai consiglieri di opposizione, a quelli che una volta in maggioranza ora scesi dal battello di Casagiove Adesso. Tutti vanno in un’unica direzione, vale a dire quelle della conferma delle dimissioni da parte del primo cittadino. Una delle conditio era quella di far condividere ai rappresentanti delle liste presentatesi in alternativa a Corsale per portare avanti un programma di scopo ed evitare l’onta e le vicissitudini di uno scioglimento anticipato. Venerdì scorso i consiglieri che ancora sono rimasti fedeli alla fascia tricolore, ivi compresi gli assessori Lucia Carla Savignano e Pietro Nardi, hanno redatto una lettera indirizzata al sindaco e questa mattina l’hanno inoltrata ufficialmente al protocollo del Comune.

I due esponenti dell’esecutivo con Francesco Mingione, Loredana De Lellis, Gennaro Caiazza, Ernesto Mese e Alessandra Ammirati invitano il loro leader ‘ad una riflessione ed un atto di estrema responsabilità teso a valutare una eventuale revoca delle dimissioni presentate in data 1 agosto’. Avendo lavorato in questo anno con la massima onestà, diligenza e spirito di servizio, Le chiediamo di continuare ad operare in tal senso. 

Ma i mittenti della missiva sanno fin troppo bene che attualmente i numeri non garantiscono la possibilità che Casagiove ‘possa evitare una delle pagine più brutte della sua storia’ e quindi insieme al sindaco anche altri devono assumersi le proprie responsabilità. A tal uopo gli amministratori di maggioranza chiedono al sindaco l’estremo tentativo: convocare un consiglio comunale in cui chi ha veramente a cuore le sorti della città possa confrontarsi nella sede più naturale ed opportuna. ‘Solo con questo tipo di confronto – chiudono gli estensori della lettera – potrà avere la giusta misura per maturare qualsivoglia decisione’.

Ora il momento diventa cruciale. Il tempo stringe, bisogna vedere se c’è da parte del sindaco la disponibilità ad accettare l’invito dei ‘suoi’ ma subito dopo c’è anche da fare il riscontro per capire se la restante parte del Consiglio Comunale sia propensa ad ‘accettare l’invito’. Comunque è un rischio da correre e, in nome del supremo beneficio, la proposta non dovrebbe essere sottovalutata a meno che il dado non sia già tratto.

Salvatore Orlando


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