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Casertana, il silenzio è d’oro? non sempre, alle volte potrebbe essere più dannoso di mille chiacchiere

di Salvatore Orlando

 

 

Una conferenza stampa, convocata in fretta e furia dalla Casertana, legittima nei contenuti ma poco aderente alla realtà dei fatti. Per i più distratti o per i nostri lettori che non sanno di cosa stiamo parlando, diremo che stamatilia - corvinottina su un giornale locale, poi ripresa da vari siti on line è uscita una serie di notizie che la società reputa gravemente offensive anzi diffamatorie nei confronti di eventuali nuovi soci e, di riflesso, della società.  Nulla da eccepire laddove ci fosse un dialogo tra le parti e non solo un monologo. Comprendiamo la rabbia e l’indignazione del presidente e finché si è trattato di ascoltare le sue dure parole – anche offensive tra l’altro – verso il collega responsabile di quell’articolo, nessuno dei presenti ha potuto obiettare alcunché, in attesa dell’arrivo del collega in questione, annunciato dall’addetto stampa, informato telefonicamente. Io stesso avevo precedentemente alzato il dito per fare il mio intervento che passava in secondo piano dal momento che il collega in questione, seppure in ritardo, si presentava in sala stampa. A quel punto – me lo lasci dire presidente – è passato dalla parte del torto. Le sue rimostranze, seppur suffragate da legittimo sdegno, non dovevano sfociare nell’evitare il confronto e soprattutto nell’ordinare all’interessato: lei esca fuori questa è casa mia.

In fondo è stato lei a convocare la conferenza stampa che l’ha indotto a mettersi in viaggio da Roma a Caserta e a noi interrompere bruscamente le nostre attività consuete. Se voleva fare il suo monologo avrebbe potuto affidare le sue deduzioni ad un comunicato, lei ha rimarcato il fatto che il collega era assente (inizialmente) salvo poi a togliergli la parola allorché egli si apprestava a dare le sue motivazioni. Non voglio ergermi a difensore d’ufficio di alcuno, ma Nico Marotta è un tipo di assumersi le sue responsabilità e lo farà certamente qualora le parti lese riterranno chiamarlo in causa.

Ma il punto è un altro. La Casertana – tramite il suo massimo esponente – ha annunciato il silenzio stampa. Siamo sicuri che sia la scelta ideale? Tilia e Corvino asseriscono che in questo modo se le notizie date in pasto ai giornali sono spifferate dall’interno della società, sarebbero facilmente controllabili. Forse non si rendono conto che è proprio tutto il contrario. Perché se oggi Corvino, Pensi, Tedesco (sono nomi a caso) dicono questo o quello ai cronisti, col fatto che vige il silenzio stampa, se c’è qualcuno interessato a screditare dall’interno la società continuerebbe a farlo in forma anonima. I cronisti non badano se l’autore della notizia sia espresso o sottinteso, noi vogliamo innanzitutto la notizia. Pertanto se Corvino, Pensi o Tedesco (sono sempre nomi a caso) voglio portare all’attenzione dell’opinione pubblica determinate situazione non esiteranno ugualmente a farlo. Con la differenza che fino ad ora si sapeva chi parlava, col silenzio stampa non si sa neppure quello.


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