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Marcianise. Agli ingranaggi della maggioranza manca qualche ‘Rondello’

di Salvatore Orlando

Marcianise. Una seduta, quella del primo consiglio comunale dell’era Velardi che ha presentato qualche momento di effervescenza. In genere – come ha sottolineato Dario Abate – in queste occasioni si è soliti festeggiare (per chi ha vinto) e far buon viso a cattivo gioco (per chi è rimasto al palo) ma qualche sorriso a mezza bocca si è intravisto anche sui volti degli occupanti la parte sinistra della scena, guardando dal pubblico. Non tutto è infatti andato per il verso giusto nel corso dei lavori consiliari. Una scivolata sulla classica buccia di banana si è avuta al momento della votazione per il presidente del Consiglio. Una figura – si è sentito dire dai banchi dell’opposizione – forse ancor più importante dello stesso sindaco… E proprio in virtù di tale affermazione che il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Pasquale Guerriero chiedeva alla controparte di lasciare alla minoranza la nomina, in virtù di una trasparenza tanto decantata in campagna elettorale. Pasquale Salzillo dal canto sua lanciava anche la proposta di nominare una donna, fatto unico per la storia di Marcianise. Le proposte erano recepite dalla maggioranza al punto tale che Pino Riccio chiedeva una sospensione dei lavori per mettere a punto la possibilità di valutarle in camera caritatis. Ma evidentemente il confronto privato non dava gli esiti sperati dalla minoranza poiché al ritorno in aula c’era chi con caparbietà insisteva nel voler mettere al corrente il pubblico della decisione ormai irrevocabile scaturita nella maggioranza. E fin qui nulla questio, fa parte del gioco. Quello che ha scatenato però l’ilarità ed in qualche caso il mugugno dei presenti è quello che è successo dopo.

Legittima e lecita la scelta di eleggere Antimo Rondello, consigliere anziano, che stava già conducendo la prima seduta. Ma la sorpresa è venuta fuori sin dal primo scrutinio col consigliere del PD che non ha ottenuto il consenso unanime di tutti i suoi compagni di avventura. Due le schede bianche e un voto per Pero gli hanno impedito di esultare nelle prime due votazioni laddove era necessaria la maggioranza qualificate dei 2/3. La minoranza intanto, in ossequio alla tesi sostenuta da Pasquale Salzillo, votava per Carmela Ventrone. Insomma si doveva arrivare al terzo scrutinio – quando bastava la maggioranza assoluta – per dare al consiglio Comunale il suo presidente. Insomma non proprio una bella figura fatta da Velardi (a prescindere dalla sua responsabilità, pressoché nulla nella vicenda) e dall’amministrazione che si è appena insediata, che mostra già qualche innegabile crepa che si potrà acuire col tempo se il sindaco non mette in campo tutto il suo carisma per tenere unita e compatta la squadra. Le belle parole in campagna elettorale lasciano il tempo che trovano. Ora con le elezioni fatte e con la giunta formalizzata occorrono solo i fatti ma a quanto pare le schermaglie non erano di pertinenza solo di coalizioni contrapposte, bensì anche nell’ambito dello stesso gruppo che ha condotto Velardi alla vittoria. Se c’è qualche chiarimento da fare, si faccia subito, Marcianise non è più nelle condizioni di poter ancora attendere.


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